Dubbi sulla liberalizzazione delle wireless LAN

Si dibatte sulle implicazioni della legge che introduce la direttiva europea sulle trasmissioni radio.

Si è aperto un dibattito sull'effettivo peso della legge, che recepisce la direttiva europea 1999/5/CE, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio scorso.
Come abbiamo avuto modo di osservare in un precedente articolo (“Finalmente libere le reti wireless”, linkato in basso) la legge in questione dice testualmente: “il Ministero delle comunicazioni può limitare la messa in servizio di apparecchiature radio soltanto per motivi connessi all'uso efficace dello spettro delle radiofrequenze, per evitare interferenze dannose o per questioni di sanità pubblica”. Insieme a molti altri abbiamo interpretato questo articolo come la liberalizzazione del settore e l'abolizione delle tasse previste per la concessione d'uso. Su questo punto si è però aperto un dibattito presso le comunità del settore, in quanto secondo alcuni la libera circolazione della tecnologia non implica che tale circolazione sia gratuita. Si tratterebbe pertanto solo di un piccolo passo avanti in questa direzione.
Tra gli scettici, per esempio, citiamo Giancarlo Palmieri di Lucent Technologies, che ha interpellato il Ministero delle Comunicazioni. La risposta, ancora ufficiosa, è che la nuova legge non abroga il decreto del 18/12/96 che impone una tassa di concessione di 500mila lire all'anno più altre 50mila lire per ogni punto di connessione sempre annue. Inoltre, la legge continua a non distinguere tra uso “indoor” e “outdoor”. Per cui, le norme rimangono soggette a interpretazioni e il Ministero sembra orientato a ritenere la nuova legge valida solo per le installazioni su suolo privato. Non si nomina, infatti, neanche l'articolo 214 del DPR n.156 del 1973, cui si fa riferimento relativamente all'attraversamento suolo pubblico. Dal Ministero giungono voci che parlano di liberalizzare “veramente” le installazioni indoor entro fine anno con una nuova legge. Per le outdoor, invece, si dovrà probabilmente aspettare ancora e l'indicazione è quella che sarà comunque prevista una tassa.
Alle tasse siamo abituati e, a conti fatti, i vantaggi della tecnologia WLAN sono tali per cui in molti (se non tutti) si sono detti disposti a pagare pur di poterla utilizzare. Il problema è che i tempi per ottenere la concessione sono eccessivamente lunghi. Ecco che si comincia intanto a utilizzarla all'interno, secondo il vecchio adagio per cui a pagare c'è sempre tempo.
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