Ibm spinge la sicurezza nei mainframe

Imminente il rilascio di una nuova versione del sistema operativo zOs che, lavorando assieme a Db2, dovrebbe rendere impenetrabili i dati critici. Le banche dovrebbero stare tranquille.

13 febbraio 2004

Ibm sta lavorando alacremente sul fronte della sicurezza. Specialmente per quanto riguarda i propri mainframe.


Big Blue, infatti, ha rilasciato una nuova versione del sistema operativo per le proprie "ammiraglie" che verte essenzialmente a centralizzare la gestione della sicurezza in ambienti multi-livello.


Il nuovo sistema operativo zOs 1.5 dispone di un software per la gestione della security deputato a lavorare con Db2 Universal database v.8, cioè sugli zSeries.


Lo scopo, quindi, è far godere gli utenti di mainframe (tipicamente le istituzioni finanziarie) di un singolo e centralizzato punto di gestione della sicurezza relativa agli accessi alle informazioni critiche, ovvero impedendo che utenti di diverse aree, che magari condividono gli stessi privilegi logici, possano inserirsi in altri domini del sistema informativo (senza previa autorizzazione da parte dell'amministratore).


L'Os aggiornato sarà disponibile entro il prossimo mese.


Nel contempo, Big Blue ha stretto ulteriormente la collaborazione con Cisco in materia di tecnologie per la sicurezza, in particolare quelle che concernono lo storage networking.


Le evoluzioni, che vanno nella direzione di garantire una maggiore business continuity, riguardano l'integrazione della tecnologia di autenticazione degli utenti sui propri sistemi, con speciale riferimento al funzionamento con le soluzioni di Vpn di Cisco.

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