Fare musica con iPhone, iPod touch e iPad: ecco gli accessori giusti

C’è una relazione intima che lega iOS e la musica, dimostrata ad esempio dallo spot dedicato all'iPad mini che vede come protagonista una coppia di tastiere virtuali di GarageBand, una sull’iPad e l’altra, appunto, sull’iPad mini. D’altronde, la storia dei dispositivi mobile Apple con la “i” piccola iniziò con iPod, e quindi con la musica. Ora, con iPhone, iPod touch e iPad, e con il sistema operativo iOS su cui si basano, la musica la si può anche fare in palmo di mano, oltre che ascoltare. E può essere anche molto divertente. Del resto, i dispositivi iOS possono diventare fenomenali strumenti creativi, in diversi ambiti. Su App Store, come per molti altri settori, sono disponibili tantissime App dedicate alla creazione musicale.

A partire, appunto, da GarageBand di Apple. Si stanno moltiplicando anche gli accessori hardware per iPhone, iPod touch e iPad, dedicati al mondo della musica.
Non c’è un particolare filo conduttore, se non il fatto che si tratta di accessori legati alla musica e ai dispositivi iOS. E che per un motivo o per un altro hanno stimolato la nostra curiosità. Faremo quindi la conoscenza di accessori di vario genere: microfoni, interfacce, controller e così via.

Nello spazio a disposizione per ciascun prodotto è ovviamente impossibile evidenziare tutte le caratteristiche tecniche e di compatibilità. Per le informazioni complete e aggiornate sulle specifiche, sui requisiti e sui dispositivi supportati invitiamo a consultare la documentazione tecnica. Per usare in maniera corretta si raccomanda, come sempre, di effettuare con precisione le connessioni, calibrare con attenzione i livelli di ingresso e uscita di dispositivi, applicazioni e sistemi di monitoraggio e amplificazione, e regolare in maniera opportuna il volume per evitare danni agli apparecchi e all’udito.

Apogee MiC
Apogee Electronics è un marchio noto a chi si occupa di musica con il Mac. La tradizionale integrazione con il Mac dei prodotti dell’azienda californiana si sta sempre più allargando alla piattaforma iOS, tant’è che ormai, dopo i più recenti annunci, diverse soluzioni desktop e portatili di Apogee sono dichiarate dal produttore come compatibili con iPad, qualcuna anche con iPhone.
MiC è un microfono a condensatore con figura polare a cardioide: può essere utilizzato anche con il Mac, ma in questa sede ci concentreremo nell’utilizzo con iPad. Il produttore ne indica la compatibilità con iPhone 4 e successivi e con iPad; con l’ausilio dell’adattatore da Lightning a 30 pin di Apple (ovviamente da acquistare a parte) è possibile estendere la compatibilità anche a iPod Touch (5a gen.), iPhone 5, iPad (4a gen.), iPad Mini; la versione di iOS richiesta è almeno la 4.3.

Il microfono è indicato come funzionante con GarageBand, ma Apogee, sul proprio sito, mantiene anche una lista aggiornata di altre App per iOS che sono state testate con MiC.
La confezione, oltre al microfono stesso, contiene un piccolo treppiede compatto da scrivania e due cavi, uno per il collegamento al Mac, l’altro con connettore dock a 30 pin per la connessione ai dispositivi iOS. Soprattutto quest’ultimo non è molto lungo: misura circa mezzo metro. Una QuickStart Guide cartacea assiste nello scoprire come si utilizza MiC e illustra anche alcune tecniche di registrazione di base, per la voce e per la chitarra acustica.

