Infosecurity: il dato come paradigma

Dalla sicurezza perimetrale alla protezione del dato: come cambia la sicurezza.

Centosettanta espositori, vale a dire il 13% in più
rispetto all'edizione precedente, per una tre-giorni tutta dedicata alla
sicurezza e allo storage, in tutte le loro declinazioni, incluse quelle più
attuali legate a tracciabilità e sanità: questi sono i numeri di partenza della
settima edizione di Infosecurity che ha aperto i battenti questa mattina a
Milano.

Una fiera che ha il pregio delle manifestazioni specializzate: in
uno spazio contenuto è possibile venire a contatto con i principali fornitori,
senza rischio di dispersione.

Una fiera che quest'anno si presenta ricca
di eventi convegnistici e seminariali ad ampio spettro, che affrontano sia le
tematiche generali di un mercato un evoluzione, sia argomenti più tecnici,
destinati a un pubblico di nicchia.

Quanto ai temi caldi, uno emerge su
tutti: la protezione del dato. Finita l'era della sicurezza perimetrale, tutti i
principali player del comparto sono concordi nel sottolineare la strategicità di
policy che mettono in primo piano la sicurezza dei dati, le regole di
accesso e di utilizzo.

L'offerta si sta adeguando, spesso attraverso
partnership o acquisizioni strategiche: siglate nei mesi scorsi, ora sembrano
quasi del tutto assimilate e pronte a dare risultati.

Resta da capire
quando la domanda recepirà davvero le nuove istanze. Non sono pochi i fornitori
che sottolineano la necessità di una intensiva azione di education nei confronti
dei clienti, per far capire non la strategicità del nuovo paradigma, bensì le
criticità cui andrebbero inevitabilmente incontro non seguendolo.

E' il
momento di pensare a nuovi investimenti, dunque. Saranno le aziende disposte a
farli?

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