Incontri one to one e a "numero chiuso" per chi vuole davvero parlare di business

Dopo l’esperienza dello scorso anno, anche nel 2003 Sirmi si è fatta promotore e propulsore di una manifestazione così particolare come Ict Trade. Un evento che associa momenti di formazione e scambio come la conferenza iniziale e la tavola rotonda che …

Dopo l’esperienza dello scorso anno, anche nel 2003 Sirmi si è fatta promotore e propulsore di una manifestazione così particolare come Ict Trade. Un evento che associa momenti di formazione e scambio come la conferenza iniziale e la tavola rotonda che chiuderà i lavori a momenti di vero e proprio business, dove la domanda e l’offerta del variegato mondo Ict hanno lo spazio e il tempo per incontrarsi e valutare insieme nuove opportunità di business. Abbiamo chiesto a Maurizio Curari di spiegarci quali sono i motivi che hanno spinto Sirmi a investire ancora su un progetto come Ict Trade e quale è lo spirito con il quale si apre la nuova edizione.

Il mercato è da tempo in crisi e molte aziende ritengono oggi più importante inseguire le occasioni, piuttosto che fermarsi e riflettere sulle opportunità reali. In questo contesto, Ict Trade offre una pausa di riflessione. A chi? E soprattutto, perchè?

Ci sono nel corso dell’anno molti momenti per ragionare su cosa succede nel settore Ict: convegni, conferenze, seminari, meeting. Ma non ci sono momenti in cui ci si possa incontrare, avendo il giusto tempo a disposizione e la giusta predisposizione d’animo, per un confronto costruttivo fra addetti ai lavori, in un clima diffuso di ricerca comune di opportunità di business e di disponibilità all’ascolto. È per questo che Ict Trade, al di là della conferenza di apertura e della tavola rotonda di chiusura, è “a numero chiuso”: per poter consentire a manager e imprenditori del Sistema d’Offerta di incontrarsi, confrontarsi, gettare le basi per nuove collaborazioni. È nostra convinzione che solo un confronto pacato e costruttivo fra addetti ai lavori qualificati possa consentire di velocizzare la ripresa.

In un momento in cui le manifestazioni fieristiche di tipo tradizionale cercano nuovi linguaggi per trasformarsi in reali opportunità per espositori e visitatori, qual è la lingua che si è scelto di parlare a Ict Trade?

Ict Trade non è una mostra, nè vuole esserlo, nè mai lo diventerà: non si espongono prodotti, quasi non si porta documentazione aziendale. Lo spirito di Ict Trade è di un momento di incontro fra attori del mercato Ict che abbiano in animo di confrontarsi con l’obiettivo di portare a casa nuove idee e nuove relazioni, con le quali competere meglio sul mercato già nell’immediato. La lingua è quella del business: senza troppo piangere sulle occasioni mancate, senza più di tanto recriminare ancora su quel che il settore Ict potrebbe essere e non è, ed invece focalizzando l’attenzione sulle reali opportunità da intercettare, sulle sinergie da mettere in campo, sui velocizzatori da cogliere, sui comportamenti più adeguati da tenere; il tutto, per concretizzare rapidamente nuovo business, con spirito duraturo.

La parola partnership negli anni ha assunto connotazioni sempre diverse. Che cosa significa oggi partnership, tra aziende e fornitori e tra i fornitori stessi? E che cosa si nasconde dietro le cosiddette partnership strategiche?

La collaborazione fra attori del mercato che occupano posizioni diverse e presidiano segmenti contigui nell’articolata catena del valore dell’Ict, è un elemento fondamentale, in uno scenario in cui nessun player di settore può pensare di fare tutto da solo. Le tecnologie e i prodotti si intersecano e si complementano; le competenze interdisciplinari sono un elemento fondamentale per trasformare la tecnologia in soluzioni fruibili; il mercato è talmente vasto da richiedere forme di presidio e di contatto articolate e complesse. Partnership altro non è se non coscienza del ruolo strategico, da parte di ciascun player, degli altri attori presenti sulla catena del valore, cui bisogna dare e da cui bisogna ricevere con giusto equilibrio; e la merce di scambio è vastissima: tecnologie e prodotti certamente, ma oggi soprattutto competenze e relazioni. È anche per questo che il termine “Canali” appare oggi desueto: trasferisce la percezione di passività, dà troppo il senso di “clienti”; il termine partner implica una relazione duratura, costruttiva, equilibrata, in cui tutti gli attori fanno la loro parte per lo sviluppo complessivo del settore, ciascuno per la sua quota di competenza e possibilità. Ed è proprio all’insegna della costruzione di nuove partnership che si sviluppa, fra l’altro, Ict Trade.

Perchè Sirmi per il secondo anno ha deciso di investire su Ict Trade? Che cosa rappresenta questa manifestazione? Quali sono gli obiettivi?

Ict Trade è un grande momento di incontro, estremamente qualificato, con cui Sirmi reputa di dare servizio a tutti gli attori della catena del valore dell’Ict. Attraverso la gestione oculata degli appuntamenti, tramite il coinvolgimento Di operatori qualificati, con il contributo di relatori di eccezione nei momenti pubblici, Sirmi ed i suoi partner reputano di dare all’ecosistema dell’Ict un momento impagabile di confronto e di costruzione di nuovi spunti di business.

Con quale spirito voi invitate le aziende a prendere parte a Ict Trade? E con quali aspettative?

Abbiamo la convinzione che l’invito ad Ict Trade contribuisca alla costruzione di uno spirito di appartenenza reputato fondamentale per il nostro settore; ed è con questo spirito che anche manager superimpegnati trovano lo scampolo di tempo per partecipare. A Ict Trade devono trovare collocazione tutti quelli che reputano di avere qualcosa da dire a partner vecchi e nuovi, che hanno la convinzione che confrontarsi alla pari sia impagabile, che cercano un’occasione per un dialogo senza le barriere dei microfoni e dei tavoli dei relatori, che abbiano voglia di dire la loro in pubblico e fra colleghi, che pensano che vivere insieme una intensa tre giorni di lavoro e di svago al tempo stesso, possa contribuire alla rigenerazione di un comparto che troppo spesso esprime poco, al di là dell’evoluzione tecnologica. La maggiore soddisfazione, per Sirmi e i suoi partner, è di ricevere adesioni da manager ed imprenditori dell’Ict che segnalano “verrò molto volentieri; già lo scorso anno sono successe, subito dopo Ict Trade, cose molto interessanti per il nostro business”.

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