Exclusive Networks continua la caccia ai brand innovativi

Luca Marinelli, Ceo e General Manager di Exclusive Networks

Exclusive Networks diventa un unico brand di riferimento per il gruppo e sarà utilizzato per tutti i servizi che fornisce il distributore (formazione, servizi professionali e finanziari). Un unico brand focus su due temi cardini cari al distributore a valore aggiunto quali la cybersecurity e la cloud transformation.

Luca Marinelli, che dal 1 luglio 2019 ha preso il posto di Gian Silvio Galvani nel ruolo di ceo e general manager di Exclusive Networks per l’Italia, Grecia, Malta e Cipro, spiega le evoluzioni della società che parte da una certezza.

Cos'è la disruptive distribution

La missione aziendale, infatti, è portare innovazione sul mercato, con un concetto di disruptive distribution che si basa su tre pilastri: focus sui grandi temi tecnologici, doppia vista di mercato consolidata che guarda sia su brand consolidati sia su brand innovativi e, terzo, l’esclusività della distribuzione.

«Siamo alla costante ricerca di nuove aziende da inserire nel portafoglio dell’offerta per creare innovazioni, nuove opportunità per gli utenti e i clienti finali e per indirizzare nuove entrate», spiega Marinelli.

Luca Marinelli, Ceo e General Manager di Exclusive Networks

Exclusive Networks ha sempre in mente la formazione che ha come obiettivo quello di colmare il valore della cybersecurity e del cloud.

«Abbiamo una capacità di formare oltre 500 persone all'anno grazie sia alle facility sia al team tecnico di cui disponiamo. Siamo una azienda vista dai vendor innovativi come piattaforma di lancio sul mercato», dice Marinelli, il quale prosegue sottolineando che quando un vendor vuole sbarcare sul territorio trova nella piattaforma Exclusive Networks tutto quello che serve per sviluppare attività di vendita, marketing, tecnologie.

Marinelli mette in evidenza che nel primo semestre 2019 sono entrati in portafoglio nuovi vendor: Nozomi Networks, società fondata da italiani con sedi in Svizzera e in California (Silicon Valley) che si occupa di cybersecurity industriale; Cyberbit, azienda israeliana che offre soluzioni per la protezione degli endpoint, per l'operational technology oltre a Range, che è piattaforma di allenamento e training agli attacchi cyber e poi Greenbone che si occupa di vulnerability assesment, segmento sul quale la società aveva un tassello scoperto.

«Da qui a fine anno – spiega - arriveranno nuovi brand che vorremmo inserire in portafoglio e ne parleremo. Tutto questo grazie al modello di scouting chiamato vendor selector It».

Novità sul fronte commerciale

Exclusive Networks introdurrà soluzioni più complesse con brand di taglio enterprise sui clienti più piccoli. Inoltre, da inizio 2019 «abbiamo costituito una organizzazione dedicata ai grandi system integrator, come per esempio Ibm, al fine di portare sul loro tavolo le nostre soluzioni che non conoscono, infine – spiega Marinelli – abbiamo introdotto un programma Top partner per le aziende che hanno con noi grandi business».

Tecnologia

Exclusive Networks sviluppa il business e le skill dei clienti su sette temi tecnologici: cloud migration; security & cyberintelligence; IoT; SOAR; governance, security & privacy; SCADA; mobility.

«Su questi sette temi facciamo confluire le attività di sviluppo», spiega Marinelli.
Un’iniziativa italiana lanciata lo scorso anno, il Power Lab, mosta a clienti e utenti finali tecnologie soluzioni di impiego attraverso una infrastruttura fisica e virtuale.

«Abbiamo predeterminato più di 70 configurazioni e integrazioni con 19 tecnologie: eravamo partiti solo con la cybersecurity e abbiamo inserito il cloud. Il nostro intento – spiega – è dimostrare che le tecnologie funzionano spiegando dove sia partita l’idea», sottolinea Marinelli.

Servizi

Posto che Exclusive Networks è authorized training center per diversi marchi, Marinelli spiega che la formazione e i servizi professionali non sono in sovrapposizione con quelli dei loro partner.

«I nostri servizi sono usati su tecnologie nuove su cui i partner hanno skill e lavoriamo con i tecnici del partner mostrando al mercato solo il ‘cappello’ del partner», chiude Marinelli.

 

 

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