Il recidivo

Non c’è bisogno dell’opensource per scavalcare Microsoft. Parola di un “Arsenio Lupin” dell’It: Paul Colton.

7 ottobre 2004 Un approfittatore? Un Arsenio Lupin? Un
anarco-preinsurrezionalista del mondo tecnologico?
O semplicemente un genio?

Paul Colton è un ingegnere software e imprenditore che ha creato una
società, Xamlon, assurta agli onori della cronaca It per aver rilasciato, nei
giorni scorsi, un kit per sviluppare velocemente interfacce per applicazioni
Web.
Dov'è la novità, e perché gli onori della cronaca?
Per due ordini
di motivi.
Il primo: Colton ha creato il software kit copiandolo,
letteralmente, dalle specifiche tecniche rese note da Microsoft quando presentò
il progetto Avalon, ovvero lo strumento per gestire le interfacce Web che sarà
contenuto nella nuova versione del suo sistema operativo, Longhorn.
Cotton
prese i cosiddetti blueprint con cui Microsoft un anno fa alla Professional
Developer Conference spiegò cosa voleva costruire e ne fece il proprio timone.

Ora, sta di fatto che Microsoft ha deciso di rinviare Longhorn fino al 2006,
mentre Colton il suo softwarino ce l'ha già pronto.
E funzionante.
E lo
vende.
Totale: il signor Colton ha due anni due di vantaggio su un prodotto
su cui Microsoft ha puntato molto, e l'ironico sta nel fatto che la "soluzione
del compito" gliel'ha passata il maestro di Redmond.
Ma com'è possibile che
accada, così facilmente?
La risposta deve correggere la domanda: com'è
possibile che riaccada?
Si perché, e questo è il secondo motivo degli onori
della cronaca, Colton non è nuovo a questo genere di operazioni.
Già l'aveva
fatto con la sua precedente società, LiveSoftware, poi venduta ad Allaire, che
fu comprata da Macromedia, quando, alla fine degli anni 90 realizzò (copiò?) un
server Java da specifiche pubbliche e ci costruì sopra le proprie fortune
societarie.
Senza entrare troppo nel merito tecnico, la lezione che ci offre
Xamlon è quasi epica: la risposta alla soluzione che cerchi qualcuno l'ha già
scritta.
Sta a te trovarla.
L'opensource, insomma, non è l'unico modo
per aggirare l'ostacolo della proprietarietà.
Basta saper leggere dentro e
fuori le righe.

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