Deepfake, video AI e frodi digitali: la risposta di Exprivia e identifAI

I deepfake stanno rapidamente passando da fenomeno legato alla sperimentazione dell’intelligenza artificiale generativa a strumento operativo nelle frodi digitali, nelle impersonificazioni, negli attacchi di social engineering e nelle campagne di disinformazione. In questo scenario Exprivia e identifAI hanno avviato una collaborazione che combina competenze di cybersecurity e tecnologie per l’analisi dei contenuti sintetici, con l’obiettivo di aiutare aziende e istituzioni a verificare l’autenticità di immagini, video e audio.

L’accordo mette insieme le competenze specialistiche di Exprivia nella cybersecurity e la piattaforma proprietaria sviluppata da identifAI, progettata per individuare contenuti creati o manipolati attraverso modelli di intelligenza artificiale generativa. Le due aziende puntano così a costruire un sistema di verifica capace non soltanto di identificare eventuali manipolazioni, ma anche di integrare il controllo dell’autenticità delle informazioni nei processi di sicurezza delle organizzazioni.

I deepfake diventano un problema di cybersecurity

La crescita delle capacità dei modelli generativi rende progressivamente più difficile distinguere un contenuto autentico da uno sintetico. Video, immagini e registrazioni audio artificiali possono ormai essere utilizzati per simulare l’identità di dirigenti, dipendenti o rappresentanti istituzionali, rendendo più sofisticati gli attacchi basati sull’ingegneria sociale.
Il problema non riguarda quindi soltanto la disinformazione. Un contenuto sintetico può diventare parte integrante di una frode informatica, di una richiesta di pagamento fraudolenta o di un tentativo di sottrarre credenziali e informazioni riservate.
Secondo i dati citati da Exprivia, l’intelligenza artificiale è ormai utilizzata in quasi un incidente informatico su due rilevato dall’Osservatorio Cybersecurity dell’azienda. I dati di identifAI mostrano inoltre come i video generati attraverso AI rappresentino il 45,6% degli incidenti legati ai deepfake analizzati, mentre il 20,1% dei casi abbia finalità di frode.
Numeri che evidenziano come l’analisi dell’autenticità dei contenuti stia diventando una nuova componente dei sistemi di difesa informatica.

Una piattaforma per verificare immagini, video e audio

La tecnologia sviluppata da identifAI utilizza sistemi avanzati di intelligenza artificiale per analizzare immagini, video e contenuti audio e determinare la probabilità che siano stati creati o modificati attraverso modelli generativi.
La piattaforma nasce dal concetto di AI degenerativa, cioè dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale non per generare nuovi contenuti ma per individuare le caratteristiche lasciate dai processi generativi e distinguere, con un determinato livello di probabilità, materiali sintetici da quelli prodotti attraverso processi tradizionali.
L’integrazione con le competenze di Exprivia punta ad ampliare questo approccio, inserendo la verifica dei contenuti all’interno di strategie più ampie di cybersecurity. Il risultato è un modello di analisi pensato per consentire alle organizzazioni di verificare l’integrità delle informazioni digitali e individuare preventivamente eventuali manipolazioni.

Il paradigma Zero Trust applicato anche ai contenuti

La collaborazione porta il principio Zero Trust oltre i tradizionali ambiti della sicurezza di reti, identità e dispositivi. Secondo questa impostazione, anche l’autenticità di un documento, di un’immagine o di un contenuto audiovisivo non dovrebbe essere considerata automaticamente attendibile.

Domenico Raguseo
Domenico Raguseo

«Sebbene il numero di attacchi informatici osservati sul territorio nazionale in questi mesi del 2026 superi le migliaia ogni trimestre, non possiamo trascurare la necessità di una verifica continua delle informazioni disponibili in ogni momento della giornata», afferma Domenico Raguseo, Head of Cybersecurity di Exprivia.
Secondo Raguseo, la collaborazione con identifAI rappresenta un passaggio verso l’applicazione di un approccio Zero Trust anche all’autenticità dei contenuti digitali, considerata una componente sempre più critica della sicurezza aziendale.
Il modello Zero Trust parte infatti dal principio secondo cui nessuna identità, dispositivo o richiesta dovrebbe essere considerata automaticamente affidabile. L’evoluzione proposta dalle due aziende estende lo stesso concetto alle informazioni digitali: anche un video, un messaggio audio o un’immagine apparentemente plausibili devono poter essere sottoposti a verifica.

La fiducia digitale non può più essere data per scontata

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa sta rendendo questa verifica progressivamente più complessa. La qualità dei modelli permette infatti di produrre contenuti sempre più realistici e difficili da riconoscere attraverso la semplice osservazione.
«Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa ha aperto nuove straordinarie opportunità, ma ha introdotto anche una nuova sfida: distinguere ciò che è reale da ciò che è generato artificialmente», sottolinea Marco Ramilli, Founder e CEO di identifAI.
Per Ramilli, la fiducia digitale deve quindi diventare un elemento verificabile. La collaborazione con Exprivia punta ad affiancare la tecnologia di rilevamento sviluppata dalla startup alle competenze maturate dal gruppo ICT nei diversi settori industriali.

Dalla disinformazione alle frodi aziendali

La capacità di identificare contenuti generati artificialmente può avere applicazioni in numerosi contesti. Nel settore finanziario può contribuire alla verifica delle identità e delle comunicazioni utilizzate nelle operazioni sensibili; nella Pubblica Amministrazione può supportare il controllo dell’autenticità di documenti e contenuti digitali; nel mondo enterprise può essere utilizzata per analizzare comunicazioni sospette indirizzate ai dipendenti.
Un possibile scenario riguarda gli attacchi di social engineering basati sulla simulazione della voce o dell’immagine di dirigenti aziendali. L’utilizzo di contenuti sintetici può rendere più credibili richieste fraudolente che, in passato, venivano effettuate prevalentemente tramite email o messaggi di testo.
La verifica automatizzata dei contenuti può quindi diventare un ulteriore livello di controllo all’interno dei processi aziendali, soprattutto quando una comunicazione comporta operazioni finanziarie, accesso a dati sensibili o modifiche delle autorizzazioni.

Cybersecurity e autenticità digitale convergono

Exprivia porta nella collaborazione competenze sviluppate in diversi ambiti della trasformazione digitale e della sicurezza informatica. Il gruppo conta oltre 4.000 professionisti distribuiti in dieci Paesi e opera in settori come Banking, Finance & Insurance, Aerospace & Defence, Energy & Utilities, Healthcare, Pubblica Amministrazione, Manufacturing & Distribution e Telco & Media.
identifAI ha invece sviluppato una piattaforma specificamente dedicata alla verifica dei contenuti sintetici, con l’obiettivo di individuare immagini e video prodotti attraverso sistemi di intelligenza artificiale generativa e fornire strumenti per determinarne l’origine.
La collaborazione tra le due realtà riflette una trasformazione più ampia del mercato della cybersecurity: accanto alla protezione di infrastrutture, identità e dati, le organizzazioni devono progressivamente affrontare anche il problema dell’autenticità delle informazioni che circolano nei sistemi digitali.
Con la diffusione degli strumenti generativi, la capacità di stabilire se un contenuto sia autentico, manipolato o completamente artificiale è destinata così a diventare parte integrante dei processi di sicurezza e gestione del rischio delle organizzazioni.

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