Ict a Copenhagen in carrozza

Alla conferenza sul clima si discuta non solo di tecnologia, ma anche di utilizzo consapevole.

Al recente Broadband World Forum di Parigi, Hans Vestberg, Cfo di Ericsson e destinato a diventare Ceo, ha parlato dell’importanza della creazione di un’infrastruttura di Tlc eco-compatibile. Come riportano le note, ha citato studi secondo cui l’evoluzione della banda larga e l’utilizzo dell’Ict in campi come l’istruzione, l’informazione, la sanità e i trasporti, possono contribuire a ridurre le emissioni di Co2 del 15% in dieci anni. E ha sostenuto che il tema andrebbe portato alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si terrà dal 7 al 18 dicembre a Copenhagen.

L’idea di includere l’Ict fra le discussioni della Cop15 è condivisibile. Ma non ci si dovrebbe fermare all’aspetto delle capacità insite nella tecnologia. La discussione andrebbe estesa anche al piano comportamentale, dato che il primo passo verso la riduzione dell’impatto ambientale lo deve sempre pur fare l’uomo. Negli ultimi tempi si è un po’ persa di vista la componente “behaviourista”, per dirla come i sociologi, lasciando il campo al rispetto di tabelle e certificazioni, ai freddi numeri insomma.

Sarebbe invece utile ripristinare il primato soggettivo nel freno al consumo delle risorse. L’Ict può far risparmiare agevolando le comunicazioni (pensiamo alla condivisione di un documento fra due specialisti che fisicamente stanno agli antipodi). Ma proprio per il fatto che queste sono facilitate non si dovrebbe abusarne, mettendo a rischio la qualità del contenuto delle stesse, e promuoverne un utilizzo consapevole.

Fra gli obiettivi della nuova eco-compatibilità dovrebbe esserci quello di trovare per l’uomo anche il tempo della non-comunicazione, ossia quello per se stesso, di modo che poi possa dare il suo meglio agli altri.

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