Entro quest’anno la versione di Firefox per Android

Seconda parte dell’intervista a Tristan Nitot, alla guida di Mozilla Europe. Gli sviluppi in corso, le strategie sul mobile e le prospettive di Thunderbird.

Seconda parte dell’intervista a Tristan Nitot, presidente e fondatore di Mozilla Europe. Dopo le analisi tecniche e di mercato, questa volta si parla di privacy e degli sviluppi futuri, anche in area mobile.


Vorremmo avere qualche aggiornamento sul cosiddetto “cascading style sheets history attack”. Un sito come “WhatTheInternetKnowsAboutYou” mostra come, impiegando semplice codice JavaScript, sia possibile stabilire se l’utente collegato abbia o meno visitato un insieme di pagine web. Mozilla avrebbe dichiarato di essere al lavoro per individuare una possibile soluzione. Come pensa Mozilla di trattare la problematica?


Per molti anni è stato possibile, per un sito web “maligno”, di verificare se l’utente avesse o meno visitato una specifica pagina Internet utilizzando proprio i CSS (Cascading Style Sheets).
Come sapete, i link facenti riferimento ai siti web già visitati vengono visualizzati con una colorazione differente (blu per i link già visitati, violetto per quelli non ancora consultati).
Se un sito web malevolo desidera stabilire, ad esempio, se l’utente abbia o meno visitato google.com, tutto ciò che deve fare è inserire nella pagina un link verso il motore di ricerca di Google e verificare, mediante l’utilizzo di JavaScript e dei CSS (ricorrendo alla proprietà “:visited“), se il link è stato prodotto con il colore blu o viola.
Maggiori dettagli sul problema sono reperibili in questo articolo ed in questa pagina (IlSoftware.it ha più volte affrontato la tematica in questi articoli, n.d.r.).

In breve, noi abbiamo previsto di modificare il comportamento di Firefox in modo tale che “menta” ogniqualvolta una pagina web richieda se un link sia stato o meno visitato. Grazie a questo approccio, la privacy dell’utente sarà così protetta.




Agli inizi di aprile, Microsoft è andata all’attacco di Google Chrome affermando che il browser di Mountain View non rispetterebbe la privacy degli utenti. Microsoft, con le parole di Pete LePage, puntò il dito sulla barra degli indirizzi di Chrome che non funge solo da casella per la digitazione degli URL ma anche da punto di partenza per le ricerche sul web. Su Internet Explorer una simile funzionalità (“Suggested pages”) non è attivata di default.
Qual è la posizione di Mozilla rispetto alla questione? Firefox si limiterà sempre a segnalare siti web attingendo a cronologia e segnalibri oppure si interfaccerà con i motori di ricerca?


Mozilla è estremamente attenta quando si parla di privacy. Incoraggio i lettori a leggere la nostra “Privacy Policyin questa pagina. Riassumendo, alla base del nostro modello di business non c’è la monetizzazione dei dati raccolti sui sistemi client degli utenti: questo asserto è confermato dalla tecnologia che produciamo. Ad esempio, Mozilla mette a disposizione un servizio che consente di memorizzare sui server dell’azienda i dati relativi alla cronologia ed all’elenco dei siti web preferiti (“bookmark”) degli utenti. Il nome di questo servizio è “Firefox Sync“. Sync è molto diverso dai servizi concorrenti per due motivi:
– I dati degli utenti vengono crittografati localmente (sulla macchina client) in modo tale che Mozilla non possa mai avere visibilità alcuna su tali informazioni cifrate. Ne consegue che la nostra azienda non condivide tali dati con altri soggetti.
– Il codice alla base del funzionamento del servizio Sync è opensource, così come qualunque altro software da noi sviluppato. In questo modo, il servizio può essere installato dagli utenti sui propri server, localmente, siano essi sistemi di un’azienda, di una scuola o di una qualunque altra organizzazione.


Flash, HTML5, codec video e standard aperti



Un tema ultimamente molto scottante è la decisione, da parte di Apple, di non supportare la tecnologia Adobe Flash all’interno dei propri dispositivi mobili (ad esempio iPhone ed iPad). Può chiarirci la posizione di Mozilla rispetto a questa vicenda?


