Il cybercrime? Un pericolo da 1.000 miliardi di dollari

Una ricerca condotta da McAfee cerca di dare un valore dimensionale al fenomeno. L’80% dei malware in circolazione punta al guadagno illegale, non al semplice “disturbo”.

Quanto costano alle imprese i furti di dati e le intrusioni nei sistemi informativi da parte dei cybercriminali? Sercondo McAfee mille miliardi di dollari.


Lo rivela uno studio da poco pubblicato dalla società, che ha interpellato 800 Cio da tutto il mondo.


Si parla di perdite per 4,6 miliardi di dollari e di spese nell'ordine dei 600 milioni di dollari per sanare le situazioni.

La ricerca ha evidenziato come l'80% dei malware informatici abbia l'obiettivo del guadagno illegale, non quello del semplice "disturbo". E questi software ''malevoli'' vengono trasmessi in larga parte tramite l'utilizzo di dispositivi portatili, come notebook e chiavette USB.

Interessante, tra tutti i dati presentati nel rapporto, un netto contrasto tra la Cina e il resto del mondo. Se un quarto dei partecipanti dichiara di non fidarsi a memorizzare i propri dati in Cina, c'è per contro un buon 47% di interpellati cinesi che considera gli Stati Uniti come fonte delle peggiori minacce per i loro dati.

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