Il 65% delle micro imprese non vuole investire

Lo afferma la Camera di Commercio Monza, secondo la quale il 15% delle imprese lombarde ha ridotto il numero di banche con cui ha rapporti. Mentre tra le microimprese solo 1 su 5 ha fatto investimenti.

Il 15% delle imprese lombarde ha ridotto
il numero di istituti di credito con cui ha rapporti
. Nonostante la crisi, le
imprese lombarde provano comunque a investire: circa la metà degli imprenditori
lombardi ha dichiarato di aver effettuato un investimento negli ultimi due anni
.
Si tratta però principalmente di imprese di grandi dimensioni (8 su 10 investono),
mrentre tra le micro imprese solo 1 su 5 ha fatto investimenti
. E' quanto emerge
dall'indagine 'Imprese, credito e finanza', condotta dalla Camera di commercio
di Monza e Brianza in collaborazione con Digicamere, attraverso interviste Cati
su 925 imprenditori lombardi, nel mese di luglio 2013.

E sul futuro scommette poco più della
metà degli imprenditori lombardi, dichiarando l'intenzione di fare investimenti
nei prossimi due anni. Anche in questo caso, con le micro più prudenti: il
65,1% non pensa di investire nei prossimi due anni nell'impresa
.

La vera
preoccupazione è il costo del denaro: se nei prossimi anni raddoppiassero i
tassi di interesse, metà delle imprese rischierebbe di chiudere. In media,
nell'ultimo anno, solo il 7% delle imprese lombarde non è stata in grado di far
fronte al fabbisogno finanziario
per la gestione delle proprie attività.

Se il
48,7% dichiara di avere comunque una buona liquidità, il 44,2% riesce a
mantenere la situazione solo tra difficoltà e ritardi, dovuti soprattutto al
ritardo dei pagamenti. Il recupero dei crediti vantati resta, infatti, la
principale ragione per la scarsa liquidità delle imprese: il 46,6% denuncia
ritardi nei pagamenti.
La mancanza di ordini e fatturato tocca invece il 38,3%
degli imprenditori
, mentre la difficoltà di accesso al credito è una
problematica che riguarda il 5,4% delle imprese.

Nell'ultimo anno 1 impresa su
3 ha richiesto un finanziamento agli istituti di credito
e tra chi ha fatto
ricorso alle banche il 75,8% ha ricevuto risposte positive, in cambio di
garanzie reali fornite dall'impresa (28,9%), dallo stesso imprenditore o dai
soci (33,3%). Tra le forme di sostegno, i Consorzi Fidi sono conosciuti da 1
imprenditore lombardo su 2
.

Chi ha aderito ai consorzi ha espresso un giudizio
piuttosto positivo: li ritiene in qualche modo utili il 52,7% delle imprese.
Tra le altre forme di finanziamento, gli imprenditori lombardi mettono mano
ancora al proprio portafoglio: il 16,7% ha fatto ricorso all'autofinanziamento.
Tra gli altri strumenti finanziari, il leasing è quello più conosciuto (10,6%),
molto meno utilizzati il factoring, la quotazione in borsa, il venture capital
e i prestiti obbligazionari.

Le imprese lombarde negli
ultimi due anni, nonostante la crisi, hanno continuato a investire, in
particolare a Milano (54,6%) e a Monza e Brianza (52,7%), mentre a Bergamo si
registrano maggiori difficoltà (solo il 38,1% ha effettuato investimenti). E in
mancanza di liquidità sono sempre le imprese di Milano quelle che dichiarano di
far più ricorso al sostegno delle banche (40%), contrariamente a quanto accade
nella provincia di Varese (26,8%). Mentre è Brescia la provincia lombarda in cui le
imprese hanno aderito in misura maggiore a un Consorzio Fidi per agevolare
l'accesso al credito (il 20,5% contro il 17,9% della media lombarda). A Monza e
Brianza invece si fa maggior ricorso ad altre forme di finanziamento (45,1%)
tra leasing finanziario e autofinanziamento.

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