Ibm si sta attivando per fare dell’It la quinta utility

Dopo luce, acqua, gas e telefono, l’informatica potrebbe essere usata facilmente e a consumo proprio come un servizio di pubblica utilità. Su questo fronte cresce l’impegno di Big Blue, con l’obiettivo di semplificare sempre più l’offerta di soluzioni, in particolare per le Pmi.

Da qualche anno l’attenzione dei grandi vendor si sta concentrando sul mercato delle piccole e medie imprese. Queste ultime, però, continuano a lamentare che l’offerta è spesso troppo complessa e non adeguata alle loro esigenze. Dal momento che Ibm, soprattutto in Italia, dichiara di voler seguire con particolare attenzione le Pmi, abbiamo voluto approfondire questo discorso con Roberto Zardinoni, vice president Software Ibm South Region.


"In effetti – osserva Zardinoni – molte volte l’It ha fatto la promessa di semplificare l’offerta, ma non sempre ci è riuscita. Per quanto riguarda Ibm, da tempo lavora con un occhio particolare verso le Pmi e oggi ha costruito una forte focalizzazione territoriale, per offrire un immediato supporto agli utenti e ai partner. Sul fronte soluzioni, in realtà, Ibm ha sempre messo come priorità di sviluppo proprio la semplicità d’uso e la facilità d’utilizzo, due requisiti molto apprezzati sia dalle Pmi che dai partner commerciali. Per cui tutti i nuovi annunci che stiamo facendo vanno in quest’ottica".


A oggi Ibm ha sviluppato in Italia una rete di migliaia di Business Partner, che le permettono di essere alla portata anche di piccole realtà che però fanno dell’innovazione una leva di competizione. "Per fare un esempio concreto di quanto sto affermando – prosegue Zardinoni – abbiamo appena annunciato una soluzione nell’area dei portali, che costa 70 dollari per utente, e che chiunque è in grado di autogestire. Oggi, però, la nostra sfida con le Pmi è di far loro percepire la tecnologia come un valore. In Italia in quest’ambito dobbiamo superare un gap ancora maggiore di quanto non lo sia nel resto dell’Europa, ma questo fatto è anche un’opportunità, perché vuol dire che c’è ancora molto da fare. E in questa direzione va anche il nostro impegno di incrementare gli skill dei nostri partner, affinché forniscano soluzioni sempre più adeguate alle richieste delle Pmi". Ritornando al discorso portali, prima accennato dal nostro interlocutore, di recente Ibm ha presentato WebSphere Portal Express, il primo esempio di soluzione software sviluppata dalla società con i Business Partner, che consente una facile installazione e gestione d’uso. Con pochi click del mouse è possibile personalizzare il layout di una pagina, aggiungere nuovi portlet, abilitare un nuovo utente o modificare completamente l’interfaccia del portale stesso.


WebSphere Portal Express, inoltre, è compatibile con la tecnologia Web service, in quanto l’architettura aperta offre un’ampia libertà, come per esempio quella di scegliere tra i diversi database presenti sul mercato. Per chi desidera, invece, maggiori funzionalità, Ibm ha rilasciato la versione WebSphere Portal Express Plus, che in più offre supporto di instant messaging, capacità di rilevamento delle persone online, chat, team room virtuali, calendaring di gruppo, task management, librerie di documenti, condivisione e capacità di revisione. Riguardo agli Web service, un settore che tutti gli analisti danno in forte crescita, Zardinoni conferma che anche in Italia "c’è moltissimo interesse e ben presto vedremo delle realizzazioni concrete. Ibm sta già lavorando attorno ad alcuni progetti pilota e sicuramente uno dei passi successivi dell’evoluzione di Internet è quello di costruire delle applicazioni in modo più semplice e intelligente direttamente sulla Rete".

Attenzione al Roi


L’approccio di semplicità delle soluzioni adottato da Ibm non va solo verso le Pmi ma anche verso la medio-grande impresa "dove troviamo una pluralità di server e di tecnologie che rendono il tutto difficilmente governabile – riprende Zardinoni -. I nostri ultimi annunci tengono ben presente questo problema e anche la necessità per gli utenti di avere un significativo ritorno degli investimenti. Abbiamo, infatti, annunciato Lotus Domino 6, che mira a migliorare la fruibilità delle soluzioni e la collaborazione fra gli individui all’interno dell’azienda".


Un altro aspetto sottolineato dal manager è la garanzia che tutte le soluzioni siano open. È noto l’impegno di Ibm verso Linux, l’Os open source per il quale sta spendendo a livello mondiale un miliardo di dollari.


"Stiamo investendo, fondamentalmente, in due direzioni – precisa Zardinoni -. La prima è quella di rendere tutte le nostre architetture software fruibili su Linux, le seconda è quella di attivarci presso le comunità degli sviluppatori open source, offrendo anche il codice, affinché rendano le soluzioni più sicure, scalabili e arricchite di nuove funzionalità. Riguardo alle osservazioni se il sistema operativo sia affidabile, posso dire che ormai ha superato i problemi di gioventù, tant’è che Ibm ha applicazioni mission critical che girano su Linux".


Negli ultimi 12 mesi Big Blue è stata piuttosto attiva anche sul fronte acquisizioni, a iniziare dalla divisione database di Informix, per proseguire con CrossWorlds, Access 360, TrelliSoft e Holosofx. "Sono tutte acquisizioni – spiega il manager – che rispondono ad esigenze molto precise del mercato. Per esempio, con la tecnologia di CrossWorlds, società attiva nella business integration e nell’Eai, rafforziamo l’infrastruttura e-business di WebSphere. Scegliamo, infatti, realtà che hanno già pronte soluzioni magari di nicchia, ma che sono all’avanguardia tecnologica e che ci permettono di accorciare il time-to-market. In definitiva, oggi Ibm è fortemente impegnata nel rispondere all’esigenza delle aziende, soprattutto Pmi, di poter vedere l’It come la quinta utility, dopo luce, acqua, gas e telefono. Di avere, cioè, la possibilità di disporre della tecnologia senza il problema di chiedersi che cosa c’è dietro al servizio. Si tratta di pensare all’outsourcing in un modo completamente diverso, in quanto l’utente non deve preoccuparsi della sicurezza dell’It o della gestione della rete, dal momento che ha chi gli fa tutto questo e lo mette in grado di lavorare in base alle sue necessità di business".

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