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ecommerce, Postalmarket torna in digitale per vendere il Made in Italy

Antesignano di Amazon, propugnatore di un concetto di customer experience ante litteram, Postalmarket non è mai uscito dall’immaginario collettivo italiano e si ripropone in versione ecommerce.

Il marchio e i brevetti oggi sono di proprietà della Postalmarket Srl dell’imprenditore friulano Stefano Bortolussi e fine maggio la tech company veneta Storeden ha investito in Postalmarket.

Francesco D’Avella, ceo di Storeden in una nota afferma di voler creare il più grande portale del Made in Italy.

In Postalmarket, dice D’Avella, “si potranno trovare brand affermati ed emergenti, l’importante è che i prodotti siano rigorosamente Made in Italy. La stessa selezione di prodotti la si potrà comprare in Italia, ma in un futuro anche dall’estero“, da vari paesi europei, americani e asiatici.

Chi è Storeden

Piattaforma di ecommerce nata a Villorba, Treviso, consente di realizzare un ecommerce personalizzato in cloud, sincronizzato con i marketplace di Amazon,  Ebay, Facebook e Instagram. Ha una rete di oltre 190 agenzie web. Le stime di traffico danno oltre 1,5 milioni di visite mensili al sistema. Secondo Casaleggio Associati i negozi virtuali di Storeden hanno una market share del 4% in Italia.

Postalmarket nacque nel 1959 per mano di Anna Bonomi Bolchini, con diecimila copie del catalogo diffuse in edicola e oggetti in vendita in modalità soddisfatti o rimborsati. Nel 1976 Postalmarket si trasferì in una sede di 37 mila metri quadri a San Bovio di Peschiera Borromeo, Milano. Il numero di lavoratori arrivò a 1.600 e nel 1987 Postalmarket fatturava 385 miliardi di lire, con un milione e 250 mila di spedizioni l’anno e picchi di 45 mila al giorno.

 

 

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