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Zuckerberg: Facebook prepara una stretta contro le false notizie in rete

Alla fine la presa di posizione è arrivata da chi ha più voce in capitolo per farlo.
Dopo la lunga serie di accuse alla piattaforma, considerata uno dei principali veicoli di false notizie, Mark Zuckerberg nel fine settimana ha pubblicato un post nel quale si annunciano prossime azioni per bandire da Facebook bufale e informazioni ingannevoli.
E questo nonostante per anni la società si sia definita un’azienda tecnologica e non una realtà editoriale e soprattutto abbia rifiutato di essere considerata responsabile per i contenuti che gli utenti pubblicano sulla sua piattaforma.

Nonostante lo stesso Zuckerberg ritenga la percentuale di false notizie minoritario (l’1% nella sua stima), per il Ceo sembra arrivato il momento della presa d’atto.

Per Facebook un problema complesso non solo tecnicamente

Il problema è complesso sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista filosofico e c’è tanto lavoro da fare.
Alcune attività sono già in corso e prevedono il ricorso a sistemi di automazione per identificare informazioni che gli utenti definiscono fasulle ancor prima che vengano segnalate.
Contestualmente la società intende rendere più semplice la procedura di segnalazione, così come ha in piano l’avvio di collaborazioni con terze parti e giornalisti per le attività di fact checking.
Al vaglio anche l’ipotesi di creare delle etichette di avviso per quei contenuti per i quali si sono ricevute segnalazioni.
Un ulteriore sforzo, ma questo era già stato annunciato, dovrebbe essere indirizzato a penalizzare quelle realtà che guadagnano generando traffico sui siti che pubblicano per l’appunto notizie fasulle.

Le implicazioni politiche 

L’aspetto politico, tuttavia, c’è e Zuckerberg sostiene che molta attenzione deve essere posta a evitare di bollare come fasulli o non accurate notizie che appartengono invece allo scambio di opinioni.
“Noi crediamo nella possibilità di dare una voce alle persone […] lasciandole libere di condividere quello che desiderano quando possibile. Dobbiamo stare attenti a non scoraggiare la condivisione di opinioni. […] Non dobbiamo diventare arbitri della verità, ma affidarci alla community e a terze parti di fiducia”, ha scritto nella nota pubblicata sul suo profilo, con una conclusione chiara: “Prendiamo la questione molto seriamente”.

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