Eito 2002: imprese e istituzioni si aprono all’e-business

Dopo l’euforia e il crollo della new economy, il mercato Ict sta adottando applicazioni quali Crm e Scm per ridurre i costi e rafforzare la produttività. In aumento l’adozione di soluzioni Internet-based e di programmi di e-government

Quella che tratteggia l’edizione 2002 del rapporto Eito  (European
Information Tchnology Observatory) è un’Italia che pur movendosi in modo un po’
difficoltoso si mantiene in salute. Dati alla mano, nel nostro Paese
il mercato It ha mostrato lo scorso anno un andamento migliore rispetto alla
media europea (+6,3%). In particolare, il settore dell’informatica ha fatto
registrare una crescita del +7,8%, ovvero praticamente il doppio della media dei
paesi continentali (+4%). E questo trend positivo dovrebbe mantenersi pure nel
biennio 2002-2203.


Anche per quanto concerne la domanda di hardware l’Italia ha mostrato una
sensibile crescita: +3,4% nel 2001 e +1,5% nel primo trimestre 2002 contro una
media europea in calo. I servizi di comunicazione hanno presentato invece una
crescita in linea con la media del continente, mentre la domanda di software e
servizi It è cresciuta del 10%. E un incremento percentuale a due cifre è
previsto persista anche nel 2002-2003.


La penetrazione di Internet nel 2001 ha raggiunto il 30% della popolazione
con 17,5 milioni di web user, ovvero di persone che hanno avuto accesso alla
Rete almeno una volta negli ultimi tre mesi. In questo senso, le previsioni al
2005 indicano una penetrazione della Rete del 59% a fronte di 34 milioni di web
user.


Un aspetto del segmento Ict di cui si sente sempre più spesso parlare è l’e-government: in Europa, e
in Italia in particolare, si sta lavorando in modo intenso per trarre i
maggiori benefici dall’impatto che può avere nei confronti delle imprese. Il
G2B (government-to-business) rappresenta una delle principali aree in cui può
essere suddiviso l’e-government: lo scorso anno ha costituito il 20% delle operazioni
on line delle Pa europee. Sono seguiti il G2G (government-to-government) e il
G2C (government-to-citizen), ovvero le applicazioni della Pubblica
Amministrazione in aree che si rivolgono al privato cittadino. Per l’Italia la
quota di G2B è stata del 18%, del G2C del 37% e G2G del 23%. Da notare che se la
spesa Ict degli enti pubblici in Europa è stata pari allo 0,61% del Pil, nel
nostro Paese è corrisposta allo 0,38% del prodotto interno lordo. L’Ict nella Pa
in Europa ha rappresentato lo 0,30% del Pil, mentre in Italia si è fermato allo
0,21%.


I principali servizi pubblici forniti in rete nei paesi europei nel settore
G2B sono stati il fisco on line (44%), l’e-procurement (13%), i contributi
previdenziali (13%) e le informazioni (13%). A questi sono seguiti le
registrazioni di nuove aziende, i settori come l’ecologia e le dichiarazioni
doganali.
Secondo il rapporto Eito, per le imprese nel 2001
i principali fattori trainanti nei servizi di e-government sono risultati essere la
riduzione dei costi (55%), la velocità delle transazioni (25%) il ruolo del
governo (15%) e la facilità di accesso (5%). Per contro, i fattori critici hanno
riguardato i problemi legati alla sicurezza (38%), la ritardata attuazione della
firma digitale (11%) i problemi di rete (11%) e la limitatezza di servizi
(7%).

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