Gli italiani appassionati dell’informazione online

Secondo un’indagine dell’Associazione italiana editori, gli italiani sarebbero anche disposti a pagare per consultare le informazioni

24 marzo 2003 Gli italiani che navigano in Rete sono forti
consumatori di siti con contenuti informativi e addirittura sarebbero anche
disposti, almeno a parole, a pagare per accedere alle informazioni. Questi e
molti altri dati sono emersi dall’indagine realizzata da Ispo per conto
dell’Associazione italiana editori che ha cercato di sondare
con due distinte rilevazioni nel primo caso l’atteggiamento delle famiglie e di
fronte all’editoria digitale e nel secondo le motivazioni dei singoli rispetto a
questo segmento dell’offerta di Internet. Secondo l’indagine presentata da
Renato Mannheimer, presidente di Ispo, Internet non è
alternativa alla letture dei libri, anzi. I forti lettori sono anche forti
navigatori. La rete viene utilizzata soprattutto per cercare informazioni su
argomenti di interesse. Accedere a materiali educativi a supporto di studio e
lavoro e scaricare musica e immagini. Fra il 5 e il 9% degli intervistati si
dichiara pronto a pagare per consultare giornali online o
reperire materiale importante per la propria attività. L’importante, ha aggiunto
Mannheimer, è che i siti siano semplici da utilizzare veloci e con contenuti
aggiornati frequentemente. L’indagine dell’Aie divide in cinque
categorie
il popolo della rete. I gruppi
più numerosi (24%) sono quelli dei saltuari, che utilizzano sporadicamente
Internet, e degli strumentali che invece si servono di Internet per ottenere
informazioni funzionali alla loro attività. Gli altri gruppi identificati
dall’indagine sono gli strumentali-ricreativi (18%) che lavorano e giocano in
rete, i ricreativi (19%) che pensano soprattutto a scaricare musica e altro e
gli interattivi (15%) che utilizzano la rete soprattutto per usufruire dei
servizi online.


Francesco De Lillo, presidente dell’Istituto
Iard, ha invece presentato un’altra indagine su didattica e
tecnologie che ha riproposto il difficile rapporto fra didattica e tecnologie.
Gli insegnanti che utilizzano le nuove tecnologie sono una minoranza, ha
concluso De Lillo, l’utilizzo di Internet e cd rom è rivolto soprattutto al
reperimento di contenuti disciplinari mentre non si riescono a sfruttare durante
le lezioni le potenzialità interattive e comunicative dei nuovi media. La
situazione però potrebbe cambiare. Almeno è questo l’obbiettivo del ministero
dell’Istruzione che, secondo il direttore generale dell’Innovazione tecnologica
Alessandro Musumeci , ha intrapreso una serie di iniziative per migliorare le
conoscenze informatiche degli insegnanti e assicurare un maggiore utilizzo delle
nuove tecnologie sin dai primi livelli di studio.

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