Il progetto Fischer per la “lean enterprise”

L’iniziativa, avviata dalla filiale italiana della società, ha applicato il Supply chain operations reference model per definire gli indicatori delle performance aziendali. Alla base, le tecnologie di Sas Strategic Performance Management e Information Delivery Portal.

L’intero Gruppo Fischer ha recentemente intrapreso un forte cambiamento strategico con l’obiettivo di crescere, differenziando l’offerta e presentandosi come un’azienda estesa. A tale scopo, è in corso un’iniziativa di tipo "lean" (in sostanza, "snello"), che coinvolge tutta l’azienda e che tende al miglioramento continuo. Ma se nel Gruppo attualmente si sta privilegiando il cambiamento sul piano prettamente industriale, in Italia (grazie all’autonomia operativa di cui gode), si sta seguendo un progetto particolare, basato su precise linee guida e su sistemi Sas. L’obiettivo è dotarsi di strumenti per il Cpm, Corporate performance management, che secondo la definizione di Gartner identifica le metodologie, le metriche, i processi e i sistemi utilizzati per monitorare, analizzare e gestire le performance aziendali.


La realtà italiana, del resto (fatta da due stabilimenti produttivi, una unit di ricerca e sviluppo, per 80 milioni di euro di fatturato nel 2003, oltre 300 dipendenti e con un indotto quantificabile in oltre 150 persone) è tale da giustificare un’iniziativa di questo tipo.


In Fischer Italia convivono più mondi che, integrati, danno vita a un’infrastruttura It complessa, imperniata sulla logica eterogenea del "best of breed". È presente una soluzione Erp di base, funzionante su As/400; sempre su As/400 è supportata la gestione operativa del magazzino (attività fondamentale in Fischer, si pensi solo al fatto che vi sono più addetti al magazzino che in produzione), grazie a un sistema sofisticato che utilizza radiofrequenza diretta. La gestione della supply chain è fatta con una soluzione di demand planning di Toolsgroup. Le operazioni di procurement con fornitori e terzisti, con controllo di avanzamento, sono invece gestite con una soluzione sviluppata internamente in ambiente Java-Oracle. Infine, c’è Lotus Domino per la gestione della collaboration e, ovviamente, Sas per la Business intelligence.

L’iniziativa italiana


"Circa un anno e mezzo fa abbiamo avviato un progetto autonomo, chiamato Lean Enterprise - ha spiegato Matteo De Angelis, direttore Organizzazione e Sistemi Fischer Italia -. Si tratta di un’iniziativa strutturata in cinque sottoprogetti, di cui quello principale è la definizione di indicatori di processo di logistica manifatturiera che funga da guida per tutta la gestione del cambiamento".


Alla base dell’operazione c’è l’applicazione della metodologia definita Scor model (Supply chain operations reference model, del Supply Chain Council), grazie alla quale sono stati ricavati gli indicatori principali. Tale metodologia offre non solo un modello di ristrutturazione della supply chain ma dà anche i cosiddetti key performance indicator per poter "misurare" l’operato dell’azienda. "Abbiamo costruito un modello di indicatori a quattro livelli - ha proseguito De Angelis - integrando sin dal primo livello anche indicatori di performance complessive, quindi di tipo economico-finanziario, che si affiancano dunque a quelli che si riferiscono alla snellezza, flessibilità, puntualità".


Come prima accennato, in Fischer Italia esiste, già dal ’97/’98, una piattaforma Sas per il warehousing e l’analisi Olap, su cui sono stati realizzati vari sviluppi.


"Ci siamo posti il problema di come affrontare tramite gli indicatori un progetto che fosse di Corporate performance management, anche perché un sistema di Cpm si costruisce con un’organizzazione dei dati un po’ diversa da quella del warehousing normale - ha precisato il manager -. Abbiamo così predisposto un sistema di organizzazione, pubblicazione e calcolo degli indicatori con un link al sistema Olap che spiega il dato. In altre parole, abbiamo costruito una continuità: un sistema di Cpm basato su Sas Strategic Performance Management, cioè il prodotto Sas per il Cpm, che di fatto rimanda per la spiegazione, per la ricerca, per l’analisi, quindi per l’esplorazione dei dati, al sistema Olap sottostante".


Nel frattempo, tra l’altro, è avvenuto il rilascio di Sas9, ultima release della piattaforma di Bi dello specialista, che si presenta rinnovata su più fronti e più completa. Il progetto di Fischer Italia prevede anche l’organizzazione dei dati su questa nuova versione, soprattutto per ottenere una navigabilità migliore del dato.

Un portale informativo


Grande impatto avrà inoltre il nuovo sistema di delivery dell’informazione, dato che in programma c’è la migrazione su Sas Information Delivery Portal, che si occuperà di raccogliere tutta la parte di reportistica e di analisi via Web. A questo proposito, le applicazioni saranno portate su Java Jsp, per garantire il deploy attraverso il portale Sas.


"Proprio perché si tratta di un progetto "lean", di miglioramento continuo, l’obiettivo è quello di modificare il modo stesso di fare information delivery a tutti i livelli. Cambiano il concetto di granularità di informazione nel warehouse e il concetto di utente - ha concluso De Angelis -. Non si tratta solo di un Decision support system per il top management, ma di un sistema di supporto al cambiamento e al miglioramento. In teoria, con la necessaria profilazione e il conseguente controllo degli accessi, ognuno potrà utilizzare la propria scorecard: vorremmo, per esempio, arrivare a pubblicare anche le scorecard delle unità produttive".

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