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HPE insieme a Nvidia porta alle stelle la potenza computazionale utile all’AI e alle aziende

A Barcellona, dal palco dell’HPE Discovery 2023, Antonio Neri annuncia l’accordo tra i due vendor per la realizzazione di architetture AI native “pronte all’uso”. Il commento di Claudio Bassoli sulle opportunità per il mercato italiano

Il mercato sta ormai passando alla concretezza che l’intelligenza artificiale può garantire e vuole verificare come la teoria si sta via via declinando in opportunità di business. HPE è pronta a mostrare come la propria visione riguardo l’AI si può tradurre in reale vantaggio per le aziende, e lo sta facendo in queste ore a Barcellona, in occasione dell’evento HPE Discover 2023, al quale ha invitato oltre 3.000 di aziende e partner da tutta Europa, per annunciare fondamentalmente il potenziamento delle proprie soluzioni, architetture AI native proprio per affrontare i temi di sviluppo in ambito intelligenza artificiale.

Antonio Neri, president e CEO di HPE nel corso del suo intervento ha riassunto le strategie che l’azienda sta percorrendo sul tema AI: “Il futuro ormai si sta sviluppando sui nuovi ritmi dati dall’intelligenza artificiale, che consente di prendere decisioni in tempi sempre più rapidi, potendo così cogliere un numero maggiore di opportunità e trasformando la nostra vita e il modo in cui lavoriamo, mettendo al centro una data first strategy che può realmente rappresentare il successo delle aziende, potendo cogliere tutte le informazioni che i dati possono dare grazie alle nuove potenze di calcolo e di analisi che le tecnologie possono oggi dare” ha esordito.

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Da HPE sistemi ready to use che abbassano la soglia d’ingresso per le applicazioni basate su AI

Si tratta quindi di dover disporre di un’architettura che dia fin da subito delle risposte sul fronte AI, consentendo di abbassare la soglia d’ingresso a questi temi sia in termini di costi sia, soprattutto, di tempo. L’AI, fondamentalmente, richiede un’architettura differente rispetto a quelle cloud native, che sia ibrida per design, basata su un ecosistema aperto e che sia anche sostenibile dal punto di vista energetico e ovviamente organizzata sui dati e con l’high performance computing come motore.

Ma le basi partono da una digitalizzazione che prepari una infrastruttura che sia di alta connettività e fondata su hybrid cloud.

“Bisogna partire dall’edge – riprende -, con reti potenziate, e su questo HPE interviene con il contributo dell’offerta di Aruba, attraverso la quale è stata acquisita recentemente Athonet, azienda italiana che si focalizza sul private 5G, attraverso la quale il processo di digitalizzazione e di offerta dei servizi locali e mirati fa esplodere un mercato fino a oggi impensabile da raggiungere”.

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Potenze crescenti cercasi. E l’accordo fra HPE e Nvidia le rende disponibili alle aziende

Ma con il crescere dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale di tipo generativo, le aziende avranno bisogno di un approccio tecnologico diverso, dove le elaborazioni ad alte prestazioni consentiranno loro di sviluppare modelli AI sicuri e basati sui propri dati. Uno sfruttamento delle informazioni che arrivano dai dati, strutturati e non, che consentiranno di avere risposte in tempi velocissimi ma, per contro, richiedendo altissime capacità di calcolo, estendendo il proprio modello nativo cloud a uno che sia, ormai, AI nativo.

“Il 73% delle aziende sta prioritizzando gli investimenti di intelligenza artificiale rispetto ad altri – avvisa Neri – e ben l’89% delle imprese ha bisogno di aiuti per adattare i propri modelli alla produzione concreta, appesantita da costi e tempi troppo lunghi. Per questo è utile avere a disposizione delle architetture che siano AI native e nello stesso tempo hybrid per design”.

E proprio sulla supercomputing capacity, HPE rivendica la propria market leadership, come con GreenLake ribadisce invece la possibilità di avere infrastrutture cloud native e AI native in grado di cooperare allo stesso tempo, all’interno di un ambiente protetto di dati.

