Debiti Pa, siglato dal Mef un protocollo di impegni

Il Ministero dell’economia e delle finanze si è impegnato nei confornti di imprese, ordini professionali, banche e Cdp per accelerare i pagamenti.

Sin dall’inizio del suo mandato, l’attuale Governo
ha posto al centro dell’agenda politica
l’obiettivo di assicurare il pagamento dei debiti delle pubbliche
amministrazioni
, a partire dal completo smaltimento di quelli pregressi,
che era già stato avviato dal precedente esecutivo.

Ed è in questa prospettiva che si colloca il
Protocollo di impegni “Pagamento debiti Pa”, che il Ministro
dell’economia e delle finanze Padoan e i rappresentanti di regioni,
province, comuni, imprese, ordini professionali, banche e Cassa depositi e
prestiti hanno sottoscritto e che specifica gli impegni che
ciascuna parte assume per garantire il tempestivo pagamento dei debiti delle
pubbliche amministrazioni. Un’operazione per la cui riuscita è necessario il
concorso responsabile di tutti i soggetti coinvolti.

Dal canto
suo il Ministero dell’economia e delle finanze potenzierà le attività di
supervisione e monitoraggio, il rafforzamento delle funzionalità della
Piattaforma elettronica
e la promozione di nuove misure di allentamento del
patto di stabilità interno.

Significativi
sono anche gli impegni assunti da Regioni, Province e Comuni, tra i quali si
evidenziano l’intensificazione del ricorso alle anticipazioni di liquidità
messe a disposizione dallo Stato per pagare i debiti e il rafforzamento degli
uffici preposti all’attività di certificazione e pagamento, assicurando
peraltro adeguati presidi durante il periodo estivo.
Per parte loro, i rappresentanti delle imprese si sono impegnati, tra
l’altro, a sollecitare i propri associati a presentare istanza di
certificazione dei crediti per poter beneficiare della garanzia dello
Stato, anche diffondendo informazioni relative all’accesso e all’utilizzo della
Piattaforma, e ad attivare adeguate iniziative di supporto e di assistenza ai
propri associati. L’assistenza alle imprese è l’impegno qualificante assunto
anche dai rappresentanti dei commercialisti e degli esperti contabili,
nonché da quelli delle camere di commercio, che accompagneranno gli
imprenditori durante le fasi di richiesta della certificazione dei crediti
vantati.

L’Abi, coinvolgendo
i singoli istituti bancari, si è impegnata a favorire il più agevole processo
di cessione del credito assistito da garanzia dello Stato e a sensibilizzare il
sistema bancario a mettere a disposizione delle imprese adeguate risorse
finalizzate a tale scopo. Cassa depositi e prestiti, infine, ha dato la
propria disponibilità ad adottare celermente la convenzione quadro con l’Abi per la cessione dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche
amministrazioni e assistiti da garanzia dello Stato. Il Mef e l’Abi hanno già
sottoscritto il 17 luglio scorso la convenzione quadro per la cessione
pro-soluto dei crediti certificati e assistiti dalla garanzia dello Stato.

Nel biennio 2013 – 2014 i decreti legge 35/2013 e 102/2013 e
infine la Legge di Stabilità per il 2014 hanno stanziato complessivamente 47,5
miliardi di euro per smaltire i debiti arretrati delle pubbliche
amministrazioni. Del totale delle risorse stanziate, il 91% è già stato
ripartito tra le amministrazioni debitrici (43,2 miliardi), il 63% è stato
materialmente erogato alle amministrazioni che ne hanno fatto richiesta
(30,1 miliardi), e più della metà è stato effettivamente pagato ai creditori:
26,1 miliardi pari al 55% delle risorse stanziate e all’87% delle risorse
erogate.

Inoltre, è cominciata la fase di attuazione del recente decreto legge 66/2014,
che assegna 9,3 miliardi di risorse aggiuntive. Il Governo sembra quindi impegnato
a smaltire integralmente il debito accumulato negli anni passati entro la fine
del 2014, a impedire che si formino nuovi stock di debito e in generale,
a fare in modo che le pubbliche amministrazioni paghino i creditori nei tempi
stabiliti dalla direttiva europea elettronica dei crediti (che consentiranno
di monitorare l’intero ciclo di vita dei debiti commerciali), sia
l’obbligatorietà del registro delle fatture per quegli enti che ancora non
erano tenuti a questo adempimento, sia le verifiche sul rispetto dei termini di
pagamento imposti dalla direttiva europea.

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