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Gli italiani conoscono poco le infrastrutture Internet

Gli italiani sembrano conoscere poco le architetture infrastrutturali su cui viaggiano i dati Internet.

Risulta da uno studio di ULI – Utility Line Italia, uno degli storici Internet Service Provider italiani: fu fondato a Seveso nel 1995.

Uli ha realizzato la survey “Welcome Satisfaction”, condotta online su 400 clienti provenienti da altri operatori.

Secondo la ricerca di ULI, il 65,6% degli intervistati dichiara di non conoscere la differenza tra architettura mista FTTC (VDSL2) e fibra ottica to the home (FTTH) o dedicata, mentre il 33,4% non ne è al corrente e l’1% non risponde.

I motivi della migrazione dai precedenti ISP (TIM, Vodafone, Fastweb, Wind e altri) a ULI sono: costi elevati e continui aumenti (34,4%), velocità limitata e diversa da quella stimata (24,4%), chiarezza contrattuale (18,9%), assistenza tecnica carente (10%), qualità audio (8,9%), inadeguata assistenza commerciale (2,4%), non risponde (1%).

Tra gli utenti che riscontravano velocità limitata della linea e insufficiente qualità audio, il 65,8% sostiene che in fase precontrattuale era stato informato sul funzionamento di una linea FTTC, su come funziona la telefonia VoIP (Voice over IP, ossia la telefonia via Internet)  e sul fatto che la velocità dipende dalla tratta in rame tra l’abitazione e il cabinet, il 31,2% non lo era stato e l’2% non risponde.

La domanda “Durante la precedente migrazione hai avuto disservizi?’”, ha ottenuto le seguenti risposte: “no” (38,9%), “sì, sulla telefonia” (34,4%), “sì, sulla connessione Internet” (20,1%), “sì, sulla connessione Internet e telefonia” (4,6%), non risponde (2%). Circa il grado di soddisfazione presso il precedente gestore, in una possibilità di punteggio da 1 a 5, solo il 3,3% indica “5 su 5”, l’8,9% “4 su 5”, il 13,3% “3 su 5”, il 27,8% “2 su 5”, il 45,7% “1 su 5” e l’1% non risponde.

Come afferma Andrea Massa, IT Support Manager di ULI e curatore dello studio “Preoccupa che ci sia una certa confusione tra gli utenti sulle architetture infrastrutturali di Internet e per questo ben vengano le indicazioni dell’Agcom. Non è una questione nominalistica, ma si tratta di chiarezza contrattuale e di prestazione effettivamente a disposizione del cliente rispetto a quanto promesso. Molti utenti hanno vissuto esperienze negative. La più diffusa è quella della fibra ottica fino al cabinet (FTTC), che prosegue in rame fino all’edificio:  nei contratti viene spesso indicata una velocità fino a 100 Mbit/s senza specificare una banda minima garantita. Altro caso è quello dell’installazione dell’ADSL, in attesa della fibra che non arriverà mai. Oppure ancora, pochi sono informati del fatto che, ad oggi, la fibra mista-rame (FTTC/VDSL2) e le datate ADSL/HDSL non consentono ulteriori upgrade di banda come invece è possibile nel caso della fibra (FTTH) e della fibra ottica dedicata”.

Andrea Massa, a sinistra, e Vittorio Figini di ULI

Fin dalle prime connessioni Internet nel 1995aggiunge Vittorio Figini, amministratore e fondatore di ULI – la nostra società sposa in pieno la trasparenza commerciale e tecnica con i propri clienti, indicando sempre in fase precontrattuale la tipologia di linea, il profilo commerciale, le velocità stimate di allineamento e la garanzia di banda. In fase di post-installazione, il cliente può analizzare i propri dati grazie al monitoraggio live del traffico generato. In una giungla di proposte commerciali come l’attuale (TV, email, Sms, radio), è importante spiegare al cliente finale la necessità di una connessione di qualità al fine di sfruttare al meglio servizi quali per esempio streaming, telefonia VoIP e cloud backup”.

 

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