Ibm non delude

Cala il fatturato, ma gli utili crescono del 12%. E Sam Palmisano conferma gli obiettivi finanziari per il 2009.

Erano attesi i risultati di Ibm, i primi, nella lunga lista delle trimestrali in annuncio nei prossimi giorni.
Attesa comprensibile per un esito che assume inevitabilmente il significato di termometro dell'andamento di un mercato che mai come in questi mesi è alla ricerca di segnali di rassicurazione.

E Ibm non ha deluso, va detto. Il fatturato è in effetti calato del 6% a 27 miliardi di dollari, percentuale che cala a un più modesto -1% a parità di cambio. Gli utili sono però cresciuti del 12%, raggiungendo i 4,4 miliardi di dollari, pari a 3,28 dollari per azione, e superando le attese di Wall Street attestate a 3,03 dollari per azione.

Importanti anche le dichiarazioni del Ceo Sam Palmisano, che non solo ha sottolineato le performance della società in un anno particolarmente difficile, ma ha anche confermato la roadmap finanziaria a suo tempo annunciata: nel 2009 l'utile annuo per azioen dovrebbe alla fine attestarsi tra i 10 e gli 11 dollari.

Nel periodo in esame, l'area software ha registrato un +9% a 6,4 miliardi di dollari, i global services hanno messo a segno un +3% a 9,6 miliardi, mentre si parla di una crescita del 2% per l'outsourcing.

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