Hardware e servizi portano l’It a picco

E’ dal primo semestre del 1991 che non si vedeva una simile situazione. -2,5% per le telecomunicazioni

Tendono tutte verso il basso le colonnine dei grafici dell’It tanto che l’impressione iniziale è che l’immagine sia invertita. Ma è tutto vero “la realtà supera la fantasia”, osserva il presidente di Assinform Paolo Angelucci.


-9% per l’It e -2,5% per le telecomunicazioni (-6,7 il fisso e -3,4% il mobile) sono le cifre che riassumono la situazione e che riportano il settore a una situazione simile a quella del primo semestre del 1991.


Entrando nel dettaglio, l’hardware lascia sul terreno il 15,7%, il software il 4,1%, l’assistenza tecnica il 6,2% e i servizi il 7,3%.


Una Caporetto che ha sorpreso anche Assinform e che, nel caso di assistenza tecnica e servizi, si traduce in 400 milioni in meno di ricavi.


“Il vero problema – osserva Giancarlo Capitani amministratore delegato di Net Consulting che realizza il rapporto Assinform – è la marginalità. Permane una costante pressione sulle tariffe professionali che si aggiunge al ritardo nei pagamenti. Il risultato è un fragile equilibrio finanziario per le imprese del settore”.


L’hardware soffre del blocco dei processi di sostituzione da parte delle imprese che si unisce a una debolezza del consumer e alla crescita dei netbook (che valgono il 32% delle vendite)che generano però poco valore.


Su software e servizi incide invece la riduzione degli investimenti per nuovi progetti, una spesa che riguarda soprattutto la manutenzione dell’esistente e la rinegoziazione dei contratti che colpisce anche un settore in crescita come l’outsourcing.


Fattori che si mischiano con il riassetto del settore It che sempre di più va verso la concentrazione, la bassa internazionalizzazione delle nostre imprese che lavorano poco sui mercati esteri dove le tariffe professionali sono più alte mediamente del 35% e il fenomeno del subcontracting con le grandi aziende che appaltano lavori alle piccole salvo tenerseli in casa in momenti difficili come quello attuale.


E se lo sguardo si rivolge verso le telecomunicazioni la situazione non cambia. “Continua a esistere un gap molto forte della banda larga per le imprese”, ricorda Angelucci. Difficile vendere nuove tecnologie a chi non ha neanche l’Adsl.

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