Solo il tempo potrà fornire delle risposte. Mozilla è certamente dalla parte degli “standard aperti” ma è altrettanto vero che moltissimi siti web poggiano su Flash (non sempre per delle buone ragioni, comunque). Il fatto che la nostra società abbia portato a 400 milioni di persone, grazie al supporto di HTML5 a parteire dalla versione 3.5 di Firefox, circa un anno fa, la possibilità di riprodurre video sul web in modo nativo è sicuramente qualcosa di significativo. Si avrà meno bisogno di Flash i cui principali campi di applicazione sono la distribuzione di contenuti video e l’advertising. Ritengo che ci vorrà comunque del tempo perché Flash venga sostituito dagli standard aperti per il web.


Ritiene che il progetto WebM, lanciato da Google, che tra l’altro poggia sull’impiego del codec royalty-free VP8, possa “mettere tutti d’accordo”? Ben conoscendo la posizione di Mozilla nei confronti di H.264, quali codec video supporterà Firefox ed a partire da quale versione?


Di sicuro confidiamo che WebM possa essere accettato dal mercato e da parte dell’utenza.
Per quello che ci riguarda, noi già integriamo il codec Ogg Theora sin dallo scorso anno (versione 3.1 beta di Firefox del mese di marzo 2009) e le versioni “pre-alpha” di Firefox 4 già includono WebM e Theora. Gli interessati possono trovare maggiori informazioni sull’argomento in questa pagina.


Recentemente è arrivata la notizia della decisione, da parte di Microsoft, di affiancare Mozilla ed Opera sostenendo il formato WOFF presso il W3C. Ci può parlare dell’iniziativa e di quali benefici porterà per gli utenti?


WOFF è l’acronimo di “Web Open Font Format“. Il suo obiettivo consiste nel permettere agli autori di pagine web di produrre migliori contenuti utilizzando le fonti di carattere. La bellezza di WOFF è che si tratta di un formato compresso (il download delle informazioni, quindi, è più veloce) ed è direttamente supportato dai designer di fonts.
Supportando questo standard, miriamo a consentire agli sviluppatori di produrre contenuti esteticamente più piacevoli (abbiamo pubblicato alcuni dettagli in questa pagina; altre informazioni sono disponibili in questo articolo su IlSoftware.it, n.d.r.).


Le finestre di Mozilla sul mondo “mobile”



Parliamo di dispositivi mobili. Firefox Mobile, conosciuto anche con il nome in codice di “Fennec” ha recentemente abbandonato il supporto di Windows Mobile. Potrebbe confermarci i motivi che hanno portato Mozilla alla decisione e qual è il futuro del vostro browser per telefonini e smartphone? Al momento l’unica piattaforma supportata ci risulta essere Maemo. A quando una versione per Android? Su quali aspetti si concentrerà Mozilla e quali innovazioni apporterà rispetto ad Opera Mini (sbarcato recentemente anche su piattaforma Apple)?


Windows Phone 7 è una piattaforma interessante ed ha il potenziale per far bene sul mercato. Sfortunatamente, però, Microsoft ha deciso di impedire lo sviluppo di applicazioni “native”. In forza di ciò non siamo al momento in grado di fornire una versione di Firefox per Windows Phone 7.
Posto il fatto che Microsoft sta puntando, per il suo futuro in campo “mobile”, su Windows Mobile 7 (e non sulla versione 6.5) e dal momento che non sappiamo se Microsoft rilascerà un kit di sviluppo per applicazioni “native”, siamo stati costretti a sospendere lo sviluppo del nostro browser per Windows Mobile.

Stiamo invece facendo grandi passi in avanti per quanto riguarda il supporto di Android. Il nostro obiettivo è rilasciare una versione di Firefox per tale piattaforma più avanti, nel corso di quest’anno. Al momento ci troviamo agli inizi della fase di sviluppo (pre-alpha).
Il nostro intento è quello di fare in modo che le versioni di Firefox Mobile per le varie piattaforme abbiano in comune un consistente insieme di funzionalità pur non tralasciando le specificità di ciascun sistema operativo e le caratteristiche uniche che ciascuno di essi può offrire.


