Con la Compute Appliance si inaugura l’era del network attached processing.
Azul, una startup operante nel campo dell’high performance computing ha varato la propria offerta sistemica, tesa, come detto dal management della società, che conta 140 dipendenti, 25 dei quali a Bangalore, ad inaugurare una nuova era del computing, quella del “network attached processing”.
La società basata a Mountain View, ha infatti pronta la Compute Appliance, un sistema per sospingere le performance di applicazioni enterprise Java e .Net basato su un server con processore Risc a 64 bit.
Particolarità del chip è quella di essere partizionato in 24 core separati.
L’appliance dispone di software di system management per l’ottimizzazione dei processi transazionali.
Una Compute Appliance con 4 Cpu, e quindi con 96 core, costa 89mila dollari e paragona il suo lavoro transazionale a quello di 50 server Unix o x86. Azul lo propone in prova, sul mercato americano, per 45 giorni, con installazione e supporto tecnico.
Particolarità da non trascurare: servizio e supporto delle Compute Appliance saranno prestati dalla Ibm Global Services.





