Home Digitale Digitale e pandemia: i nuovi workflow spiegati da un CTO

Digitale e pandemia: i nuovi workflow spiegati da un CTO

Il mondo è alle prese con nuove sfide, tra cui un impegnativo, rapido ed enorme cambiamento del modo in cui si lavora e per questo sentire il parere di un CTO, che pone le basi tecnologiche per le attività di tutti può essere interessante.

Per le aziende, di qualsiasi dimensione siano, gli sconvolgimenti causati dal Covid-19 le obbligano a rifocalizzarsi sul futuro, gettando le basi per costruire fondamenta digitali tanto solide quanto flessibili sulle quali impostare il business in un panorama caratterizzato da nuove necessità.

Come fornitore tecnologico Pure Storage lavora per aiutare le aziende a navigare verso il futuro digitale, e l’organizzazione internazionale Field CTO, diretta in Emea da Patrick Smith, ha un ruolo essenziale in questo.

Si tratta di un team di esperti provenienti da background eterogenei compresi i CTO di realtà enterprise.

Questi esperti dedicano buona parte del loro tempo a supportare i team di engineering e field sales di Pure Storage, ma il loro focus principale rimane quello di interagire con i clienti e aiutarli a tracciare i rispettivi percorsi di trasformazione digitale.

Si trovano dunque nel punto ottimale tra innovazione tecnologica e implementazione presso il cliente, e grazie a ciò hanno sviluppato un’idea chiara su quello che ci riserveranno i prossimi mesi.

Come tutti sappiamo, il mondo è estremamente cambiato e continuerà a sorprenderci con risvolti inaspettati mentre tutti noi affrontiamo le ricadute personali e professionali di questa pandemia e l’esigenza di gestire la nuova normalità.

Patrick Smith, Field CTO Emea Pure Storage

Non tutto tornerà come prima, e dobbiamo adattarci a un ritmo mai sperimentato prima.

Nell’ambito di questi cambiamenti, le previsioni che ci fa Patrick Smith in qualità di CTO di Pure Storage riguardano l’emergere di quattro trend principali.

Nuovi modi di infondere la cultura

Aumenta la forza lavoro da remoto delle aziende, che hanno quindi bisogno di metodi innovativi per infondere e mantenere la propria cultura in un ambiente virtuale come quello del telelavoro. La necessità del tutto umana di interazione sul luogo di lavoro sarà un altro punto importante da affrontare. Le aziende lavorano infatti attraverso l’interazione umana diretta.

Per il CTO dobbiamo fare in modo che l’ambiente di lavoro remoto venga bilanciato dalle interazioni personali che sono essenziali per il nostro benessere mentale e, in ultima analisi, per un’organizzazione sana e di successo.

Sicurezza e gestione delle minacce informatiche

È impressionante vedere come ci siano stati più tentativi di estorcere denaro attraverso richieste di riscatto da parte di malintenzionati rispetto al periodo pre-Covid-19, oltretutto prendendo spesso di mira i servizi essenziali.

L’impatto non è mai stato così pesante e gli attacchi resi noti pubblicamente sono solamente la punta di un iceberg decisamente molto grande.

In futuro, secondo il CTO, le aziende dovranno considerare le attività di mitigazione del ransomware come un elemento essenziale per poter proteggere business e reputazione. I test in quest’ambito potrebbero diventare di routine esattamente come già accade per quelli riguardanti la capacità di disaster recovery.

Rientro dei workload

All’insorgere del lockdown, tutte le aziende a livello globale si sono trovate a cercare di gestire un workload maggiore all’interno delle condizioni limitative del lockdown stesso. Ciò ha comportato un netto aumento nell’adozione e nell’utilizzo del cloud.

Molti, secondo il CTO; si sono spostati persino in maniera quasi eccessiva sul cloud e ora dovranno riequilibrarne l’impiego, dato che le pressioni sui costi stanno spingendo a far rientrare on premise alcuni workload. Mai è stata così grande l’esigenza di flessibilità per supportare le aziende costrette a operare in circostanze tanto mutevoli.

L’avvento dell’empowered consumer

I giovani guardano ora attraverso una nuova ottica le aziende con cui hanno a che fare, sia come dipendenti che come consumatori. In futuro, le aziende avranno sempre più bisogno di implementare un ruolo interno responsabile della gestione della propria reputazione e si chiamerà sempre CTO, ma stavolta significherà Chief Trust Officer.

Questa funzione dovrà esaminare la posizione etica dell’azienda, il modo in cui vengono trattati i dipendenti, le realtà con cui fare o non fare business, e le modalità con cui l’azienda opera – apertamente o meno. Questo ruolo agirà da ‘coscienza’ dell’azienda con l’obiettivo di fare la cosa giusta.

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