Una potenza che si esalta ora con l’accordo con Nvidia per la realizzazione di sistemi “AI ready” dotati di quell’altissima capacità elaborativa utile per passare a un modello “custom entreprise”, che sul piatto mette, essenzialmente, le architetture Nvidia AI Enterprise e Nvidia Nemo, insieme all’ambiente di machine learning development di HPE e HPE Ezmeral Software.

Una collaborazione tra tecnologie, che comprende anche HPE cray supercomputing, HPE slingshot e Nvidia quantum switches, che permette così di gestire i dati, raccoglierli, istruire la propria machine learning con questi dati e renderli appetibili alle domande dell’AI aziendale.

“HPE ha una cultura della trasformazione, che si estende nel nostro modo di lavorare, ancora prima che nella tecnologia che proponiamo – chiosa Negri -, e l’AI sta dando a tutti noi delle opportunità inedite. Ora stiamo cercando di mettere insieme il mondo delle cloud native architecture con quello AI native, predisponendo tutto all’integrazione, e proporre un approccio AI native all’offerta di soluzioni e di servizi, con un nuovo modo di affrontare le esigenze. Insieme a Nvidia non vogliamo solamente potenziare il computer, ma attivare un vero e proprio ecosistema potenziato e integrare le migliaia di workload che sono su cloud con quelli basati sull’AI. Un lavoro che faremo insieme e che può creare opportunità per entrambi i nostri ecosistemi, di clienti e di partner”.

Le opportunità per il mercato italiano

Claudio Bassoli

Strategie annunciate a livello mondiale che sono state ribadite da Claudio Bassoli, presidente e AD di HPE Italia, intervistato sul luogo e riferimento di una delegazione di una ventina di clienti e di una decina di partner italiani presenti all’evento.

Il quale ha sottolineato come l’azienda stia intraprendendo il percorso di coinvolgimento dell’intelligenza artificiale da più fronti.

“Innanzitutto da quello delle infrastrutture, con computer ad alte prestazioni, con specializzazioni verticali, che oggi si potenziano ulteriormente attraverso la partnership con Nvidia, mentre l’altra riguarda i tool di sviluppo per l’AI. Un discorso verso l’AI che, soprattutto per quanto concerne l’AI generativa e gli eventuali aspetti etici sollevabili, ci ha visto attivi e attenti attraverso la partnership con Aleph-Alpha, azienda che ha sviluppato un motore di AI generativa che vince per potenza in Europa, ma che soprattutto collima con i nostri valori etici, essendo aperta senza creare discriminazioni di interpretazioni, e che verrà resa disponibile sulla nostra piattaforma”.

Ma quello che Bassoli tiene a sottolineare è la pragmaticità con cui HPE sta approcciando il tema dell’AI, andando incontro a quei problemi di scalabilità che le aziende stanno incontrando nel processo di concretizzazione di tempo e denaro investito nella propria ricerca e sviluppo.

“In questo contesto, serve avere soluzioni che siano “Plug and Play”, consentendo alle aziende di risparmiare tempo e denaro. Un processo nuovo che aiuterà e velocizzerà l’adozione da parte del mercato. Anche grazie ai sistemi storage appositamente disegnati per l’AI, che consentono di evitare tempi di latenza e garantire flussi continui e gestiti dei dati. Vogliamo aiutare le aziende italiane a crescere in una cultura dell’AI e a usare questi strumenti per potere estrarre il valore che è insito all’interno dei tantissimi dati di cui dispongono ma che spesso rischiano di rimanere inespressi e silenti”.

E l’impegno di HPE, in Italia e altrove, è di stimolare l’utilizzo dell’AI tra le aziende proprio mostrando loro alcuni casi applicativi riusciti, in modo da poter declinarne l’utilizzo sulla base dei contesti locali e verticali. Mettendo insieme i vantaggi di una digitalizzazione spinta, che ricorda passare sempre da una connessione efficiente, e sulla quale poter costruire servizi personalizzati.

Progetti sui quali sono coinvolti anche alcuni dei partner che compongono il canale di HPE. Una decina di partner sviluppatori che stanno iniziando a parlare il linguaggio dell’AI e che troveranno un terreno fertile di aziende che stanno mostrando alte potenzialità di investimento.

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