Cloudflare vuole affrontare due ostacoli che ancora limitano l’autonomia operativa degli agenti AI sul Web: la possibilità di dimostrare per conto di chi agiscono e la capacità di pagare direttamente i servizi utilizzati. La risposta dell’azienda si chiama Cloudflare Wallets e associa a ogni account un’identità Web stabile e un portafoglio dal quale assegnare agli agenti budget e permessi di spesa.
Dal 4 agosto gli utenti possono prenotare un handle attraverso cloudflare.pay, mentre le funzioni finanziarie — deposito e prelievo dei fondi, gestione delle stablecoin e creazione dei portafogli destinati agli agenti — saranno attivate nei prossimi mesi. Il progetto introduce così un meccanismo di delega attraverso il quale una persona o un’organizzazione potrà concedere a un agente una capacità di spesa circoscritta, programmabile e riconducibile al proprio account.
Un portafoglio principale e molti portafogli delegati
L’architettura annunciata da Cloudflare prevede due livelli. L’Account Wallet, appartenente all’account e amministrato dai suoi proprietari umani, potrà ricevere, conservare e trasferire stablecoin, oltre a finanziare i portafogli assegnati agli agenti. I Virtual Wallet saranno creati per i singoli agenti e utilizzati tramite chiavi API, entro i vincoli definiti centralmente dal titolare.
Le regole disponibili comprenderanno un budget complessivo o periodico, un elenco dei commercianti autorizzati e un importo massimo per ciascuna transazione. Sarà inoltre possibile prevedere un’approvazione manuale per le operazioni che superano i limiti assegnati, mantenendo l’intervento umano per le eccezioni senza renderlo necessario a ogni acquisto.
Un’azienda potrebbe, per esempio, concedere a ciascun dipendente un budget settimanale di 100 dollari da utilizzare attraverso un agente per acquistare capacità di inferenza AI o accedere a strumenti specialistici. Una volta raggiunto il tetto, l’agente potrebbe chiedere l’intervento di un amministratore, al quale spetterebbe la scelta tra aumentare il limite e autorizzare un finanziamento una tantum.
Cloudflare prevede anche controlli capaci di segnalare comportamenti anomali, come una velocità di spesa superiore alle attese, affinché l’amministratore possa verificare l’attività e adeguare le politiche. Restano da definire le stablecoin e le reti supportate, i costi del servizio, le modalità di custodia e le aree geografiche nelle quali saranno disponibili la conversione da valuta tradizionale e il successivo prelievo; per gli utenti idonei sarà inoltre possibile finanziare il wallet direttamente con stablecoin.
Le stablecoin come moneta operativa degli agenti
Una stablecoin è un token digitale emesso su una blockchain e progettato per mantenere un valore stabile rispetto a una valuta tradizionale. USDC, per esempio, segue il valore del dollaro statunitense, mentre EURC è denominata in euro. L’emittente sostiene questa equivalenza attraverso riserve finanziarie e meccanismi che consentono agli operatori autorizzati di creare o riscattare i token.
Per gli agenti AI, le stablecoin offrono un’unità di conto prevedibile e utilizzabile direttamente dal software. Un servizio può fissare il prezzo di una chiamata API a un centesimo, mentre il proprietario dell’agente può stabilire un budget espresso in una valuta familiare. La programmabilità dei token consente inoltre di autorizzare trasferimenti molto piccoli e di regolarli rapidamente, una caratteristica adatta all’acquisto di dati, inferenza, contenuti o singole operazioni eseguite da uno strumento MCP.
La stabilità dipende comunque dalla solidità dell’emittente, dalla qualità delle riserve e dal funzionamento della rete utilizzata. Cloudflare deve ancora indicare quali stablecoin e blockchain saranno compatibili con Wallets, insieme alle condizioni per convertire valuta tradizionale in token e ritrasformare il saldo in denaro trasferibile su un conto bancario.
Con x402 la richiesta HTTP diventa una transazione
x402 è un protocollo di pagamento aperto che standardizza i pagamenti collegati alle richieste HTTP, sviluppato inizialmente da Coinbase e sostenuto da una fondazione alla quale partecipa anche Cloudflare. Il nome riprende il codice 402 Payment Required, previsto da tempo nello standard HTTP e rimasto finora privo di un meccanismo condiviso per comunicare ed eseguire un pagamento.
Quando un agente richiede una risorsa a pagamento, il server risponde con il codice 402 e inserisce nell’header PAYMENT-REQUIRED le condizioni economiche: importo, token accettato, rete blockchain, indirizzo del beneficiario e schema da utilizzare. Il client prepara quindi un’autorizzazione crittografica con il proprio wallet e ripete la richiesta aggiungendo l’header PAYMENT-SIGNATURE.
La firma delimita destinatario, importo e validità dell’operazione. Nell’header viaggia quindi un’autorizzazione verificabile, mentre il trasferimento dei token viene regolato sulla blockchain indicata dal venditore. Dopo la conferma, il server restituisce la risorsa con una risposta 200 OK e aggiunge nell’header PAYMENT-RESPONSE i dati della transazione, che funzionano come ricevuta.
La verifica e il regolamento possono essere affidati a un facilitator, un servizio che controlla la firma, verifica la disponibilità dei fondi e presenta la transazione alla blockchain. Il venditore può così accettare pagamenti evitando di gestire direttamente nodi e logiche specifiche delle diverse reti. Il facilitator è opzionale e può essere gestito da Coinbase, Cloudflare o altri operatori, perché x402 è un protocollo aperto.
x402 separa dunque tre componenti: il wallet conserva i fondi e firma l’autorizzazione; il protocollo coordina lo scambio; la blockchain esegue e registra il trasferimento. Cloudflare Wallets coprirà il primo elemento, mentre Monetization Gateway applicherà prezzi e controlli dal lato del venditore.
