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Gestione automatizzata e sicura dei dati, secondo Praim

Come le imprese possono assicurarsi una gestione innovativa, automatizzata e sicura dei dati: il punto di vista di Jacopo Bruni, Marketing Manager Praim.

Il mercato dell’It ormai presenta innumerevoli ed eterogenee soluzioni in grado di rispondere alle esigenze generiche e specifiche di qualsiasi settore produttivo. Sicuramente alle aziende non manca la scelta per poter organizzare la propria realtà nel migliore dei modi: a partire dai dispositivi alla sicurezza informatica, dalle applicazioni alla virtualizzazione, dai gestionali ai software di backup. Tutto, insomma, può essere efficientemente ed efficacemente coperto da soluzioni di altissima qualità.

Spesso, però, si tende a non soffermarsi a sufficienza sull’organizzazione delle proprie postazioni di lavoro e soprattutto alla loro automatizzazione in termini di controllo, gestione, supporto remoto, aggiornamento. A volte si tende anche ad “accontentarsi” di una soluzione basica in grado di agevolare una sola operazione che si ritiene essenziale. Ci sono diverse soluzioni di gestione della postazione di lavoro sul mercato, alcune anche gratuite, ma si deve sempre pensare al costo in termini di tempo e di efficienza.

Praim ThinMan è la console di gestione completa e personalizzabile che racchiude dentro di sé tre vantaggi: gestisce tutte le postazioni anche fuori dalla sede senza VPN, automatizza tutte le operazioni ricorrenti, aumenta l’efficienza e la sicurezza di tutta l’infrastruttura.

È davvero un obiettivo difficile da raggiungere?

Jacopo Bruni, Marketing Manager Praim
Jacopo Bruni, Marketing Manager Praim

Non si tratta tanto di difficoltà nel raggiungere l’obiettivo perché tutta questa tecnologia è alla portata di chiunque. Certo è che, come in tutto, servono le competenze giuste per poterla far rendere al meglio. In sostanza (con riferimento soprattutto alle aziende più grandi) la scelta tra avere un parco dispositivi (e utenti) disorganizzato e averne, invece, uno ben gestito che possa far risparmiare tempo, sia piuttosto banale.

Adottare una tecnologia come ThinMan può essere oneroso in termini di configurazione e di adozione, ma una volta effettuato il set up iniziale, non resta altro che iniziare ad automatizzare le operazioni, dalle più banali come accendere e spegnere i dispositivi a un orario prefissato (per incrementare il risparmio energetico complessivo e diminuire sensibilmente il TCO alla fine dell’anno), alle più sfidanti come creare policy personalizzate per singoli o gruppi o, talvolta, anche aggiornare i sistemi operativi.

Per non parlare dell’assistenza remota sulle postazioni, che magari remote lo sono in particolar modo, dato che potrebbero essere dislocate geograficamente. Quindi, se mai dovesse essere difficile raggiungere l’obiettivo di adottare una soluzione di gestione efficiente e completa, nella maggior parte dei casi questa difficoltà sarà relativa solo alla fase di adozione, che verrà più che recuperata nel corso del tempo.

Quali le sfide di cybersecurity con la trasformazione digitale e lo smart working?

Lo smart working, inteso come lavoro agile, flessibile, organizzato è dimostrato essere un potente mezzo per coniugare necessità aziendali e private. Certo è che purtroppo ci siamo trovati tutti a dover adottare in modo massivo questo mezzo con urgenza e in maniera disorganizzata.

Questo di per sé ha aperto sfide importanti per gli IT Manager, i CIO e i CISO di tutte le aziende. Non è stata una colpa ovviamente, bensì una necessità affrontata con tempo e risorse insufficienti. Questa situazione ha aperto potenziali brecce nella sicurezza informatica delle aziende, soprattutto per quanto riguarda la perdita di dati sensibili.

Adesso che la situazione è bene o male tornata alla normalità (con l’aggiunta di tutta l’efficienza di questo nuovo modo di lavorare), c’è la necessità di proteggere i dati nel migliore dei modi.

Esistono diversi livelli di sicurezza, dal firewall all’endpoint. Praim di per sé non si occupa di security, lasciando questo ad altri vendor che sanno fare perfettamente questo lavoro, tuttavia, può contribuire ad aumentare il livello di sicurezza grazie a endpoint sicuri per natura (la memoria del Thin Client non è scrivibile) e a soluzioni software che agevolano l’adozione di policy utente anche con autenticazione multi-fattore (ThinMan con Smart Identity).

Come trasformare il remote working in plus per lo smart worker?

Il remote working di per sé è già un’agevolazione, non solo per il lavoratore ma anche per l’azienda. Spesso questo concetto non è perfettamente delineato e purtroppo lo smart working viene visto come una forma di benefit.

Se fatto bene, invece, l’azienda ne potrebbe guadagnare in efficienza, soddisfazione dei propri collaboratori, minori costi di gestione dei locali aziendali.

Con “fatto bene” s’intende che, da una parte i collaboratori sono motivati e dall’altra i responsabili It possono dormire sonni tranquilli, avendo un’infrastruttura sicura, efficiente e perfettamente gestita. In una condizione ideale come questa, nella quale anche si potrà garantire la sicurezza del lavoratore, dei suoi dati e dei suoi dispositivi, si potranno raccogliere i frutti di questo paradigma.

Quali le priorità in ambito GDPR e privacy che le imprese devono gestire?

In questo contesto non ci sono regole ulteriori da seguire per essere compliance con il GDPR, oltre a quelle già seguite. L’attenzione al dato deve sempre rimanere centrale e sulla sicurezza di questo non deve essere fatto alcun risparmio.

La soluzione migliore quando si parla di protezione dei dati e di smart working allo stesso tempo, è quella della virtualizzazione delle applicazioni.

Grazie alla virtualizzazione, i dati sono già in cloud, protetti e ridondati quanto basta per essere compliant. Come detto prima non devono mancare soluzioni di sicurezza a tutti i livelli, in grado di completare la protezione e renderla più efficiente possibile.

Va detto comunque che la sicurezza al 100% non si avrà mai, in nessun caso, perché l’errore umano sarà sempre una minaccia presente, l’importante è ridurre al minimo questa possibilità, affiancando alle soluzioni tecnologiche, anche la formazione e la sensibilizzazione necessarie perché ciò si riduca al minimo.

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