Grazie alla liberalizzazione, la Pa pagherà 5,7 miliardi di debiti ai fornitori

L’articolo 35 del Decreto intende velocizzare i pagamenti attraverso uno stanziamento da parte del governo che prevede anche, su richiesta dei creditori, l’assegnazione di titoli di Stato per un ammontare massimo di 2 miliardi di euro.

E’
sicuramente una delle novità più attese e più apprezzate tra quelle introdotte
dal Decreto liberalizzazione. Parliamo dei 5,7 miliardi di euro di debiti accumulati
entro il 31 dicembre 2011 che la Pubblica amministrazione pagherà ai suoi
fornitori. E’ pur vero che si tratta solo di una minima parte del debito
globale contratto dalla Pa, tuttavia è sempre una notizia positiva.

Come
riportato nella Gazzetta Ufficiale, la modalità di pagamento prevista dall’articolo
35 del Decreto sarà un po’ articolata: 2,7 miliardi di euro saranno ricavati
dal riutilizzo di fondi derivanti dai residui passivi, mentre, si
richiesta dei creditori, 2 miliardi saranno pagati tramite titoli di Stato
(l'assegnazione di tali obbligazioni non dovrebbe però essere computata nei
limiti delle emissioni nette dei titoli di Stato indicate nella legge di
bilancio). Alle predette cifre si aggiungerà 1 miliardo di euro, recuperato
riallocando alcune poste contabili, che sarà destinato ai consumi intermedi.

Il
ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha poi confermato l’intenzione
del governo di anticipare il recepimento della direttiva europea che prevede l’obbligo
della Pubblica amministrazione di onorare i futuri pagamenti entro 60 giorni.
Ricordiamo che, prima dell’approvazione del Decreto liberalizzazioni, era
previsto che tale direttiva diventasse operativa entro l’inizio del 2013.

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