Gli sviluppi di Microsoft fra servizi Web e file system universali

Al TechEd di New Orleans, la casa di Redmond ha spinto molto su .Net, presentando i primi servizi Web e applicazioni, ma anche sviluppi legati a Sql Server. Tra questi, spicca uno strumento di “unificazione” dei dati aziendali.

Presente e futuro degli sviluppi Microsoft si sono incontrati al TechEd di New Orleans, manifestazione dedicata proprio agli sviluppatori e terze parti affiliate alla casa di Redmond, quest’anno forte di oltre 7.500 presenze.


Molto si è parlato di .Net, com’era prevedibile. L’occasione è stata utile per presentare il primo servizio Web commerciale, Exchange 2000 Server Xml Web Services Toolkit, ma anche qualche applicazione concreta, come MapPoint, una piattaforma per servizi basati su mapping e location. In generale, è parsa prevalere una certa prudenza nella corsa alla costruzione di Web service per l’ambiente .Net, in attesa che cresca la conoscenza e la cultura attorno a una piattaforma ritenuta unanimemente innovativa.


Una certa visibilità è stata data a Sql Server, non solo esibendo le versioni beta di Notification Services e della versione 2.0 per Windows Ce, ma anche con progetti di un certo interesse per il mondo dei dati aziendali. Microsoft, infatti, ha svelato un ambizioso progetto che mira a distribuire parti della tecnologia del prossimo database, denominato in codice Yukon, sull’infrastruttura di back end delle aziende, per consentir loro di memorizzare i dati in formato Xml, indipendentemente da dove si trovino in un contesto di rete. Si tratta, in sostanza, di uno "Universal file system", che consente lo storage di dati strutturati e non, accessibili da diversi dispositivi e protocolli. L’ambizione del costruttore è realizzare un prodotto che, in ultima analisi, permetta di far sì che repository di back end, come file server di Windows, Exchange e Sql Server, sembrino un unico sistema di storage virtuale per file e applicazioni.


Il concetto non è nuovo di per sé e somiglia molto a quello che Oracle ha concretizzato nel proprio Internet File System. Ma portarlo a livello di pc costituisce un bel passo in avanti. L’uso di Xml è centrale per Microsoft, poiché consente di creare metatag (informazioni sui dati memorizzati) utilizzabili per un accesso più intelligente ai dati. Questo però comporta costi aggiuntivi di un certo peso per le aziende, costrette a convertire tutti i loro file in formato Xml. Lo sviluppo di uno Universal file system non è nuovo nemmeno per Microsoft, ma in passato non sono stati raggiunti risultati soddisfacenti. Ora però il successo è fondamentale, in vista del lancio di tutta una strategia di servizi Web. In ultima analisi, l’ambizione di Microsoft è la creazione di una via comune per la rappresentazione dei dati, in modo tale che gli utenti possano utilizzare Internet come strumento d’accesso in qualunque posto si trovino e da qualunque dispositivo. Così, un consumatore potrebbe scaricare una lista di file musicali direttamente su un autoradio stereo oppure un negoziante potrebbe ricevere sul proprio cellulare la conferma che la merce che attendeva è in arrivo. Alla base di questa visione, sta il concetto che i dati devono essere resi uguali agli "occhi" di un computer (che si tratti di file musicali, e-mail o informazioni commerciali) e sia, dunque, possibile memorizzarli tutti su reti pubbliche o private e su macchine sicure e affidabili.


La prima release beta di Yukon è attesa per la fine di quest’anno, mentre la disponibilità finale dovrebbe arrivare a metà del 2003. Seguirà un nuovo upgrade di Exchange, dal nome in codice di Kodiak, che usa Yukon come cuore del data store.

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