Home Apple HandBrake, il convertitore video open source supporta ora Apple Silicon

HandBrake, il convertitore video open source supporta ora Apple Silicon

HandBrake è un popolare strumento open source utile per convertire video da quasi tutti i formati in una ampia selezione di codec, tra cui quasi tutti quelli più moderni e che conoscono un’ampia diffusione.

Oltre a essere free e open source, l’applicazione è anche multipiattaforma: HandBrake è infatti disponibile per Windows, Mac e Linux.

Ed è nella versione per Mac che arriva una delle novità più interessanti dell’ultima release rilasciata dal team di sviluppo.

HandBrake 1.4.0 introduce infatti il supporto per i Mac con processore Apple Silicon.

Non è questa, comunque, l’unica novità di quella che il team di sviluppo definisce come una feature release di una certa rilevanza.

Gli sviluppatori hanno realizzato un ulteriore perfezionamento dell’engine di HandBrake al fine di supportare le codifiche native a 10 e 12 bit, compreso il passthru dei metadati HDR10.

HandBrake

Quest’ultima release aggiunge poi miglioramenti alla funzionalità di codifica hardware per i dispositivi Intel QuickSync, AMD VCN e Qualcomm ARM, aziende che il team del software open source ha peraltro ringraziato per il loro supporto allo sviluppo di HandBrake.

Oltre al supporto per i Mac basati su Apple Silicon, di cui abbiamo detto, l’update inoltre aggiunge il supporto per i device Qualcomm ARM64 con Windows. Questo, per ora solo in HandBrakeCLI, con l’interfaccia utente di Windows in arrivo più avanti.

Altri miglioramenti coinvolgono poi la gestione dei sottotitoli, l’interfaccia utente e la user experience per tutte e tre le piattaforme supportate.

Come per ogni update, ci sono poi innumerevoli altri cambiamenti e fix, descritti nelle note di rilascio dell’app.

Il team di HandBrake ha avvisato gli utenti che, prima di aggiornare, è necessario assicurarsi che non ci siano codifiche in sospeso nella coda.

È opportuno prendere nota anche di preset personalizzati eventualmente creati, perché essi potrebbero non essere compatibili con le nuove versioni.

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