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Dropbox ai digital leader aziendali: fate scegliere i dipendenti

Il rapporto tra i digital leader in azienda e la tecnologia, che fa il paio con l’interoperabilità tra persone e strumenti tecnologici, è al centro dell’ecosistema business odierno.

I business leader che fanno gioco di squadra in azienda oggi sono i CTO, i CIO, i digital officer e sono tutti alle prese con la continua trasformazione digitale. Termine che rischia di diventare quasi  insignificante se si considera che una recente ricerca di Bain & Co dice che solamente il 5% delle trasformazioni digitali soddisfa o supera le aspettative.

Aspettative che vorrebbero portare alla produttività incrementata, alla produzione, all’innovazione oppure a tutti questi processi messi insieme.

Se li raggruppiamo tutti sotto il termine “efficienza”, si chiede Matteo Stroili, Head of Business di Dropbox in Italia, chi sarebbe il vero beneficiario del suo incremento: l’organizzazione o l’individuo?

Secondo Gartner, i dipendenti che sono soddisfatti dal proprio ambiente di lavoro sono il 16% più produttivi, il 18% più propensi a rimanere e il 30% più attratti dalla propria azienda rispetto alla concorrenza. Forse le due cose non si escludono a vicenda.

Quando i fornitori di servizi tecnologici collaborano e offrono integrazioni profonde, possiamo creare uno spazio di lavoro più democratico e intelligente, dove ogni membro del team può scegliere lo strumento migliore per il lavoro da svolgere e lavorare insieme.

Matteo Stroili, Head of Business di Dropbox in Italia

In qualità di leader aziendali – dice Stroili – sappiamo tutti che le persone sono la nostra più grande risorsa e che, nel corso della storia della nostra specie, ciò che ci distingue è la nostra capacità di collaborare.  Suggerisco alle aziende tecnologiche di mettersi al passo e di iniziare a collaborare. Molte aziende con cui ho parlato sul provare nuove tecnologie nel luogo di lavoro, descrivono come abbiano adottato un approccio dall’alto verso il basso, migrando forzatamente l’intera organizzazione su un determinato stack per garantire che operino in un modo particolare. Questo è qualcosa che molti fornitori di tecnologia vorranno che facciate. Ma non potete sbloccare il miglior lavoro delle persone bloccandole in un particolare sistema – semplicemente non funziona in questo modo. E, soprattutto, la trasformazione digitale non sta solo ripensando la strategia IT, ma coinvolge l’intera organizzazione e la sua cultura”.

Leader aziendali nel mondo digital

I leader aziendali gestiscono una varietà di competenze, geografie, obiettivi, team con persone con background, competenze, preferenze e pensieri diversi.

Discipline e compiti diversi fanno leva su competenze diverse e richiedono strumenti diversi per sostenerle. Il team finanziario può dipendere da Excel, il team di progettazione vive e respira Adobe e il team di comunicazione redige post di blog in un elaboratore di testi. È normale. Non dovrebbero essere vincolati. Dovrebbero essere in grado di produrre i loro contenuti nel formato più adatto al proprio lavoro.

Secondo Stroili, fidarsi delle persone e dare loro la possibilità, in quanto esperti nel loro campo, di prendere le decisioni e di scegliere la tecnologia che funziona meglio per loro, non solo infonde i giusti valori per una cultura dell’innovazione, ma aumenta anche la produttività. “Gli studi dimostrano che gli utenti sono più produttivi quando utilizzano uno strumento che gli è familiare. Quando le giovani generazioni entrano nel mondo del lavoro, le aziende devono essere preparate a consentire loro di utilizzare una gamma diversificata di strumenti, oppure a rischiare che i dipendenti prendano in mano la situazione“.

Una ricerca di Unify Square ha evidenziato che i lavoratori millennial hanno maggiori probabilità di utilizzare applicazioni non approvate per la collaborazione sul posto di lavoro rispetto alle altre generazioni. Quasi un terzo (28%) dei millennial intervistati ha riferito di utilizzare le app non approvate due o quattro volte a settimana, non sarebbe meglio dare loro gli strumenti giusti come prima cosa?

Il posto di lavoro digital adatto dovrebbe anche consentire la concentrazione, nonché alleviare le attività periferiche e facilitare la collaborazione, in modo sicuro tra contenuti e team. Questo è il momento in cui la trasformazione digitale prende il sopravvento, quando la tecnologia inizia davvero a lavorare per noi e non viceversa.

In un recente sondaggio Vanson Bourne, è emerso che l’85% delle persone in Europa ritiene che la creazione di un unico spazio di lavoro collaborativo migliorerebbe i risultati aziendali.

Il motivo è che questo consente alle persone di dedicare più tempo a ciò in cui sono brave, aumenta l’impegno e favorisce un maggiore impatto sul business: l’efficienza sia per l’individuo sia per l’azienda.

Per Stroili, dunque, la libertà di scelta dovrebbe essere la forza trainante nel digital. Non solo perché produce una maggiore produttività, ma alla fine perché migliora la soddisfazione, l’impegno e la felicità dei dipendenti sul lavoro: “questo è quanto ogni programma di trasformazione digitale dovrebbe puntare“.

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