I nuovi requisiti per essere una start-up innovativa

Aggiornata la documentazione per accedere alle agevolazioni, è rimasto invece invariato il modello di autodichiarazione per la certificazione degli incubatori.

Le Camere di Commercio hanno aggiornato la documentazione relativa alla
definizione di start up innovative, recependo le modifiche contenute nel Decreto
Lavoro
che mirano a facilitare l’accesso alle agevolazioni fiscali.

Fra le novità del decreto, ricordiamo che gli amministratori possono essere scelti
fra soggetti non soc
i, al contrario
di quanto previsto nella prima versione del modello, e l’eliminazione del limite di 35 anni
di età per la creazione di SRL semplificate.

Le agevolazioni previste per questo tipo di società riguardano sia
l’ammontare del capitale sociale necessario per la sua costituzione (1 euro) e
sia i minori costi da sostenere in fase d’avvio.

Per quanto riguarda i nuovi requisiti, le spese in
ricerca e sviluppo
che la start-up deve dimostrare di aver sostenuto per avere
accesso agli incentivi devono essere uguali o superiori al 15% e non più
al 20% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della
start up innovativa. Dal calcolo per le spese in ricerca e sviluppo sono
escluse le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. Sono incluse tra le spese in ricerca e sviluppo anche
quelle relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo, ai servizi di
incubazione forniti da incubatori certificati
, i costi lordi di personale
interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo

(inclusi soci e amministratori), le spese legali per la registrazione e
protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso
. Le spese
risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa.
In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta
tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start up
innovativa.

Un altro requisito riguarda l’impiego come dipendenti
o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo
della forza lavoro complessiva
, di personale in possesso di titolo di dottorato
di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università
italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da
almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca
pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in percentuale uguale o
superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso
di laurea magistrale.

La start-up deve essere titolare o
depositario o licenziatario inoltre di almeno una privativa industriale

relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di
prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare
dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato
presso il registro pubblico spese all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Nella sezione
Start-up Innovative
del Registro delle imprese sul sito del Ministero dello
Sviluppo Economico sono disponibili le guide aggiornate e il nuovo modulo di
autocertificazione e iscrizione delle start-up. Il modello di autodichiarazione
per la certificazione degli incubatori è rimasto invece invariato.

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