Dopo i Compy Superstore ecco la coppia bricolage-It

Nuovi negozi nei progetti del player toscano, in risposta alla concorrenza. Nel frattempo forti potenzialità potrebbero arrivare dalla relazione con Obi

Febbraio 2006, Il piano industriale 2005- 2008 non li menziona, ma Leonardo
Pagni
, amministratore delegato di Cdc, ci ragiona sopra quando,
sollecitato sulle mosse della concorrenza, ammette che al di là
dei Compy Superstore adatti alle grandi superfici, nuovi concept store
stanno per essere, quanto meno, presi in considerazione. «Qualcosa
che non vada affatto a cannibalizzare i Computer Discount»
riflette il manager toscano. Qualcosa, leggiamo tra le righe, di
molto più simile ai negozi per il "consumer spinto", fuori ovviamente
dalle grandi superfici dove il recente accordo con Unicoop Firenze sembra
essere un modello accattivante. Niente a che vedere, quindi, con i Computer
Discount, che hanno intrapreso già da tempo il cammino verso il
mondo del valore aggiunto al servizio della piccola impresa. «Qualcuno
lo abbiamo chiuso
- continua Pagni -, ma siamo convinti che fossero
i più "deboli" e i meno propensi al cambiamento»
.

Fatti quattro conti, Cdc ne ha chiusi 22 (alcuni passati anche alla concorrenza)
e aperti 12. In quest'area, il player toscano ha preventivato di non crescere
in termini di volumi, quanto in servizio e marginalità. Intanto,
il patron Giuseppe Diomelli crede ancora molto nei cash&carry,
tanto che è in previsione l'apertura di altri cinque (che si vanno
ad aggiungere ai 31 già di casa). Dove? «Nelle aree metropolitane
dove non si rischia di danneggiare quelli già avviati»

Come? «Se ci fossero delle proposte interessanti di cash &carry
già esistenti, potremmo prenderle in considerazione»
.
Se no, pronti-via, se ne aprono ex novo.

Ma guardando alle strategie di Cdc a proposito dell'area Gdo, senza tornare
per forza all'accordo con Unicoop Firenze (che poi si tratta di una joint
venture a respiro di progetto industriale, tanto che l'accordo prevede
una durata di 15 anni) va detto che i risvolti si allargheranno di sicuro
in un ambito che già di per sé fa trafic store: i centri
di bricolage Obi. «Unicoop Firenze - ha spiegato Diomelli
- detiene il controllo (70% - ndr) della Bbc, realtà
che gestisce per conto dei tedeschi della Obi, una rete di oltre 30 punti
vendita»
.

Niente
di più naturale un'evoluzione in quest'area che, secondo Pagni,
si manifesterà in aree dove, accanto al superette del bricolage
e del giardinaggio, si troverà un Compy Superstore di Ict. D'altra
parte forti sono le previsioni di apertura: una trentina sarebbero state
preventivate entro il 2010 per un giro di affari di quattrocento milioni
di euro a forecast per il 2010. Che ci sia spazio anche in Germania?

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