Expo 2015 – Per Cisco un successo oltre il business case

La Digital Smart City di Expo
Fabio Florio - Cisco
Fabio Florio - Cisco

Lo avevamo incontrato verso la fine di giugno, a meno di due mesi dall’apertura ufficiale della manifestazione e in quella occasione Fabio Florio, Business Development Manager ed Expo 2015 Leader di Cisco Italia, aveva entusiasticamente definito Expo 2015 un “living lab”.
Oggi, a bocce ferme, l’entusiasmo non si è spento.
E’ stato incredibile vedere quanta gente si è riversata sullo spazio di Expo. Dall’inizio del mese di agosto credo sia stato un vero e proprio assalto. E per noi questo ha significato un maggiore utilizzo di servizi e reti”.

Florio parla di picchi tra i 3 e i 3,5 terabyte di traffico, una punta di 116.706 utenti unici in una giornata, il 25 ottobre scorso, cui è stata garantita la banda da 5 mega in download e in upload, di una crescita dell’utilizzo del wifi sia da parte dei visitatori, sia dagli operatori dei diversi padiglioni.
Il punto è che non abbiamo registrato alcuna criticità ed è questo che ci rende molto soddisfatti, perché significa che avevamo fatto un buon planning & design sin dall’inizio”.

Per Cisco l’operatività dell’infrastruttura era da intendersi 24 ore su 24, perché di notte l’infrastruttura era al servizio dei diversi padiglioni per scaricare i dati della giornata appena trascorsa e per caricare eventualmente nuovi contenuti o informazioni.
Naturalmente, si registrava una impennata del traffico nelle ore serali, quando, con lo spettacolo dell’Albero della Vita, si raggiungevano picchi di traffico soprattutto in upload.

Ma in generale - prosegue Florio - abbiamo misurato livelli importanti di traffico di condivisione, indirizzato soprattutto ai social network. Avevamo predisposto la rete per reggere il traffico video e abbiamo avuto ragione in questa scelta”.
Non bisogna dimenticare che, dopo la chiusura degli spettacoli del Cirque du Soleil, i concerti che avevano luogo nell’open air Theatre di Expo venivano trasmessi sugli ewall lungo il decumano: “Siccome la rete che abbiamo realizzato è a zero latenza, non c’era ritardo di trasmissione né in audio né in video”.

Grandi numeri
I numeri definitivi della partecipazione di Cisco a Expo 2015 li ha resi noti la società con una nota odierna: una infrastruttura basata su 360 km di fibra ottica posata da Telecom, oltre 2.700 punti di accesso alla rete Wi-Fi, due data center  “nascosti” sotto le aree servizi ai lati del Decumano, il tutto protetto con soluzioni di sicurezza digitale di nuova generazione.
Una media di 60.000 connessioni al giorno e una media circa 2 terabyte di dati al gorno. Ciascun visitatore, è sempre una valutazione media produce circa 40,6 mega di dati, con una durata di connessione di 42 minuti: ma c’è anche un 14,3 per cento dei visitatori che “vanta” tempi di accesso tra 1 e 5 ore.

L'Infrastruttura Cisco a Expo 2015
L'Infrastruttura Cisco a Expo 2015

Ma cosa resta, oggi che il sipario si è abbassato?
Florio, ricordando che Cisco ha portato a vedere le sue soluzioni 400 dei suoi clienti, ha le idee chiare: “In primo luogo abbiamo garantito una esperienza replicabile non solo in termini infrastrutturali, ma anche per quanto riguarda la gestione della complessità. È un patrimonio che ci servirà per affrontare le prossime sfide di Expo International e delle Olimpiadi di cui siamo partner”.
Ci sono dei risvolti anche dal punto di vista degli economics.
Per Expo 2015 abbiamo investito 40 milioni di euro e per ottenere l’approvazione al progetto abbiamo dovuto presentare un business case solido e credibile”.
Il primo ritorno commerciale è che Cisco ha venduto le sue soluzioni ai Paesi partecipanti: circa l’80% ha scelto le sue soluzioni anche per l’integrazione nella smart city di Expo.

Poi ci sono i ritorni in termini di branding e visibilità, verso diversi soggetti. Si va dagli enti che lavorano con Expo, ai contatti di tipo relazionale con ministeri e Governo, agli altri partner di Expo come Telecom, Fiat e Finmeccanica. Ma ci sono stati anche ritorni di immagine verso i nostri clienti, che in qualche caso hanno accelerato processi di acquisto in corso. Sono poi stati velocizzati anche altri progetti che interessano più direttamente la città di Milano. In ogni caso, il bilancio conclusivo è ben al di sopra del business case stimato”.

Ciò che è pesato più del previsto sono state le risorse, perché il successo della manifestazione ha convinto Cisco ad aumentare, anche in termini qualitativi, i momenti dedicati all’ospitalità di clienti e partner.
Penso che si sia trattato di un 10 per cento di risorse in più del previsto. In totale sono state coinvolte 150 risorse tra personale Cisco e quello dei nostri partner, in particolare Italtel”.

Oggi, a rigor di contratto, Cisco dovrebbe smantellare tutta la sua infrastruttura, fatto salvo il prosieguo dell’operatività per le prossime settimane, per garantire la connettività ai Paesi ospiti che seguono la chiusura dei loro padiglioni.
In realtà – spiega Florio – nel contratto è prevista anche una ipotesi di riscatto per parte delle infrastrutture. Opzione che potrebbe essere esercitata per quelle strutture che resteranno operative, come Palazzo Italia, l’Open Air Theatre, Cascina Triulza e le 14 aree service, importantissime perché è proprio sotto quelle strutture che oggi sono ospitati i data center”.

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