Il microfono, realizzato in metallo, offre la percezione di una buona qualità costruttiva e delle finiture, come di consueto per i prodotti Apogee. Il design compatto (il microfono è lungo circa 12 centimetri), che facilita la trasportabilità, è caratterizzato da una linea molto accattivante, tecnologica e allo stesso tempo leggermente (e piacevolmente) retrò. Il treppiede è piccolo e leggero: la sistemazione in cui la stabilità è maggiore ci sembra quella alla massima apertura delle gambe, dove la posizione del microfono potrebbe risultare un po’ bassa sulla superficie d’appoggio.
MiC dispone di una manopola gain per la regolazione del livello di ingresso e di un indicatore luminoso che segnala lo stato del microfono, cambiando colore: ad esempio, connessione, funzionamento con un’applicazione audio, livello dell’audio, saturazione dell’input. Sulla superficie inferiore del microfono c’è la presa a cui agganciare il cavo di connessione per l’iPad. Anche l’alimentazione avviene attraverso il bus, mediante la connessione alla porta dock, il microfono non prevede quindi l’uso di un alimentatore esterno o di batterie e non è inoltre provvisto di un interruttore di stand-by; il dispositivo iOS ovviamente non può essere ricaricato mentre il microfono è collegato.
Nel nostro caso, abbiamo collegato il MiC a un iPad di quarta generazione mediante l’adattatore da Lightning a 30 pin di Apple.
Per ascoltare il segnale che registriamo, la cuffia (o il sistema di monitoraggio) va collegata all’iPad. Come sempre quando manovriamo con segnali audio e sistemi di monitoraggio, è opportuno controllare bene i livelli e i percorsi di routing del segnale per evitare feedback, rientri e altri inconvenienti.
La registrazione con GarageBand, come tutte le operazioni con l’App musicale di Apple, è semplice e in pochi minuti, seguendo le istruzioni della guida rapida e dell’App, possiamo essere in grado di acquisire sull’iPad la nostra performance vocale. Questo microfono di Apogee non delega nulla al dispositivo iOS per ciò che concerne l’acquisizione del segnale audio: oltre alla capsula microfonica a condensatore, che il produttore definisce di “qualità da studio”, il MiC incorpora anche un preamplificatore microfonico e un convertitore analogico/digitale operante a 44,1/48 kHz e 24 bit. La connessione all’iPad (così come all’iPhone o al Mac) è dunque digitale e la conversione effettuata dal MiC si basa sul circuito sviluppato da Apogee e denominato PureDIGITAL. Per dimostrare la qualità di registrazione, Apogee propone diversi campioni audio sul proprio sito. Affascina la facilità e la rapidità con cui è possibile realizzare un piccolo studio di registrazione portatile, al limite del tascabile nel caso di utilizzo con iPhone. La manopola del livello, la spia luminosa multicolore e l’unica connessione da effettuare (con un adattatore, in caso si utilizzi un dispositivo iOS dotato di connettore Lightning) rendono il MiC semplice e immediato da utilizzare: non è richiesta alcuna configurazione, basta collegarlo e iniziare a cantare e suonare. L’Audio Recorder di GarageBand per iOS riconosce infatti subito il MiC, se collegato.
Abbinato a un iPhone o un iPad, ci consente di fissare in qualsiasi luogo o istante le nostre ispirazioni musicali sulla memoria flash del dispositivo iOS, in modo che la creatività possa trovare un’immediata forma espressiva senza essere ostacolata da complicate procedure tecniche. Il produttore descrive il MiC come progettato per la registrazione della voce e di strumenti acustici, ma ne indica le possibilità di utilizzo anche in altri campi, quali ad esempio la realizzazione di podcast, interviste o il voice over. Apogee propone anche degli accessori opzionali per il MiC: sono disponibili un case da trasporto, cavi da tre metri sia in versione per iPad o iPhone sia in versione per Mac, un adattatore da stand microfonico e un paio di kit che comprendono bundle di accessori.
Apogee MiC è distribuito da Sound Wave (www.soundwave.it)
e costa 206 euro.

iRing STOMP
iRig STOMP di IK Multimedia (www.ikmultimedia.com) è un’interfaccia per chitarra elettrica, per iPhone, iPod touch e iPad, dal costo di circa 45 euro. L’aspetto è quello di un tradizionale stompbox ma in realtà iRig STOMP è un’interfaccia per chitarra. Tra gli accessori in dotazione, troviamo una batteria da 9 volt per alimentare l’interfaccia e un cavo mini-jack da 1/8” da due metri, per collegare l’iRig STOMP all’iDevice (il cavo è specifico e solo questo va utilizzato per la connessione al dispositivo iOS). L’iRig STOMP si collega dunque alla presa cuffie del dispositivo iOS e non alla presa dock, e al dispositivo iOS si affida per la digitalizzazione e l’elaborazione dell’audio.

