Flessibilità sul lavoro, fattore strategico di successo

Da studi commissionati da Ricoh emerge come nei prossimi 10-15 anni sarà più importante che mai garantire flessibilità sul posto di lavoro. La sfida sta nella gestione di una popolazione aziendale sempre più eterogenea per età e modalità lavorative.

Si sente spesso dire, infatti, che le persone sono la risorsa più importante per le aziende, ma fino a che punto un’impresa riesce a capire le preferenze e le necessità dei propri dipendenti? I dirigenti delle aziende europee potrebbero trovarsi di fronte ad una delle sfide più impegnative mai affrontate. Oltre a quelli consueti, quali la fidelizzazione dei clienti, l’individuazione di nuovi canali commerciali e la soddisfazione degli azionisti, molti manager devono superare nuovi ostacoli che potrebbero condizionare i risultati futuri. Oggi i dipendenti si aspettano che la propria impresa metta a loro disposizione tecnologie all’avanguardia, processi ottimizzati e nuove modalità di lavoro e chiedono che venga considerata la possibilità di orari d’ufficio più elastici. Queste richieste rendono sempre più pressante la necessità di adottare metodi di lavoro flessibili. La buona notizia è che i dirigenti aziendali di tutta Europa sono consapevoli di quanto sia importante accelerare il cambiamento e favorire la trasformazione digitale. La ricerca commissionata da Ricoh ha evidenziato un diffuso ottimismo: la maggior parte dei dirigenti (71%) ritiene di poter passare entro i prossimi cinque anni da una fase di transizione a uno stato di piena maturità digitale. Per raggiungere questo traguardo occorre dotarsi di sistemi e strumenti innovativi, in grado di permettere ai dipendenti di lavorare meglio.

In questo recente studio “Il futuro degli ambienti di lavoro”, sponsorizzato da Ricoh Europe e realizzato dall’Economist Intelligence Unit, alcuni professori universitari hanno spiegato perché nei prossimi 10-15 anni sarà più importante che mai garantire flessibilità ai lavoratori. Cary Cooper, docente di Psicologia del lavoro alla Lancaster University, ritiene che il fattore più condizionante nel futuro del lavoro sarà la necessità di gestire un numero continuamente variabile di dipendenti offrendo loro flessibilità. Cary Cooper prevede che le modalità lavorative saranno sempre più differenziate, dal part-time a periodi di tempo molto brevi, per rispondere alle esigenze della popolazione più anziana, che dovrà lavorare più a lungo, e delle nuove generazioni, che vogliono crearsi una famiglia.

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