Il 15% di Actebis sa tanto di Gdo

Bene il trimestre anche se è una crescita fatta soprattutto a discapito di altri concorrenti e di collaborazione con le grandi superfici

5 giugno 2003Un bel 15% Actebis Italia, malgrado le difficoltà di mercato, se lo è portato a casa nell'ultimo trimestre fiscale. Anche se l'amministratore delegato Sergio Ceresa non nasconde il fatto che si tratta di una “Crescita legata più alla conquista di market share che di reali potenzialità di mercato”.
Ma in questo momento Ceresa pensa ad altro. A come ottimizzare il recupero crediti, ad esempio. O a come lavorare bene con la Gdo (Actebis Italia è cresciuta in questo comparto di circa il 25%) anche in difesa, perché no, di quello che in azienda chiamano il “traditional dealer”. Il tema è quello dei prezzi e degli sconti. “Vedo che troppo facilmente scontano i 10 euro, come prima scontavano le 10mila lira. Ma non è la stessa cosa. E' esattamente il doppio”. “Credo - riflette il manager - che a volte abbiano troppa fretta di abbattere i prezzi, senza apparente motivo. E poi a volte strapazzano i prezzi senza che ci sia una reale necessità. Prendiamo il caso degli Lcd. L'anno scorso erano gli oggetti del desiderio. Tutti li volevano. E la Gdo per conquistarsi il cliente è partita da 990 euro per poi arrivare a venderli a 289. E se un prodotto lo maltrattano dal punto di vista dei prezzi il rivenditore non può più venderlo”.
“In questo modo il canale tradizionale va in cortocircuito” conclude Ceresa. Il che comunque potrebbe avere anche un risvolto della medaglia positivo: “Significherebbe infatti che finalmente il dealer non perderà più tempo a vendere la stampantina inkjet da 50 euro”.

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