InfoCert certifica la firma elettronica

«Senza firma elettronica certificata sia la fatturazione elettronica che la conservazione sostitutiva non hanno alcuna validità». Non teme smentita Fabiana Vudafieri, direttore marketing e sviluppo mercato di InfoCert. Con 3 milioni di certificati dist …

«Senza firma elettronica certificata sia la fatturazione elettronica che la conservazione sostitutiva non hanno alcuna validità». Non teme smentita Fabiana Vudafieri, direttore marketing e sviluppo mercato di InfoCert. Con 3 milioni di certificati distribuiti, la società nata nel 2007 per proporre soluzioni di dematerializzazione dei documenti tramite strumenti innovativi di certificazione digitale, risulta «in base alle rilevazioni del Cnipa» il principale ente certificatore accreditato nel nostro paese. «Il che – spiega la manager – significa essere in grado di associare, a ogni soggetto fisico che ne fa richiesta, una sua identità sociale legando alla firma autografa del cliente un’identità elettronica accertata in maniera univoca. Per far ciò è obbligatorio il riconoscimento fisico dell’individuo, che deve recarsi presso un affiliato autorizzato, o un responsabile del riconoscimento di identità». E se proprio l’obbligatorietà del riconoscimento fisico, secondo la nostra interlocutrice, risulta essere il vero ostacolo alla diffusione della firma digitale nel nostro paese, una certa varietà nell’offerta non manca. «Esiste una business key, ossia una chiavetta Usb portatile, con la quale è possibile firmare i documenti digitali, mentre le smart card hanno necessariamente bisogno di un supporto hardware per essere lette. Dal canto suo, il Digital sign server consente la sottoscrizione digitale online di interi lotti di documenti, come le fatture per esempio. In tutti i casi per apporre la firma digitale occorre un software specifico, che in InfoCert è proprietario, che permetta di apporre la marca temporale al medesimo documento».

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