Getronics: «I clienti vogliono costi più bassi e servizi più affidabili»

Paolo Ruzzini, amministratore delegato della filiale in Italia, ci spiega come il mercato pretenda dall’Ict un’offerta con maggior qualità e supporto nel raggiungimento degli obiettivi di business.

Terza filiale per importanza dopo Olanda e Usa, Getronics Italia nel 2001 ha raggiunto i 575 milioni di euro, che rappresentano una crescita del 6% sul 2000, dimostrando un trend più positivo dell’andamento mondiale della corporate. Proseguendo nella nostra analisi del mercato dei servizi in Italia, abbiamo incontrato l’amministratore delegato di Getronics Italia, Paolo Ruzzini.

A livello mondiale Getronics sembra aver particolarmente risentito del clima di frenata negli investimenti Ict, riportando perdite superiori alle previsioni, mentre il fatturato è cresciuto solo dello 0,5%. In Italia le cose sono invece andate meglio.


"È così, ma pur in un quadro flat dal punto di vista delle revenue, il gruppo ha riconfermato una crescita in alcune aree che sono core business, come l’acquisizione di contratti con società internazionali da migliaia di posti di lavoro, per la gestione delle loro reti e l’outsourcing di networking e desktop. Questa attività rappresenta per Getronics più del 36% del business complessivo e dà anche un’idea delle reali esigenze dei clienti, che sempre più chiedono affidabilità nei servizi, capacità di introdurre innovazione con efficacia e flessibiltà".

E quindi qual è la vostra risposta alle richieste del mercato?


"La risposta che come gruppo cerchiamo di dare è esattamente in linea con queste esigenze, in quanto siamo organizzati a livello mondiale in due grosse aree di business: una è la Infrastructure Integration e l’altra la e-Business Solution. Questo significa riuscire a dare supporto ai nostri clienti in modo continuativo nella fase di progettazione e gestione dell’infrastruttura informatica, cioè la rete, le soluzioni che ci vanno sopra, tutta la disposizione dei posti interattivi, ma vuol anche dire riuscire con continuità a far evolvere le applicazioni, tenendo presente gli obiettivi di ridurre i costi, aumentare l’efficacia e la velocità dei processi. A tutto questo Getronics non dà una risposta univoca, in quanto in certi casi, se prendiamo la gestione delle reti, abbiamo delle situazioni in cui operiamo presso il cliente, che mantiene il controllo interno; in altri casi, se il cliente è internazionale, lo supportiamo con un poll di centroservizio, con dei nodi gestiti in Italia, piuttosto che in altri Paesi, oppure, il cliente chiede la gestione in outsourcing".

In tutto questo, gioca sicuramente un ruolo importante il know how dei vostri esperti e il supporto dei partner.


"Stiamo investendo notevolmente sulla formazione dei nostri dipendenti e instauriamo tutta una serie di rapporti non solo con partner come Microsoft, Cisco ma anche con MicroStrategy, Peregrine, FileNet, per citarne alcuni, con i quali affrontiamo programmi di formazione anticipata, di impiego e utilizzo delle loro tecnologie prima al nostro interno, per verificare la fattibilità di certe soluzioni. Un esempio pratico che abbiamo realizzato per nostro uso interno è una soluzione di VoIp per 2.500 posti di lavoro, tra le più importanti in Europa, la cui esperienza oggi portiamo sul mercato".

In sintesi, quali sono i progetti che i clienti vi chiedono maggiormente?


"In un’ottica di processo evolutivo dell’Ict, il mercato ci chiede di aumentare il livello di servizi di qualità: il che vuol dire abbassare i costi e offrire un supporto più affidabile e tempestivo nel funzionamento continuo delle loro attività. Temi di gestione della business continuity e della sicurezza sono sempre più al centro delle preoccupazioni dei clienti".

In ambito sicurezza, tema molto sentito dalle grandi aziende, qual è il vostro approccio?


"La sicurezza deve essere vista come un processo continuativo. Fra l’altro l’Italia, con i suoi laboratori di Ivrea e di Bari, è il centro di competenza mondiale del Gruppo per la sicurezza della rete. Uno degli investimenti più rilevanti che abbiamo fatto in Italia è attrezzare dei laboratori che permettono ai clienti di simulare la loro rete ed evidenziare eventuali vulnerabilità. Proseguendo nella definizione della rete, altre analisi che vengono fatte sono quelle che ne valutano l’utilizzo, la preparazione degli operatori, le procedure di aggiornamento e di monitoring, il traffico e i picchi durante l’arco di una giornata. Tutto questo può essere gestito sia internamente dall’azienda, che da noi. Una volta sistemata la rete, per l’impresa sono già visibili dei notevoli benefici, a iniziare da tutte le applicazioni che possono essere portate in rete. Un’altra area critica dal punto di vista di distribuzione dei server, è quella delle storage solution, che devono adattarsi con flessibilità alle richieste delle varie divisioni e ai processi evolutivi della società. Il tutto tenendo sotto controllo i costi di gestione e utilizzando soluzioni standard. Quindi Business intelligence, Knowledge management in tutte le sue varie declinazioni sono gli elementi per supportare il basic dell’ottimizzazione dei processi. Per esempio, nell’ambito della gestione documentale c’è ancora molto da fare, basti pensare a come trasformare i documenti cartacei in digitale".

A livello interno come siete organizzati per approcciare i vari settori di mercato?


"Abbiamo un’organizzazione commerciale, quella che chiamiamo account management, e le Business Solution che sono focalizzate per i diversi settori: banche e assicurazioni, Pa, telco operator, industria. La suddivisione in base al fatturato vede l’area financial services cubare per il 38% del mercato, seguito da Pa, telco, e stiamo lavorando anche nell’ambito dell’energia e delle utility. Attualmente operiamo in modo diretto, ma nella costituzione dei centri di servizi per i clienti stiamo anche iniziando a supportare alcune iniziative collegate a dei partner, che possano andare incontro alle esigenze delle Pmi. Questo perché vogliamo sfruttare la presenza diretta, molto capillare, sviluppata sul territorio, che ci permette di seguire le banche e tutte le filiali collegate, come pure le Poste Italiane e gli oltre 18mila uffici postali presenti in Italia".

Voi siete molto attivi sulla formazione e sull’e-learning. Al momento attuale in quest’area c’è ancora un bel po’ di confusione, a iniziare dalle piattaforme.


"Da fornitore di servizi, devo dire che la piattaforma è l’ultimo dei problemi nell’affrontare un discorso di e-learning. Noi abbiamo sviluppato una piattaforma aperta, che sfrutta le ultime tecnologie, ma la vera difficoltà è quella di riuscire a realizzare una proposta efficace, che sia in grado di definire i contenuti formativi che servono al cliente per supportare i processi evolutivi del business e nel mettere il tutor in grado di controllare il livello di aggiornamento dei suoi utenti. Va detto, però, che l’e-learning per risultare efficace, deve essere un processo che si affianca a un normale percorso di formazione, che oggi per un dipendente deve essere continuativo".

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