Fondo per la crescita sostenibile, focus su start-up e Pmi

Il testo definitivo, che a breve sarà visionato in Conferenza Stato-Regioni, prevede tre settori di intervento: ricerca e sviluppo, industria e presenza sui mercati internazionali.

Parte con
una dotazione di 600 milioni di euro per l'anno in corso, cui dovrebbero
aggiungersi 200 milioni nei prossimi anni. E circa 1,2 miliardi dal Fondo
rotativo della Cassa depositi e prestiti
destinati solo ai finanziamenti
agevolati. Parliamo del nuovo Fondo
per la crescita sostenibile
, previsto dal dl 83/2012 (Decreto sviluppo) destinato
alla promozione di progetti di ricerca
e innovazione
, al rafforzamento
della struttura produttiva
e al rilancio
produttivo delle aree che versano in situazioni di crisi
e alla promozione delle imprese nei mercati esteri. Il testo
definitivo sarà a breve visionato in Conferenza
Stato-Regioni,
ultimo
passaggio prima della pubblicazione in Gazzetta.

Il Fondo per la crescita sostenibile
finanzierà quindi i progetti di ricerca e sviluppo nei settori Ict, nanotecnologie,
materiali avanzati, biotecnologie fabbricazione e trasformazioni avanzate e spazio.
La priorità sarà data ai progetti che
prevedono partnership tra aziende-organismi di ricerca e contratti di rete
.
Previsti poi investimenti produttivi e
riutilizzo di impianti produttivi
che portino occupazione aggiuntiva e salvaguardia
dei posti di lavoro
. Rilancio
di aree di crisi industriale e di aree ad alto tasso di deindustrializzazione
con
priorità alle Pmi, al mezzogiorno e ai progetti relativi a
fonti rinnovabili
.

Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, saranno finanziati sia progetti per l'attrazione di investimenti
esteri
che iniziative per rafforzare la presenza stabile delle imprese
italiane nei mercati internazionali. Sotto il nome di 'Progetti speciali per
lo sviluppo e la competitività
, il fondo potrà finanziare interventi integrati per il rafforzamento
della struttura produttiva
, per l’internazionalizzazione
e l’attrazione di finanziamenti dall’estero.

Nel caso di
progetti proposti da imprese di grandi dimensioni, il decreto prevede il
ricorso alla procedura negoziale; per quelli delle Pmi invece saranno emanati
dei bandi. Tra le
possibili modalità di aiuto, concedibili sia in regime de minimis che con obbligo
di notifica alla Commissione europea
tramite bandi o direttive del Mse,
rientrano i bonus fiscali, la partecipazione al capitale di rischio,
le garanzie, il finanziamento agevolato, contributi
in conto interesse
, in conto
capitale
, in conto impianti e contributi diretti alla spesa.

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