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Il device management open source per piccole e grandi imprese

Fleet è una soluzione di device management open source che consente di implementare osquery in modo rapido e di scalare la flotta della propria azienda fino a più di 100.000 dispositivi.

Osquery, come suggerisce il nome, permette di fare query sui dispositivi come con un database. Utilizza comandi SQL di base per sfruttare un modello di dati relazionale per descrivere i dispositivi, e fornisce visibilità multipiattaforma degli endpoint (macOS, Windows e Linux) per decine di milioni di device, per professionisti della sicurezza, startup e fino a grandi imprese Fortune 50.

Il progetto open source osquery nasce nel 2014 e venne sviluppato dal CTO di Fleet Zach Wasserman insieme a Mike Arpaia e ad altri, all’epoca in Facebook.

Qualche anno dopo, Zach Wasserman, insieme ad altri co-fondatori, hanno dato vita alla società Kolide e creato Fleet, una piattaforma open source progettata per rendere più facile e produttivo l’uso di osquery in un ambiente enterprise.

Dopo diversi anni come lead maintainer di Fleet, il co-fondatore e CEO Mike McNeil e Zach Wasserman hanno fondato l’attuale società Fleet Device Management, sulla base di una visione condivisa per costruire il futuro del device management.

Fleet Device Management è ora un’azienda open core che vende abbonamenti che offrono più funzioni e supporto per Fleet e osquery, descritto come il principale agent endpoint open source.

Di recente la società ha annunciato di aver ricevuto un finanziamento seed di cinque milioni di dollari, per accelerare i progressi di Fleet.

Fleet Device Management

 

La piattaforma di device management Fleet – sottolineano i suoi co-fondatori – è nata per risolvere i problemi più comuni che le aziende affrontano quando adottano osquery per la visibilità degli endpoint.

Il primo tra questi è il fatto che richiede tempo di costruzione e manutenzione, creare e gestire un server osquery centrale: e questo lo fa Fleet.

Poi: capire quali query sono necessarie per porre una domanda richiede tempo; Fleet lo rende facile attraverso un’interfaccia utente accessibile e query packs.

Infine, installare osquery sull’intero parco dispositivi può essere impegnativo. Fleet fornisce un semplice strumento a riga di comando per installare l’agent osquery senza dover combattere con i certificati e le impostazioni di configurazione.

Oggi, afferma l’azienda, 1,65 milioni di dispositivi sono gestiti da Fleet, di imprese del calibro di Uber, Gusto, Schrodinger, Dropbox e altre.

Nella prossima fase del processo di evoluzione della piattaforma, Fleet si focalizzerà sulla costruzione di più funzioni di gestione delle vulnerabilità e di conformità alle policy per semplificare ulteriormente la comunicazione trasparente e la collaborazione tra i team IT, quelli di security e gli utenti finali.

Ma non viene abbandonato l’approccio open source – o, più precisamente, open core –, che rimane anzi uno dei pilastri.

Lo sviluppare Fleet in modo open, secondo l’azienda conferma e convalida ancor più come lo spirito di apertura e trasparenza sia necessario in tutto il panorama del device management.

Fleet ritiene che l’open source sia la risposta giusta per la visibilità degli endpoint.

Pertanto, l’azienda ha confermato che l’offerta principale di Fleet è open source, multipiattaforma e adatta agli sviluppatori, e che ci sarà sempre un piano gratuito.

Il piano Premium a pagamento, offre un maggior livello di supporto e funzioni aggiuntive per gli scenari aziendali.

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