Il risultato è un acquisto programmabile per singola richiesta. Un agente può pagare pochi centesimi per consultare un dataset o invocare un’API, ricevere immediatamente la risorsa e passare a un altro fornitore, seguendo i limiti definiti nel proprio Virtual Wallet. La specifica x402 supporta più reti e categorie di token; la configurazione concreta scelta da Cloudflare per Wallets sarà comunicata con l’apertura del servizio.
L’Agents SDK di Cloudflare supporta sia x402 sia Machine Payments Protocol (MPP), mentre Wallets e Monetization Gateway sono inizialmente orientati verso x402. In questa architettura, Cloudflare potrà verificare la richiesta, applicare la politica di accesso e controllare il pagamento sulla propria rete, prima che il traffico raggiunga il server del fornitore.
Per gli agenti, il vantaggio principale consiste nella possibilità di provare numerosi servizi dal costo unitario molto basso, confrontarne qualità e prestazioni e selezionare quello più adatto con un’esposizione economica stabilita in anticipo. Il budget del Virtual Wallet diventa così uno strumento per ampliare l’autonomia dell’agente mantenendo il rischio entro una soglia prevedibile: anche una disponibilità di dieci dollari può essere sufficiente per valutare decine o centinaia di risorse vendute a consumo.
Un indirizzo leggibile per sapere chi controlla l’agente
La seconda componente dell’annuncio riguarda l’identità. A ogni wallet potrà essere associato un handle su cloudflare.pay, attraverso il quale l’agente avrà la possibilità di dichiarare la propria provenienza durante l’interazione con un sito o un servizio.
Cloudflare propone l’esempio di un agente di ricerca identificato dall’indirizzo research.example.cloudflare.pay, che permetterebbe al commerciante di ricondurre la richiesta a uno specifico account o a una determinata organizzazione. Il nome offrirebbe così un riferimento più stabile e comprensibile rispetto agli indirizzi IP, agli user agent facilmente falsificabili e alle chiavi crittografiche, efficaci per la verifica tecnica e poco adatte a rappresentare un’identità leggibile.
Il sistema si appoggia al lavoro già svolto con Web Bot Auth, tecnologia che utilizza firme crittografiche per autenticare le richieste automatizzate. L’handle aggiunge alla coppia di chiavi un riferimento persistente e memorizzabile, secondo una logica simile a quella con cui il DNS associa un nome di dominio a un indirizzo IP.
Cloudflare presenta l’identificatore come una base essenziale sulla quale potranno innestarsi futuri standard relativi alle capacità, alla reputazione e al livello di verifica degli agenti. Man mano che emergeranno nuovi schemi, anche attraverso le iniziative della x402 Foundation, l’azienda intende adottarli mantenendo l’handle come riferimento comprensibile per persone e imprese.
La dichiarazione dell’identità resterà facoltativa e spetterà a ogni commerciante decidere se accettare agenti anonimi, applicare loro verifiche supplementari oppure riservare determinate condizioni agli agenti identificati. Cloudflare paragona questo approccio alla gestione delle connessioni provenienti da VPN, per le quali l’assenza di informazioni sull’origine può comportare controlli aggiuntivi attraverso strumenti come Turnstile e Bot Management.
La disponibilità di un’identità persistente potrebbe risultare particolarmente utile nella gestione di promozioni, prove gratuite e crediti iniziali, perché offrirebbe al commerciante un riferimento con cui riconoscere gli agenti controllati dalla stessa organizzazione e impedire che le agevolazioni destinate ai nuovi clienti vengano richieste ripetutamente.
“Quando un agente si presenta alla tua porta, devi sapere chi lo ha mandato”, ha affermato Matthew Prince, cofondatore e CEO di Cloudflare. Il sistema proposto stabilisce il collegamento tra l’agente e l’account che gli ha delegato l’autorità, lasciando al commerciante la definizione delle garanzie richieste per ogni operazione.
Cloudflare costruisce entrambi i lati del mercato
Wallets costituisce il lato acquirente di un’infrastruttura che Cloudflare aveva già iniziato a sviluppare per i venditori. Il Monetization Gateway consentirà infatti ai clienti dell’azienda di applicare prezzi a pagine, dataset, API e chiamate a strumenti MCP, affidando alla rete Cloudflare la verifica del pagamento e l’applicazione delle regole prima che la richiesta raggiunga il server di origine.
Dalla combinazione dei due servizi emerge un mercato gestito direttamente a livello di infrastruttura: il venditore pubblica una risorsa insieme alla relativa politica di prezzo, mentre l’agente può acquistarla con un portafoglio finanziato dal proprio titolare e regolato da limiti predefiniti. Identificazione, controllo della spesa e prova del pagamento confluiscono così nella stessa richiesta HTTP, riducendo il lavoro necessario sia per chi vende sia per chi sviluppa l’agente.
Al momento l’unica funzione accessibile è la prenotazione degli handle. La portata effettiva del sistema dipenderà dall’apertura dei wallet, dalle stablecoin e dalle aree geografiche supportate, oltre che dall’adozione di x402 da parte di API, piattaforme e commercianti.