iRig STOMP, informa il produttore, si basa sull’interfaccia iRig, di cui abbiamo parlato su queste pagine; ovviamente il form factor e le funzioni sono diverse. L’involucro, come dicevamo, ha la forma tipica di un effetto a pedale: è realizzato in alluminio ed è compatto e leggero, ma allo stesso tempo offre una buona sensazione di robustezza.
Sulla superficie superiore trovano posto un potenziometro INPUT, per regolare il livello (“gain”) di ingresso, e un pulsante di by-pass, che agisce in maniera diversa a seconda che si utilizzino le cuffie o gli output.
Su di un lato, iRig STOMP dispone di due uscite jack di linea: le si può usare entrambe come uscita stereo, ad esempio per un mixer, oppure si può utilizzare solo quella dedicata al segnale mono, ad esempio per collegare l’interfaccia a un amplificatore per chitarra. Ovviamente, essendo l’iRig STOMP un’interfaccia il cui utilizzo è in associazione con una App di modellazione del suono, va posta qualche attenzione nel setup con un eventuale amplificatore. Ad esempio, se con un suono emulato in AmpliTube ci si collega a un canale distorto di un amplificatore, si rischia di ingenerare un eccesso di feedback. Inoltre, iRig STOMP prevede di essere utilizzato stand-alone, ma anche inserito all’interno di una pedaliera più “tradizionale” e articolata. È quindi raccomandabile regolare bene i livelli d’ingresso, i suoni emulati e i volumi d’uscita.
Sul lato opposto troviamo l’ingresso jack per la chitarra e una presa per un alimentatore esterno (non incluso in dotazione), nel caso lo si voglia utilizzare al posto della batteria. Sul pannello posteriore, oltre alla porta per collegare l’iRig STOMP al dispositivo iOS, troviamo anche un’uscita per le cuffie.

L’iRig STOMP è solo la prima parte di questa equazione chitarristica targata IK Multimedia: il grosso lo fa naturalmente il software, cioè l’App AmpliTube disponibile su App Store. Questa App consente di creare una catena –ovviamente virtuale – per chitarra, completa di tutto, amplificatore, cassa ed effetti. Ne esistono varie edizioni, sia per iPhone e iPod touch, sia per iPad, e può essere espansa mediante acquisti in-App sia di singoli apparecchi sia di bundle. La valutazione dei prezzi è certamente soggettiva; ci sembra che l’uso intenso del meccanismo degli acquisti in-App possa far andare un po’ fuori controllo la spesa complessiva, allo stesso tempo è comodo poter acquistare solo ciò che effettivamente ci interessa. È un peccato che tra versione per iPhone e quella per iPad gli acquisti debbano essere doppi.
Effettuati i collegamenti e lanciato AmpliTube, abbiamo regolato i livelli di input (bilanciando l’apposito controllo nei setting dell’App e la manopola dedicata sull’iRig STOMP) e quelli di output (con il relativo controllo nei setting dell’App, negli strumenti virtuali e con i controlli di volume del dispositivo iOS, oltre ovviamente che sul sistema di amplificazione). AmpliTube possiede anche altri controlli nelle impostazioni, quali ad esempio sul feedback e sulla latenza.
Dal punto di vista degli strumenti virtuali, AmpliTube consente di selezionare un ampli, una cassa e relativo microfono, e simultaneamente fino a quattro effetti in un rig di chitarra. È possibile inoltre richiamare dei preset impostati in fabbrica o definiti dall’utente. L’appassionato può esercitarsi su una base sia selezionando un brano importato ad esempio dalla libreria, sia seguendo i ritmi del nuovo Loop Drummer. C’è anche una funzione di registratore, che mediante acquisto in-App può diventare a otto tracce (anche il Loop Drummer può essere espanso mediante acquisti in-App con dei pack relativi a vari generi musicali).
La soluzione del collegamento alla presa cuffia minijack del dispositivo iOS aumenta la praticità e la compatibilità, ma potrebbe introdurre compromessi sulla qualità e sulla pulizia del suono, anche in termini di disturbi e rumorosità di fondo.

iStomp
Questo di DigiTech è uno stompbox programmabile per chitarra elettrica che acquisisce l’effetto da riprodurre da un apposito negozio digitale, con l’ausilio di un dispositivo iOS. In pratica iStomp è il componente hardware che va riempito con un effetto software acquistato dallo Stomp Shop e caricato nel pedale mediante l’App per iOS. Il download degli effetti avviene collegando l’iStomp al dispositivo iOS mediante il cavo proprietario con connettore dock a 30 pin fornito in dotazione e utilizzando l’App Stomp Shop di DigiTech disponibile su App Store. Le due sezioni principali dell’App Stomp Shop sono lo Shop e My Pedals, l’area degli effetti che abbiamo acquistato. Nello Shop possiamo sfogliare la lista degli effetti a pedale disponibili per l’acquisto. Nella scheda di un pedale possiamo leggere informazioni sul singolo effetto, ascoltare una clip audio che dimostra l’effetto selezionato e anche scaricare una versione demo sull’iStomp. Sfruttando l’opzione Try, infatti, il suono scelto viene caricato sull’iStomp dove saremo in grado di provarlo per cinque minuti, per capire se fa al caso nostro. Possiamo infine acquistare in via definitiva l’effetto scelto, mediante acquisto in-App, in modo che esso appaia tra i nostri pedali.

