Il Cmos di Ibm alla quarta generazione

Quattordici nuove macchine vanno a costituire la nuova serie G4 di S/390, tutte con tecnologia Cmos. Finisce l’era dell’architettura bipolare.

Con l'ultima generazione di mainframe G4, Ibm ha raggiunto il traguardo di superare in potenza le precedenti e più complesse macchine a tecnologia bipolare. Dunque, i 14 nuovi S/390 G4 rappresentano l'inizio di un nuovo capitolo nella lunga storia dei grandi elaboratori che Ibm ha guidato sin dall'avvento di queste macchine. I sistemi a base Cmos, infatti, hanno un minor numero di componenti, sono più piccole e leggere, usano meno energia e mantengono una temperatura stabile, senza doversi affidare a sistemi di raffreddamento ad acqua. Come accennato, l'ultimo passaggio verso il definitivo tramonto del bipolare è stato ottenuto con un miglioramento di prestazioni, salite del 33% rispetto alla serie G3, pur annunciata solo neve mesi fa.
Nei processori risiedono otto milioni di transistor e gli elementi sono separati da uno spazio di 0,28 micron. La velocità raggiunge i 370 MHz e la potenza i 63 Mips. Le configurazioni architetturali dei G4 variano da uno a dieci processori. Va detto che i Millennium annunciati in contemporanea dalla rivale Amdahl sembrano in grado di far meglio, visto che l'azienda ha parlato di chip a 0,25 micron, 75 Mipsdi potenza e configurazioni fino a dodici processori.
Ibm ha anche annunciato migliorie per la tecnologia clustering Parallel Sysplex, una nuova versione del sistema operativo S/390 e tre modelli aggiuntivi nella gamma di sistemi Multiprise per le piccole aziende.

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