Dura fare il Cio pioniere

Il Cio del Massachusetts paga l’essere precursore. Specie se i “nostri” dell’appena nata Odf arrivano in ritardo.

Probabilmente se alla fine dello scorso anno fosse già esistita la OpenDocument Format Alliance (Odf), le cose per Peter Quinn sarebbero potute andare diversamente, e oggi potrebbe essere ancora il Cio dello stato del Massachusetts. Invece da gennaio non lo è più. E sono in molti negli Usa a collegare il suo distacco dalla carica (a gennaio) con la scelta di indirizzare tutti gli enti pubblici dello stato a migrare verso OpenDocument, per giunta entro un termine.

Secondo i piani di Quinn, infatti, gli enti locali del Massachusetts avrebbero dovuto sostituire i riferimenti delle attuali strutture di gestione documentale (prevalentemente basate su Office) con il formato Xml aperto, OpenDocument appunto, sviluppato dall’Oasis.
Quinn si è dimesso a cavallo dell’anno, in seguito a pressioni e ingerenze sul suo operato, che ha ritenuto non più sopportabili.

Cosa avrebbe potuto fare la Odf per Quinn (insensibilmente e ingiustamente costretto ad allontarsi da una grande missione, secondo il chief open source officer di Sun, Simon Phipps)? Direttamente nulla, ma in maniera indotta molto.

Una Odf funzionante a regime, per esempio, avrebbe potuto svolgere quell’attività che negli Usa chiamano lobby e che consiste nella diffusione verso i centri decisionali di un’idea con il sostegno dei fatti: white paper, storie di successo, analisi e ricerche.

Questo, infatti, dovrà fare la Odf, che si è appena costituita. Comprende più di una trentina di soggetti, provenienti da un contesto “misto”: aziendale (Ibm, Oracle, Sun, Corel, Emc, Novell, Red Hat, tra gli altri) e pubblico (con enti, per ora, americani, francesi, indiani, giapponesi, inglesi).

Scopo dell’Odf è quello di qualsiasi organizzazione simile: evangelizzare, creare consapevolezza e consenso attorno una tematica o un elemento. Nella fattispecie, oggetto delle sue cure è il formato di file che, partendo da Xml, dovrebbe garantire la compatibilità orizzontale di testi, fogli elettronici e altri documenti che si creano con le cosiddette suite di produttività, genere di soluzione informatica ben raffigurata dalla parola Office.

L’essere precursore è costato il posto a Quinn, dunque. Il suo successore nel centro operativo It del Massachusetts (la terra del Mit, lo ricordiamo), Louis Gutierrez, peraltro si è impegnato a proseguire nella missione di migrazione a OpenDocument, senza esprimersi su tempi e modi.
Magari, però, contando sull’ausilio dell’Odf.

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