Havant, digital innovation company – già nota come SB Italia – attiva da oltre vent’anni nella trasformazione dei processi aziendali, ha firmato l’accordo per l’acquisizione di In.Te.S.A. Spa, società benefit specializzata in soluzioni digitali per la gestione dei processi e nei servizi fiduciari, entrata nel perimetro di Kyndryl nel 2021 a seguito dello spin-off delle attività infrastrutturali di IBM e oggi considerata non core per il gruppo.

L’operazione, il cui closing è atteso nelle prossime settimane subordinatamente alle consuete condizioni sospensive, segna un passaggio strategico nel percorso di crescita di Havant e si inserisce nel più ampio processo di razionalizzazione del portafoglio avviato da Kyndryl.

L’integrazione tra le due realtà è destinata a dar vita a un ecosistema tecnologico end-to-end per la digitalizzazione dei processi aziendali, con un’offerta che copre l’intera catena del valore: dall’Intelligent Document Processing alla firma elettronica qualificata, dall’identità digitale allo scambio EDI, fino all’intelligenza artificiale applicata ai processi, alla data governance avanzata e alla conservazione a norma. Si tratta di un perimetro di competenze che, nella visione dell’azienda, pochi operatori europei sono oggi in grado di proporre in modo nativamente integrato.

Il ruolo di Intesa nel digital trust europeo

Fondata nel 1987, Intesa è riconosciuta come Qualified Trust Service Provider ai sensi del regolamento eIDAS e opera attraverso quattro piattaforme proprietarie – Intesa Sign, Intesa Hive, Intesa ID e Intesa CMS – che coprono l’intera filiera della firma elettronica, dell’identificazione digitale, dello scambio EDI, della fatturazione elettronica e della conservazione digitale a norma.

L’azienda è inoltre coinvolta nello sviluppo dell’European Digital Identity Wallet, avendo partecipato al Consorzio Potential ed essendo ora parte del Consorzio WE BUILD, contribuendo sia sul piano tecnologico sia su quello della compliance a iniziative di rilievo a livello europeo.

L’integrazione con le competenze di Havant, in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata e dell’Intelligent Document Processing, è finalizzata a costruire un ecosistema interoperabile “by design” e conforme al quadro normativo europeo, che include eIDAS 2.0, DORA, AI Act e GDPR.

Massimo Missaglia, Founder & CEO di Havant, sottolinea la portata dell’operazione: “L’acquisizione di Intesa rappresenterà il completamento del disegno strategico alla base di Havant: accompagnare le imprese nell’intero ciclo di vita dei processi digitali, dalla firma al dato, dall’identità certificata all’intelligenza artificiale. Insieme a Intesa portiamo sul mercato un’offerta che in Italia oggi non ha eguali per ampiezza, profondità tecnologica e conformità normativa”.

Un posizionamento end-to-end anticipando la domanda di mercato

L’operazione viene letta dal management come un’accelerazione del piano industriale, più che una semplice crescita dimensionale.

Pietro Lanza, Managing Director & Board Member di Havant, evidenzia come l’integrazione consenta di costruire una proposta unificata capace di coprire l’intero ciclo digitale: “Non è soltanto una crescita dimensionale: è l’accelerazione al nostro piano. Integrare l’eccellenza di Intesa nel digital trust e nell’identità digitale con le nostre competenze in ECM, AI e digitalizzazione dei processi aziendali ci permette di presentarci al mercato come un unico partner end-to-end, capace di accompagnare i clienti dalla firma elettronica alla conservazione, dalla compliance eIDAS 2.0 alla valorizzazione del patrimonio informativo con l’AI”.

Secondo Lanza, l’operazione consente di anticipare la domanda futura del mercato, accorciando di un ciclo di investimento i tempi necessari per rispondere alle nuove esigenze normative e tecnologiche delle imprese.

Sinergie industriali e certificazioni

Dal punto di vista industriale, l’acquisizione porta in dote un portafoglio clienti di primo piano nei settori financial services, automotive, energy & utilities, manufacturing, GDO e healthcare, oltre a un ampio set di certificazioni che attestano il posizionamento di Intesa nel digital trust.

Tra queste figurano la qualifica eIDAS QTSP, le certificazioni ISO 27001, ISO 27017, ISO 27018, ISO 9001 e ISO 37001, il riconoscimento come conservatore qualificato AgID, il ruolo di service provider SPID e CIE, la certificazione PEPPOL Access Point, l’inclusione nella Adobe Approved Trust List e l’adesione al Cloud Signature Consortium.

La strategia del nuovo gruppo si articolerà su più direttrici integrate, che comprendono la trasformazione digitale dei processi aziendali, la firma e l’identità digitale, l’Intelligent Document Processing, l’intelligenza artificiale applicata, la data governance evoluta e i servizi di digital trust conformi al quadro eIDAS 2.0 e all’ecosistema europeo dell’identità digitale.

La prospettiva degli investitori e del management

Dal lato degli investitori, Andrea Pavesi, Partner di Argos Fund, evidenzia la coerenza dell’operazione con la tesi di investimento: “La crescita di Havant conferma la solidità della nostra tesi di investimento: un progetto imprenditoriale italiano che in pochi anni si è trasformato da leader nazionale della digitalizzazione dei processi in un player europeo integrato nella trust economy. L’acquisizione di Intesa è la più rilevante tra le operazioni realizzate con Havant: aggiunge ricavi ricorrenti di alta qualità, tecnologia proprietaria e un portafoglio clienti di alto profilo”.

Anche dal lato di Intesa, l’operazione viene interpretata come un’evoluzione strategica. Giuseppe Mariani, General Manager della società, sottolinea le prospettive di sviluppo: “L’ingresso in Havant aprirà un capitolo straordinario per Intesa, valorizzando oltre trentacinque anni di storia nel digital trust. In un mercato in rapida evoluzione, unendo le nostre competenze alla forza tecnologica di Havant, insieme guideremo la trasformazione digitale europea”.

Obiettivi di crescita e consolidamento europeo

L’acquisizione si inserisce in una traiettoria di crescita già avviata da Havant, che a fine 2025 ha raggiunto un fatturato di 70 milioni di euro, con una crescita dell’EBITDA del 39,7%. Il gruppo punta a superare entro la fine del 2026 la soglia dei 100 milioni di euro di ricavi e dei 1.000 collaboratori, proseguendo il percorso di consolidamento europeo già intrapreso con le acquisizioni di Archive-IT, itAgile, Doxinet e Seta.

Havant opera oggi in sei Paesi con oltre 400 professionisti e integra asset proprietari di Intelligent Document Processing e soluzioni avanzate di data governance. È inoltre tra le prime realtà europee ad aver ottenuto la certificazione ISO/IEC 42001, legata ai sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale, in linea con i requisiti dell’AI Act.

L’operazione con Intesa si configura quindi come un tassello chiave nella costruzione di un player europeo capace di coniugare automazione documentale, digital trust e intelligenza artificiale in un’unica piattaforma integrata, con l’obiettivo di supportare le organizzazioni nei percorsi di innovazione in contesti regolamentati.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome