Fiorello (non quello con Baldini)

Ovvero la figura del senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, le sue iniziative politiche, le prospettive e le possibile mosse tattiche

20 marzo 2003 Negli ultimi tempi il migliore referente politico per le tematiche relative all’Information technology, sembra essere diventato il senatore verde Fiorello Cortiana.
E’ sua nota di merito, senza dubbio, il fatto di volersi interessare a tempo quasi pieno dei problemi legati all’It e all’uso che se ne fa in Italia. Mirabili e memorabili le iniziative in tema di open source, compresa quella del disegno di legge per la sua diffusione nella Pubblica amministrazione. Da rimarcare la stamina, mutuata senza dubbio dalle battaglie politiche cui è da sempre avvezzo, con cui si è posto in qualità di antagonista nientemeno che al signor Gates, e non solo in occasione della sua calata romana di oltre un mese e mezzo fa.
La questione da porsi è: la contro-proposta di Cortiana esiste perché c’è una politica antagonista, o quest’ultima è fatta solamente dal senatore Verde? Il dettaglio non è di scarso profilo, in quanto il governo, tramite il Mit di Stanca avrebbe anche cooptato qualche tematica avanzata da Cortiana, che rischierebbe così di essere vittima di una sindrome da accerchiamento, letale, se fosse valida la prima ipotesi.
A Fiorello (ci permettiamo il confidenziale in quanto coevi che ricordano di averlo visto direttamente all’opera in “quegli anni formidabili”) non rimane altro, quindi, che spersonalizzare l’antagonismo It dalla sua persona. Magari cedendo il timone dell’antagonismo alla società civile, laica e tecnologica. Magari ad Alessandro Rubini dell’Associazione software libero, che potrebbe essere il Moretti di un movimentismo per il quale Cortiana potrebbe fungere da referente politico.
Eppure, per il momento, ciò non accade, anche in occasione di temi come il recepimento della direttiva sul diritto d’autore, per commentare la quale Cortiana ha diramato un comunicato che lamenta una miopia delle commissioni, che, citiamo, “non hanno colto il punto chiave della direttiva, cioè la grave lesione di diritti degli utenti”… e che sono portatrici di “un’idea ottocentesca del diritto d’autore”.
Non discutiamo dell’interpretazione data da Cortiana, che probabilmente ha ragione. Ci permettiamo di invitarlo a modernizzare la presenza della politica su un tema così moderno, trovando una forma nuova di influenza defilata.
Difficile.
Ma Fiorello può farcela.

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