Nella sezione My Pedals troviamo i pedali da noi acquistati (o ricevuti con l’acquisto di iStomp). Anche qui, nella scheda di un pedale possiamo leggerne le informazioni, ascoltare una clip audio che lo vede protagonista, con la possibilità di attivare il bypass per confrontare il suono asciutto con quello filtrato, e, cosa più importante, caricare l’effetto sull’iStomp. Caricando l’effetto, in pratica esso viene installato sull’iStomp, che acquisisce suoni e funzioni dell’effetto installato.
Stanchi dell’effetto caricato? Basta ricollegare l’iStomp al dispositivo iOS, selezionare un altro tra i nostri effetti e caricarlo sull’iStomp: in meno di un minuto questo stompbox di DigiTech si trasforma nel nuovo effetto installato.
L’iStomp non è quindi altro che ciò che dice nel nome: un effetto a pedale. Rispetto a uno stompbox classico, tuttavia, offre la flessibilità di poter essere riconfigurato in maniera semplice e veloce, quando lo desideriamo, in uno qualsiasi dei numerosi effetti disponibili sullo Stomp Shop. L’iStomp arriva già con un set di effetti a nostra disposizione e un effetto ulteriore ci viene offerto a un prezzo speciale, alla prima connessione. I prezzi nello Shop variano, ma la maggior parte dei pedali resta al di sotto dei 10 euro. L’iStomp stesso costa 169 euro.

Dal punto di vista hardware, c’è poco da inventare sul tema “stompbox”, l’iStomp ha comunque linee abbastanza gradevoli. Come connessioni, dispone di due input e due output jack, per il supporto sia mono sia stereo in ingresso e in uscita (sempre in base anche alla compatibilità dei singoli effetti), e della porta di connessione al dispositivo iOS mediante il cavo fornito. L’alimentazione avviene mediante l’alimentatore esterno fornito in dotazione, non è previsto il funzionamento a batteria. Come controlli, ci sono il pulsante di bypass e quattro manopole per la regolazione dei parametri degli effetti. La grande flessibilità dell’iStomp può ingenerare, almeno all’inizio, un certo spiazzamento: proprio perché questo stompbox è come un vestito che va bene su tutto, le manopole non hanno una funzione propria prestabilita, ma la loro funzione dipende dall’effetto installato; inoltre, non necessariamente un effetto prevede quattro manopole e anche il pulsante di bypass può avere altre funzioni in alcuni effetti. Per alcuni, nella confezione sono fornite delle etichette che possono essere applicate nello spazio centrale dello stompbox, dove è stampato il logo, proprio per dare un feedback visivo di ciò che si sta utilizzando. Ce ne sono anche tre bianche, personalizzabili.
Le etichette sono adesive e removibili, e regalano anche un aspetto più attraente all’iStomp, ce ne sono solo nove in partenza, ma dal sito del produttore è possibile richiederne altre; possono essere utili, a nostro avviso, se sull’iStomp rimane installato per un certo tempo un determinato pedale, un po’ meno se continuiamo a cambiare. Anche l’indicatore led multicolore, oltre alle funzioni di monitoraggio che svolge, può essere personalizzato nel colore a seconda del pedale utilizzato, come ulteriore, seppur parziale, feedback visivo. Per ogni effetto, la scheda nell’App Stomp Shop mostra l’assegnazione dei controlli e delle connessioni.
L’elaborazione dell’audio avviene internamente all’iStomp, quindi, una volta caricato un effetto, non c’è bisogno di mantenere collegato il dispositivo iOS per suonare. Questa ci sembra una scelta comoda per l’utente, a cui il produttore associa vantaggi anche in termini di suono e latenza (poiché non c’è un processamento esterno).
Ci sembra una soluzione innovativa e versatile questa proposta da DigiTech, che prevede di smaterializzare e virtualizzare la propria catena d’effetti e di installare di volta in volta l’effetto che si desidera utilizzare all’interno di uno stompbox hardware, riconfigurabile in maniera semplice mediante un’App per iOS.
Certo, una volta configurato non è molto diverso da uno stompbox tradizionale, e se si desidera ampliare la catena d’effetti utilizzabili simultaneamente mentre si suona, rimanendo all’interno della stessa soluzione, si devono comprare più iStomp, ciascuno per processare un effetto, moltiplicando quindi anche i costi dell’hardware. Non in maniera lineare, comunque: DigiTech propone a 112,50 euro l’iStomp Single, che è una “espansione” per disporre di un secondo iStomp se se ne possiede già uno, e a 337 euro l’iStomp 3-Pack, ossia la confezione per chi vuole cominciare direttamente con un setup di 3 iStomp.
Ci sembra interessante la flessibilità di poter scegliere il proprio effetto preferito da una lista virtuale di un’App per iPhone, o di poter aggiornare in qualsiasi momento il proprio bagaglio di effetti, senza rinunciare alla specificità di un hardware dedicato. I prodotti DigiTech sono distribuiti in Italia da M. Casale Bauer (www.casalebauer.com).

