HP ProLiant MicroServer, una piccola macchina per grandi compiti

Le dimensioni sono molto contenute ma la dotazione hardware non ha nulla da invidiare a un server “tradizionale”. Ideale per l’impiego in ambiente domestico o in un piccolo ufficio, può essere usato anche come postazione di lavoro con prestazioni accettabili. Si può trovare in vendita a 200 euro.

Un server
ultracompatto (appena 26,7 x 21 x 26 cm) con processore dual core 64bit da
1,5GHz
, spazio storage interno fino a 8TB su 4 unità disco SATA2 in RAID 0 o 1,
un vano per unità ottica interna, supporto per memoria DDR3 ECC a correzione
d’errore fino a 8GB, porta di rete Gigabit, scheda video integrata da 128MB
shared con supporto fino a full HD e uscita VGA, porta eSATA2 per collegare ad
alta velocità dischi esterni, nonché 6 porte USB 2.0, due slot di espansione
PCIe low profile (di cui uno x16), certificazione Red Hat Enterprise Linux 5 e
Microsoft Windows Server 2008 R2. Il tutto con un consumo elettrico irrisorio
(il processore non va oltre i 15W, il resto dipende dai dischi che si
installano ma anche nel peggiore dei casi si consumano complessivamente meno di
73W
) e una silenziosità straordinaria.

Questo mix di caratteristiche
del ProLiant MicroServer di HP basterebbe già a suscitare interesse per
l’impiego in qualsiasi realtà domestica o nei piccoli uffici. Ma se a ciò
aggiungiamo uno street price
estremamente favorevole la proposta diventa quanto mai accattivante: nel
momento in cui scriviamo diversi rivenditori lo offrono a meno di 200 euro,
escluso sistema operativo e con una dotazione base di memoria (1x2GB ECC) e
storage (1x250GB). In commercio lo si può trovare anche in configurazioni
diverse, per esempio con OS preinstallato e unità DVD integrata.

Un punto da considerare
attentamente è che, sebbene l’unità sia particolarmente compatta ed economica,
e non possa (ma nemmeno intenda) fornire prestazioni straordinarie in termini
di calcolo e grafica, si tratta comunque di un dispositivo concepito e
costruito come un vero server
. La memoria è a correzione d’errore;
l’architettura è a 64bit e sono supportate le estensioni hardware per la
virtualizzazione; il case è apribile senza attrezzi grazie alle comode viti con
testa zigrinata; la motherboard è facilmente accessibile, estraendola “a
cassetto” dopo aver allentato, anche in questo caso senza attrezzi, le viti di
fissaggio. I cablaggi interni sono riuniti, guidati e protetti da robuste
guaine; i dischi sono ospitati da cassetti che, oltre a proteggerli, ne
facilitano l’installazione e l’estrazione.

Sul lato interno della
porta anteriore (provvista di serratura) è perfino presente un pannellino in
cui trovano posto la chiave a doppia brugola per le viti di fissaggio degli
hard disk ai cassetti e le sedi per le viti non ancora utilizzate.

Solo se si paragona il
ProLiant MicroServer con un dispositivo specializzato come un NAS emerge
qualche restrizione che sarebbe stata facilmente evitabile. Il controller SATA
incorporato, infatti, supporta solamente gli schemi fondamentali mirroring e
striping
(RAID 1 e 0 rispettivamente) e non la modalità RAID5, più gravosa per
le capacità del controller a causa dei calcoli di parità che richiede, ma che
consentirebbe di ricavare una capacità netta pari al 75% del nominale, anzichè
il 50% offerto dal puro mirroring RAID1. Non è supportata nemmeno la modalità
JBOD
, che avrebbe potuto facilitare una crescita per passi successivi anche
senza usare unità dello stesso tipo e dimensione (resta comunque possibile
installare dischi di tipi diversi e unirli a livello software utilizzando le
eventuali funzioni del sistema operativo, o semplicemente indirizzarli come
dischi indipendenti). Una restrizione più inopportuna trattandosi di un server
sta nel mancato supporto per l’hot plugging, necessario per sostituire le unità
difettose senza dover prima arrestare la macchina. Ma, considerato il costo e
la destinazione d’uso, un downtime di qualche minuto non appare un problema
critico.

Sebbene il sistema sia
ufficialmente certificato con Red Hat Enterprise Linux e con varie edizioni di
Windows Server 2008 R2, abbiamo voluto verificare la compatibilità anche con
Ubuntu 11.10. L’installazione non ha presentato problemi di sorta ed è stata
eseguita da un USB pen drive da 2GB su cui era stata installata l’immagine live
della distribuzione utilizzando la pratica utility UNetBootin per Windows. Il
server dispone fra l’altro di una presa USB di dimensioni standard posizionata
sulla motherboard
. Questo permette di installare il sistema operativo su pen
drive
, protetto fisicamente grazie alla sua posizione interna e sotto chiave ma
facilmente sostituibile
(ad esempio per cambiare istantaneamente sistema
operativo), mantenendo inoltre una perfetta separazione dai quattro dischi
primari.

La ventilazione è
affidata a una ventola primaria da 120 mm, collocata direttamente dietro alla
sezione dischi, e da una ventola da 35 mm dedicata alla sezione di
alimentazione. CPU e chipset utilizzano due dissipatori passivi. Ottima la
silenziosità
, mentre rispetto a un server di dimensioni normali si deve
evidentemente rinunciare a un sistema di ventilazione fault tolerant che
assicuri il mantenimento delle temperature di lavoro anche in caso di guasto a
una delle ventole.

Da non trascurare la
possibilità di utilizzare la macchina, all’occorrenza, come postazione di
lavoro autonoma
. Le prestazioni del Turion N40L dual core 1,5GHz a 64 bit sono
sempre nettamente superiori a quelle di un Atom dual core e si avvicinano a
quelle di un Core2 Duo di fascia bassa come l’E4300; l’esperienza d’uso come PC
è quindi intermedia fra quella di un netbook/nettop e quella di un notebook o
desktop, ma a un prezzo su strada inferiore a quello di un netbook/nettop.
Trattandosi di un server manca la sezione audio: in caso di necessità si dovrà
rimediare installando una scheda audio PCIe low profile (non facile da
reperire) o collegando un’interfaccia audio esterna con connessione USB.

Pro
Qualità costruttiva

Accessibilità facile e layout interno ordinato
Supporto memoria ECC
Supporto virtualizzazione
Compattezza
Silenziosità
Utilizzabile anche come postazione di lavoro autonoma con prestazioni
accettabili
Consumo elettrico minimo
Porta eSATA e numerose porte USB
Porta USB interna per sistema operativo su pen drive
Certificazione Red Hat Enterprise Linux e Windows Server 2008 R2
Prezzo su strada conveniente

Contro
Manca supporto per
RAID5 e JBOD
Dischi non hot-pluggable
Nessuna porta USB 3.0
Sistema di ventilazione non ridondato

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