Datacenter: “virtualizzato” non è Software-defined

DatacenterUn quinto delle aziende presenti in Europa ritiene di avere già implementato un datacenter totalmente definito dal software.
Lo dicono i risultati di una ricerca condotta da F5 Networks tramite un sondaggio che ha coinvolto oltre 500 professionisti It, il 46% dei quali afferma che la propria azienda ha realizzato parzialmente un Software-defined datacenter, portando così a una percentuale complessiva del 66% le aziende già dotate di un ambiente datacenter totalmente o parzialmente Software-defined.

Da qui l’offerta ai clienti, riscontrata nel 33% delle aziende interpellate, dei propri servizi applicativi tramite un Sddc, mentre un ulteriore 22% del campione afferma di avere in programma la promozione di un Proof of concept specifico per essere in produzione entro i prossimi dodici mesi.

Ciò nonostante, i dati dell’indagine rivelano come un significativo 30% delle imprese europee dice di non essere ancora pronto a realizzare un datacenter parzialmente o totalmente Software-defined sottolineando, nel 18% dei casi, l’assoluta lontananza dal completare una valutazione complessiva in termini di Poc o nel programmare lo sviluppo di alcuna strategia rispetto a un’architettura definita dal software.

Ancora una volta, la sfida più impegnativa si conferma la sicurezza, posta dal 56% degli intervistati come priorità principale per l’evoluzione della propria infrastruttura It e del business aziendale nei prossimi dodici mesi, seguita dalla riduzione dei costi (34%), da una maggiore agilità (30%) e dalla mobilità (25%).
Nello specifico, alla domanda su quali siano le sfide più impegnative nella delivery del Software-defined datacenter nei prossimi dodici mesi, la sicurezza è indicata dal 34% degli intervistati come ostacolo principale, seguita da fiducia degli utenti finali (30%), focalizzazione su tecnologie diverse (28%) e costi (25%).

Da qui il sospetto di F5 che i responsabili It intervistati tendano, in realtà, a interpretare un datacentertotalmente Sddc” come “fortemente virtualizzato”, evidenziando differenze di interpretazione rispetto a cosa sia un ambiente del tutto governato dal software per distribuire le applicazioni in modo rapido e sicuro a tutti gli utenti.

 

 

 

 

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