Tascam iXZ
La Tascam iXZ è un’interfaccia audio per microfono e chitarra dedicata a iPhone, iPad e iPod touch. L’interfaccia è leggera e compatta: misura 106 x 40 x 45 mm e pesa meno di un etto (senza batterie). Dispone di un ingresso combo con presa XLR per il microfono e jack standard per la chitarra. Subito di fianco, un selettore di modalità (“MODE”) propone tre posizioni tra cui selezionare quella desiderata: OFF, chitarra (in caso di collegamento dello strumento al connettore jack mono da 6,3 mm) e microfono (in caso di collegamento del microfono alla presa XLR). Abbiamo notato che la commutazione tra le diverse modalità genera in cuffia delle scariche e dei rumori un po’ fastidiosi; inoltre, l’interfaccia sembra produrre una sorta di “microfonicità”: se nell’App musicale è attivato l’input, ogni movimento o tocco su di essa viene amplificato. La modalità microfono è associata univocamente alla presa XLR e quindi all’ingresso della Tascam iXZ non è possibile collegare microfoni con spinotto da 6,3 mm.

La Tascam iXZ è dotata di un pre microfonico con alimentazione phantom 48 V per l’utilizzo con microfoni a condensatore: un apposito interruttore consente di attivare o disattivare l’alimentazione phantom (occorre fare attenzione al tipo di microfono utilizzato prima di impostare tali selettori). A proposito di questo, per fornire l’alimentazione phantom sull’ingresso microfonico l’interfaccia usa due batterie di tipo AA (una coppia è fornita in dotazione). Nel caso di utilizzo con il jack da 6,3 mm per la chitarra, le batterie non sono utilizzate e quindi la loro presenza non è necessaria; tuttavia, in questa modalità non è disponibile nemmeno la regolazione del livello di ingresso (l’ultimo dei controlli del pannello frontale, INPUT), che ci siano o meno le batterie. Sarebbe stato comodo a nostro avviso poter disporre del regolatore del livello di input anche per l’ingresso jack della chitarra; ci è stato possibile invece regolare l’input solo sulla presa XLR del microfono, per la chitarra sarà necessario agire esclusivamente nell’App musicale.

Sul pannello superiore è presente una spia luminosa che si accende quando è selezionato il microfono come modalità di input e che si riduce di intensità quando le batterie si stanno scaricando. Sul retro troviamo il connettore mini-jack a quattro contatti per la connessione a iPad, iPhone e iPod touch; la connessione è dunque analogica e la conversione A/D è affidata ai convertitori interni del dispositivo iOS. Il mini-jack è integrato nel corpo dell’interfaccia e il cavo è lungo una ventina di centimetri. Sempre sul retro, c’è anche una presa cuffie, per monitorare l’uscita; tale presa cuffie non ha un proprio controllo del volume.
Sulla superficie inferiore troviamo lo sportellino per accedere al vano delle batterie. L’interfaccia poggia su quattro piedini in gomma. La costruzione del case in plastica privilegia la portabilità e la leggerezza.

La scelta della semplice connessione analogica (invece di una digitale via Dock) e quindi il fatto che la Tascam iXZ si affidi ai dispositivi iOS per la conversione dall’analogico al digitale – e non implementi convertitori A/D propri – allarga la compatibilità. Allo stesso tempo questa scelta comporta dei compromessi in termini di rumorosità e qualità audio.
La natura leggera e compatta dell’interfaccia può farla un po’ spostare sulla superficie d’appoggio una volta collegati cavi che magari potrebbero essere addirittura più pesanti dell’interfaccia stessa! Del resto, si tratta di un’interfaccia audio per microfono e chitarra più che portatile, praticamente tascabile, che pesa quanto (e a volte meno di) un iPhone o un iPod touch.
Una volta eseguite le opportune connessioni e regolazioni, basta lanciare GarageBand per iOS, o un’altra App che supporta l’uso di una tale interfaccia, per suonare e registrare in qualunque luogo e momento.
Tascam iXZ costa 49 euro + Iva ed è distribuita in Italia da Exhibo (www.exhibo.it).

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