Google, la nuova Microsoft

Negli Stati Uniti si accende il dibattito sul futuro della società di Mountain View. Che non è più molto simpatica

Le ultime mosse di Google hanno acceso il dibattito su blog e quotidiani.
Ormai nessuno si limita a vedere la società di Mountain View come un, seppur
importante. motore di ricerca. Google è qualcos’altro, o meglio, sta
trasformando la sua natura anche se ancora non si capisce quale potrà essere il
futuro della Web company di Larry Page e Sergey Brin. Sullo sfondo, però, in
molti sostengono a ragione che il rivale più temibile per Microsoft sia proprio
Google. Se n’è accorto da tempo anche Bill Gates il quale in
un’intervista ha dichiarato che “Google è la società più simile a noi fra
tutte quelle che abbiamo avuto come competitor”
. Come sostiene nel suo
blog, Da ring Fireball, John Gruber il search engine della Silicon Valley è
ancora un’advertising company, non vive sulla vendita di software, e soprattutto
non è ancora una piattaforma.




Ma forse è solo questione di tempo. Scott Rosenberg,
managing editor di Salon.com, spiega che l’unico modo per leggere le ultime
mosse di Google è di vedere il tutto come uno sforzo che punta a portare gli
utenti verso una futura piattaforma. Questo giorno è ancora lontano, ma ora è
possibile immaginare che prima o poi arriverà. Intanto la Web company sta
riuscendo nella “impossibile mission” di rivalutare
l’immagine di Microsoft agli occhi del popolo della Silicon Valley. Come spesso
succede quando si ha successo Google, l’azienda trendy e democratica non è più
simpatica. Anzi. Lo racconta Gary Rivlin sul New York Times in un brillante
articolo nel quale spiega che la parola “arrogante” è
sempre più usata. Le somiglianze con Microsoft si fanno sempre più frequenti.
Quel sentirsi invincibile, il valore dell’azione che schizza alle stelle, la
voglia di competere in tutti i campi e quel “think
big”
che è sempre stata una caratteristica di Microsoft fanno
della società dei due ragazzi terribili il nuovo mostro dell’area più
tecnologica del mondo.





Se negli anni Novanta, osserva Joe Kraus, fondatore
di Excite, Ibm era il gigante gentile con il quale era
piacevole lavorare e Microsoft l’esatto contrario, oggi Google è Microsoft e la
società di Bill Gates ha indossato le vesti della vecchia Ibm. Secondo un altro
imprenditore Google ha fatto più danni all’innovazione nella Silicon Valley
di quanti ne abbia mai fatti Microsoft. Un’accusa molto pesante
che si traduce nella continua acquisizione di talenti che ha portato una
crescita degli stipendi degli ingegneri dal 25 al 50%. Senza parlare dei
programmatori che oggi, sempre grazie a Google, beccano stipendi nell’ordine di
150.000 dollari l’anno. E poi quando si presenta un nuovo progetto a una società
di venture capital la domanda è sempre le stesse. “Perché anche Google non
dovrebbe fare la stessa cosa?”
. Ora Bill Gates può finalmente
rilassarsi
. L’impero del male non sta più a Redmond.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome