Hgst muove i primi passi

Dopo un lungo e complesso processo di integrazione, Hitachi Global Storage Technologies, azienda nata dal merge delle divisioni hard disk di Hitachi e Ibm, ha delineato una precisa roadmap.

10 settembre 2003 L’acquisizione da parte di
Hitachi della divisione di Ibm preposta alla produzione di hard disk è avvenuta
lo scorso anno, ma solo ora si stanno realmente vedendo i primi risultati del
merge che ha dato vita alla nuova società Hitachi Global Storage
Technologies
(Hgst). E questo sia in termini di
prodotti sia in termini strategici.


Il processo di integrazione tra le due realtà è stato, e per certi versi è
ancora, decisamente impegnativo. Si è infatti trattato di riunire un’azienda di
22mila persone (Ibm) con una di 6mila (Hitachi) con caratteristiche e modalità
operative differenti, a partire dagli esercizi fiscali: quello di Ibm si
chiudeva a dicembre mentre quello di Hitachi a marzo. La nuova Hgst ha quindi
dovuto sia riorganizzare l’assetto amministrativo-finanziario sia la roadmap
relativa ai prodotti. Solo ora l’azienda inizia a muovere i primi passi con una
certa sicurezza, anche se la struttura non è ancora assestata in modo
definitivo. “Abbiamo chiuso alcune fabbriche non remunerative – ci ha
detto Sergio Mei, Emea channel manager hard disk driver di Hgst – e abbiamo
ottimizzato l’organizzazione della nostra azienda: infatti, attualmente i
dipendenti sono circa 24mila. Tuttavia, entro un anno dovremo arrivare a essere
non più di 20mila. Quello degli hard disk è un settore ad alto contenuto
tecnologico ma a bassa marginalità per cui è necessario porre una particolare
attenzione ai costi e alla gestione delle risorse
”.


Ma non bisogna scordare i prodotti, l’elemento essenziale per contrastare i
concorrenti in un settore molto difficile e altamente competitivo che ha
addirittura costretto al fallimento l’azienda leader nella produzione delle
testine magnetiche che deteneva il 35% di share. In questo senso Hgst vanta una
gamma che parte da drive con dimensioni di 1 pollice (il noto Microdrive, di cui
sta per arrivare sul mercato il modello da 4 GB) che arriva agli hard disk da
3,5 pollici Scsi/Fibre Channel, passando per dispositivi realizzati in modo
specifico per il mondo automotive.


Pur assicurando il supporto per i prodotti realizzati in passato sia da Ibm
sia da Hitachi, Hgst ha iniziato la produzione di nuove linee di drive, i cui
fiori all’occhiello sono gli Ultrastar Scsi da 300 GB, Serial Attached Scsi da
100 GB e Scsi da 2,5 pollici per server blade (saranno tutti disponibili dal
prossimo anno). Sul fronte Ata, invece il prodotto di punta è il nuovo Deskstar
da 250 GB.


Come ci ha confermato Mei, la struttura dei partner commerciali di Hgst a
livello italiano è una sorta di mix di quella di cui precedentemente si
avvalevano singolarmente Hitachi e Ibm. I distributori sono Bell Microproducts,
Ingram Micro e Mce, mentre gli specialisti sono Brevi, Misa e
Softeam.

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