Gli ultimi passaggi di mano dell’It

Molte le operazioni che in questi mesi hanno visto la cessione di attività e l’acquisizione di società. Ecco un assaggio delle principali iniziative, dove spicca il fermento in area servizi

Uno sguardo ai movimenti del mercato It a cavallo tra fine e inizio anno fa balzare all’occhio un certo fermento in area servizi.


In Germania spicca la mossa di Siemens, che ha deciso di cedere la propria business unit Product Related Services a Fujitsu Siemens dal prossimo aprile. Il valore della transazione è stato valutato in un range compreso tra i 200 e i 300 milioni di euro. La divisione attualmente conta circa 5.000 dipendenti in 28 Stati. Si occupa prevalentemente di servizi "platform-independent" e infrastrutture It. Sempre in terra teutonica, Volkswagen ha ceduto Gedas It Services a T-Systems per un valore tra i 400 e i 450 milioni di euro. Una iniziativa che nasce dalle stesse esigenze di razionalizzazione che hanno portato Siemens alla cessione di Prs.


Riguarda il nostro Paese la mossa con la quale Ibm Italia ha deciso di liberarsi di Mvs (Multivendor Service), una filiale dedita a servizi e manutenzione su pc multivendor, anche in ambito Pmi. Ad aggiudicarsela è stata Scc, system integrator europeo (dai natali britannici) che da noi vanta già vari uffici (a Milano, Padova, Firenze e Roma). A livello internazionale, invece, Ibm compra. Di fine dicembre, infatti, sono due operazioni con le quali Big blue ha posto le basi per l’acquisizione di Micromuse (specializzata in network management) e di Bowstreet, azienda americana che offre strumenti per l’integrazione di informazioni online, in ottica SOA. Anche Emc ha iniziato l’anno con mire di acquisto. Oggetto di interesse è Internosis, system provider di Microsoft. Obiettivo, dunque, è rafforzare l’area dei servizi professionali con competenze mirate. L’italiana Reply ha invece intenzione di potenziare l’area servizi su Sap assicurandosi la maggioranza (il 53,1%) di Syskoplan, realtà tedesca specializzata in Crm quotata alla Borsa di Francoforte che ha un valore complessivo di circa 35,3 milioni di euro.


Tra i vari acquisti "tecnologici" che hanno mosso l’inizio d’anno spicca quello di Mercury per le opportunità strategiche: con l’accordo per l’assorbimento di Systinet, lo specialista di It governance si rafforza, infatti, nel management in area SOA. L’operazione ha un valore complessivo di 105 milioni di dollari. Sempre in area gestione, negli stessi giorni c’è stato l’annuncio dell’acquisto di Wily Technology da parte di Ca. L’accordo prevede l’esborso di 375 milioni di dollari e assicurerà a Ca tecnologia di application management e installazioni in oltre 450 realtà. A ruota, Ca ha anche avviato un’intesa per aggiudicarsi Control-F1, specialista in help desk. Da citare, infine, per la portata economica, l’acquisto di Maxtor da parte di Seagate. Il valore dell’operazione, che potrebbe essere conclusa nella seconda metà del 2006, è stato stimato in 1,9 miliardi di dollari. Le società unite, è la convinzione del management, opereranno con maggiore efficacia sul mercato del data storage, cogliendo le opportunità di un settore in espansione.

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