Mozilla non è attiva solo sullo sviluppo di Firefox ma sta anche lavorando sul miglioramento del client di posta elettronica Thunderbird. Su quali funzionalità “inedite” sta lavorando il vostro team di sviluppo? A quale segmento di utenza vuole rivolgersi Thunderbird: solamente consumer od anche business?
Quali funzionalità pensa vengano aggiunte per favorire l’adozione di Thunderbird da parte di professionisti ed aziende? Saranno introdotte nuove caratteristiche volte a facilitare la sincronizzazione degli archivi di posta e l’interazione, ad esempio, con server Exchange?


Thunderbird è una soluzione per la gestione della posta elettronica che si rivolge a tutti i possibili segmenti di utenza: per coloro che ne fanno un impiego “casalingo”, per i professionisti e le piccole imprese, per gli impiegati presso società di grandi dimensioni.

Gli aspetti “funzionali” come la nuova funzionalità di ricerca e la “navigazione a schede” tra i vari messaggi di posta elettronica ben si coniugano con le esigenze degli utenti di poter confidare su un prodotto valido e sicuro, sia per le comunicazioni personali che per quelle relative al proprio business.

Thunderbird è già ampiamente utilizzato presso aziende, università ed agenzie governative che apprezzano la filosofia opensource seguita dal nostro client di posta, l’aderenza agli standard, il supporto di molti linguaggi e di molteplici sistemi operativi.


Verranno introdotte funzionalità PIM (i.e. Lightning) in Thunderbird?


Ligthning è già disponibile sotto forma di add-on per Thunderbird. Anche nel caso di Thunderbird, rendiamo il programma più flessibile grazie al supporto per gli add-on ed all’abilità del client di posta di visualizzare contenuti web. In questo modo gli utenti possono scegliere la loro soluzione PIM preferita.


Thunderbird non ha goduto del medesimo successo che ha contraddistinto Firefox sin dalle sue primissime versioni. Con quali strumenti Thunderbird mira ad affermarsi in un mondo che sembra guardare sempre più al cloud ed al tutto fruibile sul web. Si pensi, ad esempio, all’elevatissima integrazione (Gmail compreso) dei servizi online di Google.


Thunderbird usa le medesima piattaforma tecnica impiegata da Firefox: in questo modo possiamo trarre vantaggio delle stesse tecnologie che sono supportate da parte del nostro browser. Un buon esempio è “Personas“: il gestore dei temi è stato convertito in un add-on per Thunderbird ed è fruibile anche dal client di posta come avviene nel caso di Firefox.
Siamo anche al lavoro su un add-on che trae ispirazione dal progetto “Weave” e che permetterà agli utenti di Thunderbird di sincronizzare le proprie preferenze “in-the-cloud“.
Relativamente al supporto di “Weave” in Thunderbird forniremo maggiori dettagli non appena l’add-on sarà pronto.


Qualche anticipazione sulle prossime iniziative di Mozilla?


Certamente. Firefox 4 è il progetto che ci impegna maggiormente e sul quale stiamo riponendo gran parte dei nostri sforzi. Altre iniziative, comunque, “bollono in pentola”.
Per quanto riguarda i servizi, è importante “Firefox Sync” (conosciuto anche con il nome di “Weave“) che, tra l’altro, si propone come un’innovazione nel rispetto della privacy degli utenti (ne abbiamo parlato in precedenza).


I Mozilla Labs hanno poi in cantiene dei progetti piuttosto stimolanti: cito, ad esempio, JetPack. Si tratta di una soluzione che permetterà agli sviluppatori web di divenire sviluppatori di estensioni: in questo modo essi saranno più coinvolti ed apporteranno più innovazione nell'”ecosistema” degli add-on.

Parlando di qualcosa meno spiccatamente “technology-oriented“, ma sicuramente per noi importante, ricordo il progetto Drumbeat. Un’iniziativa con la quale ci proponiamo di rivolgerci ad una più ampia platea. Obiettivo: mantenere il web aperto.

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