Il mercato dei telefonini rallenta, Hitachi e Fujitsu chiudono quattro fabbriche

Il ridimensionamento della domanda sta portando molto tra i big player a rivedere le loro politiche, anche per quanto riguarda gli stabilimenti di produzione.

Comportamento in controtendenza da parte di Hitachi. La società ha infatti
deciso di chiudere una fabbrica di chip per telefonini in Giappone e di spostare
la produzione in altri due stabilimenti europei. Questa decisione viene
giustificata da una domanda di cellulari più contenuta rispetto alle
previsioni.


C'è da dire che quello della telefonia mobile sta diventando un mercato
maturo e quindi sarà difficile che si possano ripetere le crescite registrate
sinora nella vendita di terminali. Alcuni costruttori di telefonini hanno
annunciato che quest'anno si aspettano una diminuzione delle vendite di circa il
15% rispetto a quanto avevano pronosticato. La conferma è venuta anche da Nokia
che pensava di fare un balzo significativo rispetto lo scorso anno e raggiungere
il tetto di 500 milioni di terminali venduti, invece di recente ha detto che la
crescita sarà solo di lievissima entità.


Questo rallentamento del mercato potrebbe avere ripercussioni anche su
Fujitsu che, se le cose non cambieranno, ha già detto che a settembre chiuderà
due fabbriche di memorie flash per cellulari e spostarà la produzione in una
nuova facility, di cui però non è ancora stata svelata la dislocazione.
Ricordiamo che le due fabbriche di cui Fujitsu ha prospettato la chiusura
producono globalmente 14 milioni di chip l'anno.

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